ESC 2018 – Romania: TVR conferma la partecipazione all’ESC 2018


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L’emittente pubblica romena TVR ha confermato oggi che la Romania parteciperà alla 63ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà per la prima volta in assoluto in Portogallo, grazie alla vittoria di Salvador Sobral con “Amar pelos dois” (Loving for both of us).

La notizia è stata resa nota oggi in un comunicato stampa rilasciato da TVR, dove ha confermato che la Romania parteciperà all’Eurovision 2018, nonostante il bilancio 2018 per l’emittente non sia ancora deciso. Ulteriori dettagli verranno pubblicati in una data stabilita da TVR.

Il Direttore Generale di TVR, Irina Radu, ha anche confermato che i preparativi per il prossimo concorso sono appena iniziati: “L’Eurovision è uno dei programmi più seguiti da TVR, e per questo inizieremo i preparativi per la partecipazione della Romania all’edizione del 2018 del concorso in anticipo. Così avremo più tempo per organizzare e preparare bene la competizione canora romena che si svolge ogni anno per decidere il cantante o il gruppo musicale che rappresenterà la Romania all’Eurovision Song Contest, la Selezione Nazionale (Selecția Națională, National Selection) e per attirare il maggior numero possibile di sponsor e partner nel progetto, che garantiscono dei fondi aggiuntivi che potremo aggiungerli al bilancio per il 2018”.

La Romania è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Kyiv, da Ilinca feat. Alex Florea e il suo brano “Yodel It!” (scelti entrambi attraverso la selezione nazionale Selecția Națională 2017, ottenendo oltre 10.000 televoti), scritto e prodotto da Mihai Alexandru e Alexandra Niculae, pubblicato il 30 gennaio 2017 da Cat Music, conquistando il 7° posto in Finale con 282 punti.

Dopo aver fallito la qualificazione nel 1993, la Romania ha debuttato all’Eurovision Song Contest nel 1994 (18 partecipazioni, 18 finali) con il brano “Dincolo de nori” di Dan Bittman. Come miglior risultato è arrivata due volte terza: nel 2005 con “Let Me Try” di Luminița Anghel și Sistem che ottenne il primo posto nella Semi-Finale (terzo in Finale); nel 2010 con “Playing with fire” di Paula Seling și Ovi, arrivata quarta nella Semi-Finale del giovedì (terzo in Finale). La Romania dal 2004 dopo l’introduzione della Semi-Finale e dal 2008 con l’introduzione delle tre serate si è sempre classificata in Finale senza mai vincere.

Nel 1993 la Romania, assieme ad altre sei nazioni che desideravano partecipare all’Eurovision Song Contest per la prima volta, partecipò ad una semifinale “Kvalifikacija za Millstreet” che si svolse a Lubiana, dove non passò il turno.

Per l’edizione 2016 del concorso, la Romania aveva regolarmente scelto il proprio rappresentante tramite la selezione nazionale Selecția Națională. “Moment of Silence” avrebbe dovuto rappresentare il Paese, scritta e cantata da Ovidiu Anton. Il cantante promosse il proprio brano all’Eurovision In Concert ad Amsterdam, a Tel Aviv partecipando a Israel Calling, e infine a Londra, prendendo parte al London Eurovision Party. Il 22 aprile, però, l’EBU-UER comunicò la decisione di sospendere la Romania dall’Eurovisione: ciò ha inevitabilmente compromesso la partecipazione del Paese al concorso. La direttrice generale dell’EBU-UER, Ingrid Deltenre, ha giustificato la decisione dicendo che la Romania non ha onorato un debito di 14,5 milioni di franchi svizzeri. Il supervisore esecutivo dell’evento, Jon Ola Sand, si è detto dispiaciuto per la drastica decisione ma ha auspicato un ritorno del Paese nel 2017. È stata la prima edizione in cui uno Stato è escluso dalla partecipazione a causa dei problemi finanziari della rete che lo rappresenta. Come previsto il paese l’anno successivo rientra al concorso.

Lo scorso 15 maggio 2017 la RTP ha annunciato che il concorso si sarebbe svolto a Lisbona, una decisione che ha causato molte critiche per il suo carattere centralista, una volta che, negli anni anteriori, tutti i paesi che hanno organizzato l’evento hanno scelto la città ospitante attraverso un concorso pubblico. In reazione, il 16 maggio 2017, il direttore di programmi della RTP Nuno Artur Silva, ha dichiarato che la sede del concorso non è stata ancora scelta ufficialmente. Lo stesso giorno, i comuni di Lisbona (presso la MEO Arena), Guimarães (presso il Pavilhão Multiusos de Guimarães), Gondomar (presso il Multiusos Gondomar Coração de Ouro),  Faro (presso l’Estádio Algarve), Braga (presso il Parque de Exposições de Braga), Espinho  e Santa Maria da Feira (presso l’Europarque) hanno dichiarato di volere ospitare l’evento in 2018.

Anche se l’elenco definitivo dei paesi partecipanti all’edizione 2018 dell’ESC sarà possibilmente soggetta a cambiamenti fino al rilascio della lista ufficiale dei partecipanti da parte dell’EBU-UER in programma per fine 2017 o all’inizio dell’anno, al momento, 22 Paesi hanno manifestato l’intenzione di partecipare alla manifestazione  dopo il Portogallo – automaticamente in Finale in quanto paese organizzatore: Finlandia (selezione: Uuden Musiikin Kilpailu – UMK 2018), Norvegia (selezione: Norsk Melodi Grand Prix 2018), Lituania (selezione: “Eurovizijos” dainų konkurso nacionalinė atranka 2018), Polonia, Cipro, Estonia, Repubblica Ceca, Belgio, Spagna, Germania, Francia, Slovenia, Irlanda, Svezia (selezione: Melodifestivalen 2018), Lettonia, Malta (selezione: MESC – Malta Eurovision Song Contest 2018), Danimarca (selezione: Dansk Melodi Grand Prix 2018 – DMGP 2018), Austria (selezione interna), Israele, Romania e tra questi notiamo la Russia (selezione interna), che ritorna nel concorso dopo un anno d’assenza, dovuto al divieto di accesso sul territorio ucraino alla cantante russa Julija Samojlova, selezionata per rappresentare la Russia nella competizione con il brano “Flame is burning”, di una durata di tre anni per aver attraversato illegalmente il confine ucraino in occasione di un’esibizione in Crimea e al ritiro della Russia della competizione. Mentre hanno confermato l’assenza l’Andorra, per motivi economici a causa della mancanza di sponsor; Monaco e il Lussemburgo, che non hanno intenzione di rientrare nella competizione neanche quest’anno, portando così rispettivamente a 11 e 24 le edizioni consecutive di assenza.

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