L’Italia nella competizione


L’Italia ha partecipato all’Eurovision Song Contest sin dalla prima edizione del 1956 e vi ha preso parte, con alcune eccezioni (1981,1982, 1986, 1994, 1995, 1996) fino al 1997. È tra i sette paesi fondatori della gara, che si ispira al Festival di Sanremo. L’Italia è ritornata in gara all’Eurovision Song Contest 2011, che segna la sua prima partecipazione al concorso dopo non aver partecipato a tredici edizioni.

Molti artisti italiani hanno partecipato all’Eurovision Song Contest nel corso degli anni come rappresentanti di altre nazioni. L’Italia ha vinto la competizione due volte: la prima volta nell’edizione 1964 svoltasi a Copenaghen con l’allora sedicenne Gigliola Cinquetti e la canzoneNon ho l’età (per amarti), la seconda nel 1990 a Zagabria con Toto Cutugno e la canzoneInsieme: 1992. A seguito di queste vittorie l’Italia ha acquisito il diritto di organizzare l’edizione successiva della manifestazione, precisamente l’edizione 1965 a Napoli, e l’edizione 1991 aRoma. La RAI, dopo il 1997, ha interrotto la sua partecipazione all’Eurovision Song Contest e ne ha sospeso anche la trasmissione.

L’EBU-UER aveva già tentato di riportare l’Italia al concorso nel 2010, insieme a Monaco e Austria, ma ancora una volta l’Italia non vi partecipò. L’EBU-UER, il 2 dicembre 2010, ha annunciato il ritorno dell’Italia all’Eurovision Song Contest 2011 dopo 14 anni dall’ultima partecipazione. A causa di tale lunga assenza, l’Italia è il membro dei “Big Five” (qualificandosi, quindi, automaticamente per la Finale del 2011) che conta all’attivo meno partecipazioni: solo 41 contro le oltre 50 degli altri quattro Paesi. Da quando è tornata in gara si è dimostrato, sinora un successo, avendo raggiunto per quattro volte la Top 10 (secondo posto nel 2011, nono nel 2012, settimo nel 2013 e terzo nel 2015).

La prima partecipazione dell’Italia coincide con la prima edizione dell’Eurovision Song Contest, svoltasi a Lugano nel 1956; da quella volta ottenne discreti risultati, senza mai piazzarsi nelle ultime posizioni e raggiungendo anche un terzo posto grazie a Domenico Modugno e alla sua Nel blu dipinto di blu.

Anni ’60: Nei primi anni di questo decennio le canzoni italiane continuarono a non sfigurare, raggiungendo un terzo posto con il brano Uno per tutte interpretato da Emilio Pericoli nel 1963, che fu seguito dalla vittoria del 1964 a Copenaghen, dove si impose Gigliola Cinquetti con Non ho l’età (per amarti). L’anno successivo vide Bobby Solo raggiungere a Napoli il quinto posto con la canzone Se piangi se ridi, dopo il quale arrivò un periodo di scarsi risultati per il tricolore, il primo dei quali fu un ultimo posto nel 1966 ottenuto da Domenico Modugno, seguito da altre tre edizioni in cui il miglior risultato fu una decima piazza, nonostante le partecipazioni di artisti quali Claudio Villa, Sergio Endrigo ed Iva Zanicchi.

Anni ’70: La situazione cominciò a migliorare nel decennio successivo, con un ottavo posto di Gianni Morandi nel 1970 con il brano Occhi di ragazza, seguito da un quinto posto di Massimo Ranieri (nel 1971 con L’amore è un attimo) ed una sesta piazza di Nicola Di Bari (1972, I giorni dell’arcobaleno) e ancora una volta Massimo Ranieri nel 1973 con Chi sarà con te, classificatosi tredicesimo. Nel 1974 l’Italia sfiora la sua seconda vittoria, nuovamente con Gigliola Cinquetti, la cui canzone Sì fu seconda solo a Waterloo degli ABBA. Questa edizione fu trasmessa in Italia solo qualche mese dopo lo svolgersi della manifestazione, per la sua prossimità con il referendum per l’abrogazione dellalegge sul divorzio: la decisione venne presa dai vertici della RAI che ritenevano che il titolo della canzone che rappresentava il paese potesse influenzare il voto degli italiani. L’anno seguente l’Italia ottenne il secondo podio consecutivo, grazie al terzo posto della coppia Wess & Dori Ghezzi che cantò il brano Era. L’ultimo risultato di rilievo, per quanto riguarda questo periodo, fu ottenuto nel1976 da un’altra coppia, quella formata da Al Bano e Romina Power, alla loro prima partecipazione con We’ll Live It All Again (cantata parte in italiano e parte in inglese), giunta al settimo posto. Poi, solo piazzamenti fuori dalla top ten da parte di Mia Martini (13°), Ricchi e Poveri (12°) e Matia Bazar (15°).

