Formato


The format of the Contest has changed over the years, though the basic tenets have always been thus: participant countries submit songs, which are performed live in a television programme transmitted across the Eurovision Network by the EBU simultaneously to all countries. A “country” as a participant is represented by one television broadcaster from that country: typically, but not always, that country’s national public broadcasting organisation. The programme is hosted by one of the participant countries, and the transmission is sent from the auditorium in the host city. During this programme, after all the songs have been performed, the countries then proceed to cast votes for the other countries’ songs: nations are not allowed to vote for their own song. At the end of the programme, the winner is declared as the song with the most points. The winner receives, simply, the prestige of having won—although it is usual for a trophy to be awarded to the winning songwriters, and the winning country is invited to host the event the following year.

The programme is invariably opened by one or more presenters, welcoming viewers to the show. Most host countries choose to capitalise on the opportunity afforded them by hosting a programme with such a wide-ranging international audience, and it is common to see the presentation interspersed with video footage of scenes from the host nation, as if advertising for tourism. Between the songs and the announcement of the voting, an interval act is performed. These acts can be any form of entertainment imaginable. Interval entertainment has included such acts asThe Wombles (1974) and the first international presentation of Riverdance (1994).

As national broadcasters join and leave the EBU feed, the EBU/Eurovision logo is displayed. The accompanying theme music (used on other Eurovision broadcasts) is the prelude to Marc-Antoine Charpentier’s Te Deum.

The Eurovision Song Contest final is traditionally held on a spring Saturday evening, at 19:00 UTC (20:00 BST, or 21:00 CEST). Usually one Saturday in May is chosen, although the Contest has been held on a Thursday (in 1956) and as early as March.

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Nel corso degli anni il regolamento della manifestazione ha subito diverse modifiche. Di seguito sono qui riportate alcune delle regole attualmente in vigore.

I paesi che partecipano all’Eurofestival possono selezionare cantanti senza vincoli di nazionalità, ad esempio nel 1988 la Svizzera vinse con la cantante canadese Céline Dion, ma ovviamente le tv possono privilegiare artisti autoctoni. Anche la modalità di selezione è libera, così alcuni paesi optano per una selezione interna mentre in altri viene organizzato un festival apposito, come ad esempio lo storico Melodifestivalen svedese o il Melodi Grand Prix norvegese.

I cantanti devono avere almeno 16 anni di età, e sul palco non sono consentite più di 6 persone (neanche per i gruppi). Per quanto riguarda la canzone presentata queste sono alcune delle regole in vigore, valide per tutti i paesi:

  • non deve durare più di 3 minuti;
  • può essere di qualunque genere e cantata in qualunque lingua, anche inventata (e anche qui le tv possono imporre le lingue ufficiali dei loro paesi);
  • non può essere cover o ispirata ad altro brano edito, pena la squalifica;
  • deve essere rilasciata non prima di un certo periodo prima del festival, e deve essere presentata insieme ad un video;
  • non deve avere una scenografia o una coreografia controversa (in particolare sono vietati gli animali);
  • non deve avere contenuti politici, pubblicitari, o offensivi.

Il festival si svolge rigorosamente in una settimana di maggio ed è introdotto come tutti i programmi in Eurovisione dal Te Deum (Charpentier). La finale deve essere obbligatoriamente trasmessa in diretta, mentre per le semifinali è sufficiente dal 2008 la trasmissione in diretta di quella di competenza del paese. Dal 1999 sono previsti, per le televisioni che volessero introdurli, degli spazi per inserire gli annunci pubblicitari e si può anche non trasmettere l’Interval Act.

Fino all’edizione del 2003 compresa la manifestazione si articolava in un’unica serata finale. Per limitare il numero di partecipanti l’EBU ha in alcuni casi effettuato una preselezione, ma più spesso usava le “retrocessioni” (cioè la non partecipazione per un anno alle ultime classificate). Dal 2004 al 2007 compreso è stata introdotta una semifinale che si è svolta due (nel 2004 tre) giorni prima della finale. Alla finale avevano direttamente accesso i cosiddetti (dal 2011) Big Four (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) per il loro maggiore contributo finanziario, il paese ospitante, i nove migliori paesi della precedente edizione e i dieci vincitori della semifinale, per una finale a 24. In entrambe le serate votavano tutti i paesi.

