ESC 2017 – Ucraina: Pronto possibile divieto di ingresso per la cantante russa ed armena all’Eurovision – Aggiornato


Il servizio di sicurezza ucraino (SBU / СБУ) avrebbe già preparato dei documenti che potrebbero vierare l’ingresso della cantante russa all’Eurovision Song Contest 2017, Yulia Samoilova (Юлия Самойлова) e alla cantante armena Artsvik Harutyunyan (Արծվիկ Հարությունյան). Questo viene riferito dal canale ucraino 112.

“Al momento non è stata ancora presa alcuna decisione riguardo il divieto di ingresso, ma devo rivelare che il documento a tal proposito è già stato redatto” ha rivelato il capo della SBU, Vasyl Hrystak (Василь Грицак) questo lunedì ai reporter.

“La legge dovrebbe essere uguale per tutti” ha detto. “Non solo lei fu in Crimea, ma scrisse messaggi sui social network dove trattava di questioni riguardanti l’Ucraina, il suo governo e il suo cammino verso un’integrazione euro-atlantica. La mia posizione è chiara. Penso che non dovrebbe entrare in Ucraina.”

Bisogna menzionare che i media russi in precedenza avrebbero riferito che la SBU avrebbe concesso alla Samoilova/Harutyunyan un permesso per poter entrare in Ucraina e partecipare all’Eurovision Song Contest 2017. La Samoilova/Harutyunyan infranse una legge ucraina nel 2015, quando si esibì in Crimea, al tempo occupata, non attenendosi alla legislatura ucraina.

Questa settimana è stato annunciato che la Russia non boicotterà l’Eurovision 2017 a Kiev, la cantante Yulia Samoilova (Юлия Самойлова) andrà alla competizione. È quanto ha riferito il Primo Canale russo che seguirà il concorso.

Yulia ha una disabilità dall’infanzia. La sua voce ha aperto i giochi Paralimpici a Sochi. Yulia di recente si è espressa a favore dell’invasione russa della Crimea nel corso di una esibizione proprio in Crimea nel giugno 2015 .Secondo un portavoce del servizio di sicurezza ucraino Yulia Samoilova (Юлия Самойлова) avrebbe violato delle risoluzioni e sarebbe entrata senza permesso.

Nel frattempo, in Crimea, Radio ucraina si sente di nuovo.

Continua la lotta in Ucraina orientale. Nei giorni scorsi manifestazioni di militanti nazionalisti ucraini avevano interrotto le linee ferroviarie verso il Donbass, liberate in seguito dall’intervento della polizia. Ieri a Chongar, questo è il confine amministrativo della Crimea occupata, sono rientrate in funzione le torri delle telecomunicazioni. Tre anni fa i media nella penisola sono stati estromessi dai media filo-russi e russi. 

Julia Samoilova, la cantante che rappresenterà la Russia all’«Eurovision 2017», ha definito ridicole le minacce delle autorità ucraine che vorrebbero escluderla dal concorso musicale per aver precedentemente fatto un concerto in Crimea.

«È ridicolo. E non capisco perché tanto casino. Era un normalissimo concerto…», ha detto la cantante in un’intervista ai media russi.

Commentando le speculazioni, secondo cui la partecipazione a «Eurovision» sia una mossa di marketing, la Samoilova ha sottolineato che sul suo conto esistono tanti pregiudizi.

La partecipazione di Yulia Samoilova (Юлия Самойлова) come rappresentante della Russia a «Eurovision 2017» ha provocato la reazione negativa delle autorità ucraine. Il parlamento ha minacciato di vietarle l’accesso al Paese e di citarla in giudizio per il concerto in Crimea. Il ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin, a sua volta, ha definito «provocatoria» la decisione di far partecipare al concorso la Samoilova. Dal canto suo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che l’artista parteciperà all’«Eurovision» per cantare non per fare politica.