Anni ’80Questo decennio iniziò con un buon sesto posto, ottenuto nel 1980 da Alan Sorrenti con la sua Non so che darei. Nel 1981 la RAI decise, per la prima volta dall’introduzione della manifestazione nel 1956, di non partecipare, adducendo questioni di scarso interesse. L’assenza italiana terminò nel 1983, quando il paese fu rappresentato da un brano interpretato da Riccardo Fogli, Per Lucia, arrivato undicesimo. In questo periodo l’Eurovision Song Contest ebbe la sua maggiore popolarità in Italia: nel 1984 Alice e Franco Battiatoarrivarono quinti con il brano I treni di Tozeur; l’anno seguente vide Al Bano e Romina Power classificarsi settimi interpretando la canzone Magic, Oh Magic. Nel 1986 la RAI si ritirò nuovamente per motivi interni, facendo poi ritorno all’Eurovision Song Contest 1987, quando Umberto Tozzi e Raf arrivarono terzi con il brano Gente di mare. Chiusero questo decennio le partecipazioni di Luca Barbarossa (1988, Ti scrivo), dodicesimo, e della coppia Anna Oxa-Fausto Leali (1989, Avrei voluto) che chiuse nona.

Anni ’90: Nel 1990 l’Italia tornò a vincere, a Zagabria (nell’allora Jugoslavia) con Toto Cutugno, autore e interprete del brano Insieme 1992. Fu così che l’edizione 1991 venne ospitata in Italia. Inizialmente questa doveva svolgersi a Sanremo, ma per motivi di sicurezza (dovuti alla guerra del Golfo e a tensioni in Jugoslavia) la sede fu spostata a Roma, dove fu scelto come teatro della manifestazione un capannone di Cinecittà. A detta della maggior parte dei commentatori europei ci fu un buon grado di improvvisazione, e la presentazione (affidata ai due vincitori italiani Toto Cutugno e Gigliola Cinquetti), fu non troppo brillante per varie ragioni, tra cui la scenografia, la disorganizzazione (che portò quell’edizione a durare quasi un’ora più del previsto) e la scarsa dimestichezza che Toto Cutugno aveva con l’inglese. Per organizzare la manifestazione furono spesi 12 miliardi di lire e la diretta televisiva registrò tra i 6 e i 7 milioni di spettatori. L’Italia fu rappresentata da Peppino Di Capri, scelto direttamente dalla RAI, e per la prima volta il brano fu interpretato in napoletano: si tratta della canzone Comme è ddoce ‘o mare, piazzatasi al settimo posto. Quest’edizione fu vinta dalla Svezia, che l’anno successivo ospitò l’edizione 1992, alla quale l’Italia prese parte con Mia Martini, che fece una buona impressione con il brano Rapsodia, tanto da ottenere un buon quarto posto. Nel1993 fu la volta di Enrico Ruggeri, che, svantaggiato anche dal sorteggio (dovette esibirsi per primo) ottenne solamente un dodicesimo posto.Toto Cutugno, primo classificato all’edizione del 1990 con Insieme 1992; rimane questa la seconda e fin qui ultima vittoria italiana all’ESC. Nel 1994 la RAI si ritirò nuovamente dall’Eurovision Song Contest, sempre motivando la propria scelta con uno scarso interesse da parte del pubblico. Tale assenza durò per altri due anni, fino all’edizione 1996, al termine della quale l’UER non risparmiò delle critiche alla televisione di stato italiana per il suo comportamento. Forse a causa di ciò, e probabilmente anche per le pressioni delle case discografiche, nel 1997 la RAI tornò a partecipare all’Eurovision Song Contest: accadde inIrlanda, con i Jalisse che, tra i favoriti della vigilia, conquistarono il quarto posto con Fiumi di parole, canzone vincitrice di Sanremo quello stesso anno. Il commentatore fu Ettore Andenna, fautore delle trasmissioni europee, mentre Peppi Franzelin dava conto dei voti assegnati agli altri paesi dall’Italia (la stessa coppia era presente 4 anni prima, sempre in Irlanda). Si trattò senza dubbio di un ottimo risultato, non senza ombre secondo lo stesso Andenna, il quale sostenne che la RAI non sembrasse soddisfatta dei pronostici e che volesse a tutti i costi evitare di vincere. In ogni caso, quella del 1997 fu per l’Italia l’ultima partecipazione alla competizione per molto tempo: vane furono infatti le proteste di Annalisa Minetti e delle case discografiche, che nel 1998 volevano prendere parte all’edizione di quell’anno. Da allora però, nessuna motivazione venne più addotta dalla RAI.

