Sanremo 2017: Ecco la storia del Teatro Ariston


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Dal 1977 a oggi, tranne soltanto che nel 1990, quando si tenne nel Mercato dei fiori di Valle Armea, ha ospitato tutte le ultime edizioni del Festival di Sanremo, oltre che del Premio Tenco.

A venti giorni dal via del 67° Festival della Canzone italiana, ecco un breve profilo delle vicende storiche e artistiche del Teatro Ariston, che, dal 1977 a oggi, tranne soltanto che nel 1990, quando si tenne nel Mercato dei fiori di Valle Armea, ha ospitato tutte le ultime edizioni del Festival di Sanremo, oltre che del Premio Tenco.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale la zona dove sorgeva un tempo il Teatro Principe Amedeo, andato distrutto nell’agosto 1944 nel corso di un bombardamento aereo e non più ricostruito, anche per la sua posizione centralissima, sembrava il luogo ideale per ospitare grandi strutture destinate ad accogliere spettacoli di notevole richiamo non soltanto per il pubblico locale, ma anche per i numerosi turisti e ospiti della città. Fu così che il 6 giugno 1947 l’attivo e intraprendente impresario sanremese Aristide Vacchino, che già possedeva il Cinema Teatro Centrale, aprì sul sito precedentemente occupato da un impianto bocciofilo il Giardino, un cinema all’aperto, sulla cui area, situata in via Matteotti di fronte all’imbocco di via Mameli, furono avviati nel 1953 i lavori di costruzione di un imponente edificio destinato allo spettacolo: il Centro Ariston.

Nel corso dei lavori di realizzazione del nuovo complesso furono comunque notevoli i problemi e le difficoltà che Aristide Vacchino dovette affrontare e risolvere per condurre in porto il suo progetto di dotare la città di una grandiosa struttura destinata agli spettacoli teatrali e cinematografici. Nel 1957 venne portato a termine l’Ariston Giardino, una vasta arena situata sul tetto dell’edificio di via Matteotti, con copertura in tubi di ferro e ondolux parziale, poltrone in legno e pavimentazione costituita da piastrelle in gres, che era in grado di ospitare 1050 spettatori, di cui 610 in platea e 440 in galleria. Il 5 dicembre 1962 fu invece inaugurato l’Ariston Mignon (l’attuale Ritz), una sala a forma di conchiglia dotata di 446 posti, di cui 426 in platea e 20 nei palchi, retta da una struttura portante in cemento armato e pavimentazione costituita da graniglia, marmo e gomma, che presenta un’elegante decorazione formata da bassorilievi in metallo realizzati dallo scultore Edoardo Alfieri. Dopo dieci anni di lavori, il 31 maggio 1963 fu poi la volta dell’inaugurazione ufficiale del Cinema Teatro Ariston, il più capiente teatro al coperto della regione, con la proiezione del film Gli ammutinati del Bounty, preceduta da un concerto lirico diretto dal maestro Carlo Farina.

La nuova grande struttura, dotata complessivamente (dopo gli ultimi lavori di ristrutturazione per adeguare gli interni alla più recente normativa in materia di sicurezza) di 1909 posti, di cui 1222 in platea, 619 in galleria e 128 distribuiti nei 16 palchi aperti ai lati del grande vano destinato al pubblico. Il soffitto della vasta sala del teatro è stato decorato con un pregevole affresco di 400 metri quadrati, opera del pittore genovese Carlo Cuneo. Fin dall’apertura il Centro Ariston si è distinto per le sue caratteristiche di complesso polifunzionale all’avanguardia contrassegnato da ambienti confortevoli, arredi e decorazioni particolarmente eleganti e raffinati, soluzioni tecnologiche molto avanzate, cospicue attrezzature sceniche, impianti e servizi di natura multimediale dell’ultima generazione. Il Teatro Ariston, famoso in tutto il mondo per ospitare ogni anno il Festival della Canzone italiana, generalmente tra febbraio e marzo, è anche assai conosciuto per essere la sede della Rassegna della Canzone d’autore, meglio nota come Premio Tenco, oltre a numerose altre manifestazioni teatrali, musicali, congressuali, sportive e artistiche di livello nazionale e internazionale.

Dopo la scomparsa del fondatore Aristide Vacchino nel dicembre del 1980, la gestione del complesso, insieme a quella del Centrale, è passata ai figli Walter e Carla, che hanno preso le redini dell’azienda familiare con rinnovata energia e determinazione nel continuare nel migliore dei modi l’opera paterna nel segno della tradizione e del consolidamento dei lusinghieri risultati già ottenuti. Il 24 maggio 1994 è stato infine inaugurato, all’ultimo piano del complesso, l’Ariston Roof, una struttura, costruita sull’area dove precedentemente era situato il cinema giardino all’aperto, che comprende 900 metri quadrati di sala, 1050 metri quadrati di terrazzo con vista su tutta la città, 1000 metri quadrati di servizi tecnologici e altri 400 metri quadrati impiegati per servizi vari. Studiato e realizzato soprattutto per fini congressuali, l’Ariston Roof è però utilizzato abitualmente come multisala cinematografica e come sala stampa durante il Festival della Canzone. Le quattro sale destinate alle proiezioni cinematografiche usufruiscono di un servizio bar e sono raggiungibili da tre comodi ascensori dal piano terra situato a livello di via Matteotti.

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