112, Gazeta. ru, GovoritMoskva

Yulia-Samoylova.jpg

Aggiornamento, 22 Marzo alle 15:18: L’Ucraina ha vietato l’ingresso alla cantante russa Yulia Samoilova (Юлия Самойлова) per tre anni. La cantante pop ventisettenne disabile costretta su una sedia a rotelle a causa della malattia di Werdnig-Hoffmann (la forma di atrofia muscolare spinale più grave anche nota come Sma 1) nominata dall’emittente pubblica russa Channel One come rappresentante della Russia all’Eurovision Song Contest 2017 con il brano “Flame is Burning”, che si terrà dall’11 al 13 maggio proprio nella capitale ucraina.

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È passato un anno, ma le tensioni tra Russia e Ucraina sull’Eurovision Song Contest non si placano. È stato rilasciato, infatti, un divieto di accesso per tre anni sul territorio ucraino (che ospiterà l’edizione 2017 della competizione canora più longeva della tv e dello show non sportivo più seguito al mondo) nei confronti di Yulia Samoilova (Юлия Самойлова), che è la prescelta di Channel One Russia per eseguire “Flame is Burning” all’International Exhibition Centre di Kiev. A rilanciare la news sono stati i servizi di sicurezza ucraini, l’Interfax (Інтерфакс-Україна) e la BBC con la conferma dell’EBU-UER di pochi minuti fa.

Per i servizi segreti ucraini,  la Samoilova sarebbe colpevole di aver cantato in Crimea nel 2015 e di essersi recata nella penisola autoannessa alla Russia nel 2014 senza le necessarie autorizzazioni emesse da Kiev. La Crimea, dunque, torna ad essere al centro della contesa tra Russia e Ucraina, che già lo scorso anno si erano scontrate diplomaticamente proprio in occasione della kermesse musicale vinta dalla ucraina Jamala (Camala, Джамала). Proprio in virtù di quella vittoria, Kiev ha vinto il diritto di ospitare la 62ma edizione della manifestazione.

Il Cremlino ha negato che la scelta della Samoilova sia stata fatta come provocazione politica all’Ucraina, già accusata di sostenere i separatisti nell’Est del Paese dove è in corso un conflitto costato la vita a 10mila persone dal 2014 a oggi. Ma le tensioni sembrano solo una nuova pagina della rappresaglia scoppiata lo scorso anno quando la vittoria della cantante ucraina Jamala (Camala, Джамала) alla manifestazione aveva scatenato un caso politico per il suo brano, «1944». Il testo ricordava la storia vissuta dalla bisnonna materna della cantante 32enne, tra i Tartari deportati nel 1944: accusati di collaborare con la Germania nazista, circa 200mila persone di questo gruppo etnico furono deportate dalla Crimea all’Uzbekistan per ordine di Stalin e molti morirono per fame e malattie. La canzone era stata interpretata come una critica dell’annessione russa della Crimea nel marzo 2014.

Il comunicato dell’European Broadcasting Union – EBU sulla partecipazione della Russia. Diverse agenzie di stampa hanno riportato che alla rappresentante della Russia all’Eurovision Song Contest 2017, Yulia Samoilova (Юлия Самойлова), sarebbe stato vietato di entrare in Ucraina.

A tal fine l’EBU-UER ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“È stato confermato all’EBU-UER che le autorità ucraine hanno emesso un divieto di viaggio per l’artista russa scelta per l’Eurovision Song Contest, Yulia Samoilova (Юлия Самойлова), poichè è stata giudicata colpevole di aver violato la legge ucraina entrando in Crimea per un’esibizione.

obbiamo rispettare le leggi locali del paese ospitante, ma siamo profondamente delusi di questa decisione in quanto riteniamo che sia contraria allo spirito del Concorso, e la nozione di inclusività che sta alla base dei suoi valori.

Continueremo il dialogo con le autorità ucraine, con l’obiettivo di garantire che tutti gli artisti siano in grado di esibirsi al 62° Eurovision Song Contest a Kiev nel mese di maggio.”

Ulteriori aggiornamenti sulla situazione sono previsti a tempo debito.