Dal 2008, visto l’alto numero di paesi, il regolamento prevede due semifinali a cui partecipano tutti i paesi ad eccezione dei Big (che diventano Five con il ritorno dell’Italia) e del paese ospitante che accedono direttamente alla finale.

Nel corso degli anni anche il sistema di votazione ha subito alcune modifiche. Dal 1975 è entrato in vigore l’attuale sistema di assegnazione dei punteggi: ogni paese assegna un certo numero di punti alle 10 canzoni preferite: da 1 a 7 punti rispettivamente dalla decima alla quarta, 8 punti alla terza, 10 alla seconda e 12 alla prima, da cui la famosa frase “douze points”. Ogni paese non può votare per la propria canzone.

Inizialmente la votazione era effettuata da giurie. Dal 1997 è stato sperimentato il televoto che è entrato ufficialmente in vigore l’anno successivo per tutte le nazioni. Esistono comunque giurie di riserva che assegnano i punti nel caso il televoto non dovesse funzionare. A seguito delle critiche sul sistema di votazione, nell’edizione 2009 sono state reintrodotte le giurie solo nella serata finale, il cui punteggio ha pesato per il 50% sul punteggio finale, mentre il 50% dei punti è stato assegnato in base al risultato del televoto; anche in questo caso se il secondo sistema non funziona un paese può usare solo il primo.

Al termine delle semifinali vengono annunciati senza un ordine particolare i paesi che in base ai punteggi ottenuti hanno avuto accesso alla finale. I punteggi e la classifica delle semifinali vengono resi noti solo dopo la serata finale. In queste 2 serate dal 2010 si usano come per la finale televoto e giurie, sempre con peso del 50%, e votano solo i paesi coinvolti in quella rispettiva, più 2 o 3 qualificati di diritto sorteggiati. Ad esempio la Svezia e la Germania nel 2009 hanno potuto votare solo di martedì e non di giovedì.

Lo show televisivo della finale dura poco più di 3 ore (le semifinali 2), segue un rigido protocollo, e si usa come lingua l’inglese, con alcuni inserti di francese (lingue ufficiali dell’EBU). Dal 2010 si può votare fin dalla prima canzone fino allo stop. Nella finale tutti i paesi partecipanti hanno diritto di voto, compresi quelli che sono stati eliminati nelle semifinali. L’ordine di presentazione dei voti è attualmente sorteggiato: dopo l’esibizione di tutti i cantanti e scaduto il tempo per la votazione i presentatori della manifestazione si collegano ad uno ad uno con tutti i paesi partecipanti, che dichiarano il risultato delle votazioni nel proprio paese. Inizialmente il collegamento era telefonico, attualmente è in video. Anche la dichiarazione dei voti ha subito delle modifiche dovute all’alto numero di paesi partecipanti. Inizialmente ogni paese dichiarava tutti i punteggi partendo dal basso e ogni punteggio doveva essere ripetuto per regolamento dal presentatore in inglese e francese. Nel 2005 c’è stata la ripetizione solo di una lingua, ma dal 2006 i primi sette voti vengono mostrati in video e solo i tre punteggi massimi (8, 10 e 12) vengono dichiarati. Il presentatore deve ripetere i punteggi un’unica volta nella lingua non usata dal paese collegato in quel momento.

Il paese che ottiene più punti vince l’Eurofestival e acquisisce l’invito a organizzare l’edizione successiva. In alcune edizioni il paese vincitore ha rinunciato all’organizzazione.

Il regolamento inizialmente non prevedeva il caso di parità. A causa del pareggio nell’edizione del 1969 e le critiche successive (alcuni paesi non parteciparono per protesta all’edizione successiva) il regolamento fu modificato e fu deciso che in caso di parità il paese con il maggior numero di 12 punti ricevuti sarebbe stato il vincitore. In caso di ulteriore parità si sarebbe deciso in base al numero di 10 punti ricevuti, eventualmente 8, 7 e così via fino a dichiarare il paese vincitore. Questa regola fu applicata nel 1991 in Italia assegnando la vittoria alla Svezia, che si trovava a pari punteggio con la Francia. Il regolamento fu successivamente modificato e la vittoria viene assegnata al paese che ha ricevuto punti dal maggior numero di paesi. Solo in caso di parità si procede al conteggio dei 12 punti, eventualmente dei 10 punti e così via. Con l’attuale regolamento la vittoria del 1991 sarebbe stata assegnata alla Francia.

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