ESC 2017 – Serbia: RTS conferma la presenza all’Eurovision 2017


RTS

L’emittente pubblica serba RTS (РТС) ha confermato quest’oggi la propria partecipazione alla 62ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2017, che si terrà per la seconda volta in Ucraina, presso l’IEC – Kiev International Exhibition Centre (МВЦ – Міжнародний Виставковий Центр Київ) di Kiev ‬ il 9, 11 e 13 maggio 2017.

Il prossimo anno segnerà 10 anni da quando il paese ha debuttato al concorso e la loro prima vittoria con “Molitva”. Nessun dettaglio del metodo e il meccanismo che verrà utilizzato per selezionare la canzone e il concorrente serbo per l’edizione 2017 dell’ESC è ancora in fase di definizione, diversi sono i metodi che saranno considerati, ma molto probabilmente sarà una sorta di selezione nazionale. Nel 2015 la RTS ha utilizzato la finale nazionale Odbrojavanje za Beč (Countdown for Vienna) per selezionare a Bojana Stamenov (Бојана Стаменов), mentre nel 2016 è stata selezionata internamente Sanja Vučić ZAA (Сања Вучић ЗАА). Ulteriori informazioni in merito saranno fornite a tempo debito.

La Serbia è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Stoccolma da Sanja Vučić ZAA (Сања Вучић ЗАА) con il suo brano nella versione inglese “Goodbye (Shelter)” (Збогом (Склониште), Iza osmeha (Behind the smile), Addio (Riparo)) (scelti internamente).All’Eurovision Sanja ha cantato per sesta nella Seconda Semi-Finale, da dove si è qualificata per la Finale, dove canterà per quindicesima classificandosi diciottesima su 26 partecipanti.

La Serbia ha partecipato per la prima volta, come nazione indipendente all’Eurovision Song Contest nel 2007 dopo la separazione con il Montenegro avvenuta nel Giugno del 2006 (8 partecipazioni e 6 Finali), e subito ha ottenuto la vittoria con Marija Šerifović / Марија Шерифовић e il brano “Molitva” (Молитва, Prayer).

La Serbia come parte della Serbia e Montenegro partecipò all’Eurovision Song Contest solo due volte, nel 2004 e nel 2005. Nel 2006 a causa di problemi interni, sfociati poi nella separazione, si ritirò dalla manifestazione, ma le fu consentito di partecipare al televoto.

Un debutto nel 2004 (che segnò anche il ritorno della nazione dopo 12 anni) di grandissimo successo con un secondo posto in classifica con la performance di Željko Joksimović (Жељко Јоксимовић) and Ad Hoc Orchestra con la canzone “Lane Moje” (Лане моје, My sweetheart), mentre nel 2005, la seconda partecipazione con un settimo posto in classifica con la band montenegrina, No Name (Но нејм) con il brano “Zauvijek moja” (Заувијек моја, Forever mine). La stessa band montenegrina doveva partecipare anche all’edizione del 2006 con la canzone “Moja ljubavi” (Moja љyбaви, My love), ma a causa di una serie di accuse di brogli tra le due emittenti televisive (la serba SRT e la montenegrina RTCG), il 20 Marzo 2006 la Serbia e Montenegro si è ufficialmente ritirata dalla gara. Il paese (o più precisamente la Serbia, visto che in Montenegro la gara non è stata trasmessa) ha però partecipato all’Eurovision Song Contest 2006 prendendo parte alle votazioni.

A seguito del referendum sull’indipendenza del Montenegro, dal 2007 Serbia e Montenegro partecipano alla manifestazione come due stati separati.

Formalmente la Serbia e Montenegro partecipò anche all’edizione del 1992 quando era ancora chiamata Repubblica Federale di Jugoslavia; da allora, fu assente per 11 volte.

Nel 2014 la Serbia ha deciso di ritirarsi a causa dei problemi finanziari per motivi economici e anche a causa della mancanza di sponsor.

Fino all’edizione 2015, la Serbia era uno dei dodici paesi in cui i loro rappresentanti hanno eseguito tutte le canzoni (completamente o parzialmente) in lingua regionale o nazionale; ed era l’unico paese che attualmente prende parte alla manifestazione che non ha eseguito un brano almeno parzialmente in inglese. Gli altri undici paesi sono il Portogallo, Israele, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Andorra, Lussemburgo, Marocco e Monaco.

Al momento il numero di Paesi che hanno espresso un provvisorio interesse per la partecipazione al concorso salirebbe a 40 dopo l’Ucraina (automaticamente in Finale in quanto paese organizzatore), Estonia (selezione: Eesti Laul 2017, il 4 marzo del prossimo anno), Svezia (selezione: Melodifestivalen 2017), Ungheria (selezione: A Dal 2017), Germania (dopo la scia negativa di risultati, selezione: Eurovision Song Contest – Unser Song 2017), Finlandia (selezione: Uuden Musiikin Kilpailu – UMK 2017),  Spagna (dopo la scia negativa di risultati), Francia (selezione interna), Norvegia (selezione: Norsk Melodi Grand Prix 2017), Svizzera (selezione: Die Grosse Entscheidungsshow 2017), Belgio (selezione interna), Irlanda, Paesi Bassi (selezione interna e sono già diverse le candidature spontanee), Polonia (Krajowe Eliminacje do Konkursu Piosenki Eurowizji 2017), Lettonia (selezione: Supernova 2017), Israele (selezione: ‘The Next Start’ – הכוכב הבא, HaKokhav HaBa), Austria (selezione: Wer singt für Österreich? 2017), Danimarca (selezione: Dansk Melodi Grand Prix 2017), Grecia (selezione interna), Armenia (selezione: Դեպի եվրատեսիլ / Depi Evratesil, To Eurovision), Slovenia (selezione: EMA 2017), Russia, Cipro, Lituania, Malta (selezione: ), Islanda (selezione: Söngvakeppnin 2017), Regno Unito, Repubblica Ceca, Bielorussia (selezione: Eurofest 2017), Italia, Croazia, ERI di Macedonia, Albania (selezione: 55a edizione del Festivali i këngës në RTSH), Romania (provvisorio), Montenegro (provvisorio), Azerbaigian, Bulgaria (provvisorio), Georgia, Serbia e tra questi notiamo il Portogallo, che ritorna nel concorso dopo un anno d’assenza, promettendo cambiamenti sostanziali al processo di selezione, al momento non ancora svelati. Ancora nessun cantante è stato ufficialmente selezionato.