La dichiarazione dell’EBU-UER arriva dopo l’annuncio di Olena Gitlianska (Олена Гітлянська), portavoce dei Servizi di Sicurezza dell’Ucraina: “I Servizi di Sicurezza dell’Ucraina hanno vietato a Yulia Samoilova (Юлия Самойлова) cittadina della Federazione Russa di entrare in Ucraina per tre anni. La decisione è stata presa sulla base dei risultati delle violazioni delle leggi di Ucraina.”

La violazione della legge ucraina a cui fa riferimento il comunicato dei Servizi di Sicurezza ucraini, riguarda l’esibizione in Crimea della Samoilova nel 2015, non autorizzata dall’Ucraina. Lo scorso ottobre, è stato reso noto che l’Ucraina ha stilato una black list comprendente circa 140 artisti russi. Anche se la Samoilova non è nella lista, a questo punto potrebbe non essere in grado di partecipare al concorso di Kiev.

Un atto “obbrobrioso, cinico e inumano”: la reazione di Mosca alla decisione di vietare l’ingresso in Ucraina della Samoylova arriva per voce del primo vice ministro degli Esteri russo Grigori Karasin. “Si tratta di un concorso internazionale e il Paese ospitante deve rispettare le sue regole” ha precisato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov a fronte dei controlli annunciati da Kiev sulla visita della cantante in Crimea nel giugno 2015.

Com’è noto, tra Russia e Ucraina è in corso una guerra che dura dal 2014, nata dalla questione delle proteste diventate note come Euromaidan (novembre 2013) e successivamente della rivolta di Kiev (gennaio 2014). Parallelamente alle proteste in territorio ucraino, legate all’ex presidente Yanukovich, a questioni di diritti umani e a tutta una differente serie di situazioni, si è creato un secondo e più pesante filone di tensione, quello che è andato dalla Russia all’Ucraina per causa di accordi Ucraina-Unione Europea che avrebbero portato il Paese ex sovietico ad entrare nella sfera d’influenza dell’UE, prima ancora di un’eventuale adesione (i cui tempi, è bene ricordarlo, non sono brevi).

L’esercito russo, nel 2014, ha quindi invaso la Crimea, prendendone possesso e dichiarandone l’indipendenza. Un referendum pressoché immediato (e sostanzialmente plebiscitario) ha sancito il passaggio della Repubblica di Crimea dal controllo ucraino a quello russo.

Il governo ucraino non ha mai riconosciuto tale referendum come legittimo, e anche larga parte della comunità internazionale è stata dello stesso avviso. Vale la pena, comunque, ricordare come oltre la metà degli abitanti della Crimea siano di origine russa, seguiti ad ampia distanza da ucraini e tatari di Crimea.

Cosa c’entri tutto questo con Yulia Samoilova (Юлия Самойлова) è presto detto. Esiste, a tutt’oggi, una legge ucraina per cui ogni artista russo che si esibisca in Crimea deve richiedere una sorta di permesso speciale, proprio per la natura di territorio conteso della Crimea. Inoltre, esiste ed è conosciuta una lista di artisti cui, per le posizioni filo-russe e soprattutto anti-ucraine, è fatto assoluto divieto di mettere piede in Ucraina.

Alla metà del 2016, questa lista comprendeva Mikhail Boyarskiy, Yulia Chicherina, Oleg Gazmanov, Iosif Kobzon, Lev Leschenko, Grigoriy Leps, Stas Piekha, Sergey Penkin, Nikolay Rastorguev (LUBE), Aleksandr Rozenbaum, Valeria Rerfilova e l’attore francese Gérard Depardieu. 

Yulia Samoilova (Юлия Самойлова) avrebbe violato tale disposizione legislativa nel 2015, essendo entrata in Crimea senza i necessari permessi, allo scopo di cantare all’interno di un festival in cui non era la sola artista protagonista. Tuttavia, questo non è l’unico nodo che c’è attorno alla cantante: nel tempo, infatti, sui suoi account social sono apparsi messaggi il cui tenore appariva chiaramente contro l’avvicinamento dell’Ucraina all’UE, per non dire a favore (o in giustificazione di) eventuali rimostranze non pacifiche da parte russa.

Da fonti interne ai servizi di sicurezza ucraini, e precisamente da Olena Hitlyanska, che di tali servizi è addetta stampa, è giunta notizia la decisione riguardante l’interdizione dall’ingresso in Ucraina è stata effettuata basandosi sui dati ottenuti a proposito della Samoilova in merito alla succitata violazione delle leggi ucraine.

Già nella giornata di ieri la possibilità di un ban per tre anni dell’artista dal territorio ucraino sembrava aver preso corpo, perché era trapelato il fatto che si fosse preparato un documento ufficiale in tal senso.

Il capo dello staff dei servizi segreti ucraini, Oleksandr Tkachuk (Олександр Ткачук), aveva inoltre dichiarato che erano perfettamente conosciuti tutti i possibili scenari in chiave russa per qualunque decisione fosse stata presa dall’Ucraina, ora di “politicizzazione dell’Eurovision” (in caso di comminato divieto), ora di aumento dell’estremismo in Ucraina (in caso di mancato divieto, con previsione di reazioni vibranti di una parte della società ucraina a giustificare il dipinto effettuato dai media russi).

È di pochi minuti fa anche la nota ufficiale dell’EBU-UER sulla questione, che spiega come abbiano avuto conferme dalle autorità ucraine del divieto di viaggio per l’artista russa scelta per l’Eurovision Song Contest, Yulia Samoilova (Юлия Самойлова), perché giudicata colpevole di aver contravvenuto alla legge ucraina entrando in Crimea allo scopo di esibirsi.

L’EBU-UER spiega che si deve attenere alle leggi locali del Paese organizzatore, tuttavia si dice profondamente in disaccordo con questa decisione, spiegando che  “va contro lo spirito del concorso e la nozione di inclusività che si pone nel cuore dei suoi valori. Continueremo a dialogare con le autorità ucraine con l’obiettivo di assicurare che tutti gli artisti possano esibirsi al 62° Eurovision Song Contest a Kiev”.

La Russia partecipa agli Eurovision dal 1994 e, da quando nel 2004 sono state previste le semifinali, si è sempre qualificata per la finale vincendo il concorso nel 2008. Quest’anno però in tanti nel Paese avevano chiesto di boicottare la competizione (per motivi politici) tra l’altro prevista il 9 maggio, la Giornata della Vittoria con cui la Russia festeggia la conclusione della seconda guerra mondiale, coincidenza vista da molti come una sfida di Kiev. Vitalij Milonov, deputato della Duma, aveva persino detto che sarebbe stato come pensare che “i cittadini sovietici partecipassero nel 1943 a Reichvision”. L’annuncio di Mosca della candidatura di Samoilova due settimane fa aveva messo fine alle speculazioni, ma non alle polemiche. 

Il Chanel One russo, annunciando la scelta, aveva detto che Samoilova avrebbe mostrato che “né l’età né i limiti fisici possono essere d’ostacolo se si vuole raggiungere qualcosa”. Finalista all’edizione russa di X Factor 2013, Samoilova aveva già cantato alla cerimonia di apertura dei Giochi paralimpici di Sochi nel 2014. E a Kiev dovrebbe portare la ballata “Flame is burning” che gli scommettitori danno già tra le canzoni nella “top 10” finale. Si sarebbe trattato della seconda partecipazione di un’artista in carrozzina all’Eurovision Song Contest, dopo quella della polacca Monyka Kuszynska nel 2015.

La Camera Pubblica della Russia, organo consultivo del Cremlino, ha invece annunciato che denuncerà la decisione di Kiev alle Nazioni Unite e al Consiglio d’Europa: “Le autorità ucraine – ha detto Elena Sutormina, membro della Camera – respingono ogni tipo di dialogo costruttivo e violano tutte le leggi internazionali. Andremo dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa e alle Nazioni Unite, perché è inaudito”.

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