Inoltre hanno dimostrato interesse e voglia di partecipare alla prossima edizione senza nessuna conferma o smentita: Slovacchia, assente dal 2013 e la Bulgaria, in attesa dell’approvazione di partecipazione da parte del Board della BNT. Mentre non hanno ancora annunciato (ufficialmente o ufficiosamente) la loro partecipazione a Kiev: Australia, Moldavia e San Marino.

Per quanto riguarda i Paesi confermati, sussistono alcune questioni ancora da dirimere: ad esempio, è sorto un problema con la Russia. Esiste, infatti, una lista di personalità russe non gradite in Ucraina che comprende alcuni cantanti e leader di gruppi: l’EBU-UER sta lavorando affinché questa situazione possa risolversi per un giusto verso. Sembra comunque abbastanza improbabile, agli occhi di molti, che uno dei cantanti della lista nera possa essere scelto, anche per ragioni di maggior popolarità di altri (ricordiamo, infatti, che da due anni la Russia tende a mandare grossi nomi, come Polina Gagarina nel 2015 e Sergey Lazarev quest’anno).

La Romania  ha presentado la domanda di partecipazione preliminare, ma non è una conferma e, di fronte a problemi economici che purtroppo sono ancora presenti nel Paese, dovremo aspettare il prossimo Gennaio per la conferma ufficiale, che arriverà direttamente dall’EBU-UER. Anche se lo scorso giugno, il governo era vicino ad approvare una legge che avrebbe consentito di risolvere, se non del tutto, almeno in parte i problemi finanziari che l’hanno portata alla squalifica. Si può ipotizzare che, se la Romania tornasse in gara, si potrebbe riuscire a sfondare il muro delle 43 nazioni partecipanti, finora raggiunto due volte, nel 2008 e 2011. 

Non è ancora chiaro se l’Australia sarà della partita anche nel 2017, per quanto il fatto che il Paese concorrerà alla quattordicesima edizione dello Junior Eurovision Song Contest 2016 che si terrà per la seconda volta a Malta, presso il Mediterranean Conference Centre, sede che ospiterà anche l’Eurovision Young Dancers 2017, a La Valletta il prossimo 20 novembre 2016, sembra esser d’aiuto in questo senso.

Dei Paesi non partecipanti, o di cui non si è ancora saputo niente, molti dovrebbero essere orientati, secondo voci, alla conferma. Resta l’incognita della Turchia, assente dal 2012 in disaccordo con il metodo di votazione e contro la qualificazione automatica alla Finale dei Big 5 (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito); Kazakhstan, visto che Khabar Agenzia è diventata dal 1°gennaio 2016 membro associato dell’EBU-UER, si sta pensando di far entrare lo Stato nel concorso per questa edizione; e gli Stati Uniti, se l’EBU-UER deciderà di farla partecipare o meno dopo che la Finale dell’ESC 2016 è stata trasmessa per la prima volta in diretta sul territorio statunitense dall’emittente Logo TV e durante l’Interval Act della Finale dell’ESC 2016 si è esibito Justin Timberlake, com’è successo con l’Australia nel 2015 quando EBU-UER e DR hanno scelto di dedicare l’Interval Act della Seconda Semi-Finale proprio al paese oceanico, con un’esibizione di Jessica Mauboy.

Mentre hanno confermato l’assenza l’Andorra, per motivi economici a causa della mancanza di sponsor; e il Lussemburgo, che non hanno intenzione di rientrare nella competizione neanche quest’anno, portando così rispettivamente a 11 e 24 le edizioni consecutive di assenza; Monaco, Liechtenstein, che non è ancora un membro attivo dell’EBU-UER e Bosnia ed Erzegovina, a causa della crisi interna che stanno subendo la TV pubblica. 

Tutti i membri effettivi dell’EBU-UER, cioè le televisioni nazionali a nome dei loro paesi, hanno fino al prossimo giovedì 15 settembre per presentare formalmente le loro domande per partecipare alla 62ª edizione dell’ESC del prossimo anno, quindi il numero di Paesi tenderà a salire probabilmente già nelle prossime ore. Di seguito i paesi candidati hanno un periodo di grazia fino al 10 ottobre per decidere se vogliono rimanere o meno nel concorso senza dover affrontare una sanzione pecuniaria. La lista sarà possibilmente soggetta a cambiamenti fino al rilascio dell’elenco definitivo dei Paesi partecipanti da parte dell’EBU-UER in programma per fine dell’anno inizio gennaio. Il sorteggio che determinerà la composizione delle Semifinali (in quale metà delle due Semifinali si esibiranno i Paesi sorteggiati) e la Semi-Finale in cui avrà diritto di voto i Paesi già qualificati alla Finale (Big Five + Ucrania), si svolgerà a fine gennaio.

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