Assenze: Come abbiamo visto, l’Italia non ha partecipato all’ESC in alcuni anni. Il primo ritiro fu nel 1981, quando la RAI dichiarò che l’interesse nel paese era diminuito. Questa assenza si protrasse anche nell’anno successivo. Nel 1986 la RAI si ritirò di nuovo e infine saltò i concorsi dal 1994 al 1996 motivando la scelta sempre con unamancanza di interesse a partecipare. Italia tornò nel 1997, prima di ritirarsi per tredici edizioni e ritornare solo nel 2011.

La censura dell’ESC 1974: Il brano italiano in gara quell’anno si intitolava Sì e proprio a causa del titolo della canzone, la RAI non mandò in onda in diretta il concorso perché il paese, a maggio, sarebbe stato chiamato a scegliere sul divorzio. Il timore era che il titolo potesse influenzare l’opinione pubblica. Lo show fu trasmesso solo a referendum svolto, dopo il 13 maggio 1974.

Edizioni 1993 e 1997 – possibile boicottaggio da parte della RAI?: A più riprese sono state gettate delle ombre, mai provate né smentite, sul comportamento della RAI all’Eurovision Song Contest. Già per l’edizione 1993 fu avanzato qualche sospetto nei confronti dell’emittente pubblica, rea di aver ostacolato Enrico Ruggeri al fine di non vincere la manifestazione, onde evitare di dover ospitare l’edizione 1994; a farlo fu lo stesso Ruggeri, nel libro Piccoli mostri, nel quale dedica un capitolo alla vicenda; nel 2001, poi, il conduttore di quell’edizione, Ettore Andenna, chiamato a commentare queste dichiarazioni in un’intervista, afferma che: «Non si possono definire con certezza queste voci che diventano delle leggende metropolitantelevisive, di certo c’è sempre stata una sorta di terrore da parte di televisioni di “alto rango” di vincere l’Eurofestival perché questo avrebbe comportato il doverlo organizzare l’anno successivo e non c’era volontà di investire una discreta quantità di quattrini con la paura di un’audience non all’altezza. Sono cose che sanno tutti, ma guai a dirle, non ho mai capito perché. Forse è per questo che mi hanno buttato fuori dai giri di valzer.»

Ma le polemiche più grandi riguardano l’edizione del 1997 a Dublino: i partecipanti erano i Jalisse, freschi vincitori al Festival di Sanremo 1997 e favoriti per la vittoria finale. Anche quest’edizione, per l’Italia, fu commentata da Ettore Andenna, il quale, nell’intervista di cui sopra, afferma di avere addirittura scommesso qualche sterlina sulla vittoria del duo italiano. Stando alle parole del presentatore, gli addetti ai lavori non erano contenti del fatto che la possibilità di vincere fosse piuttosto concreta, tanto da interrompere il collegamento con Andenna non appena questi confermò di avere scommesso sui Jalisse; queste le sue parole: «(…) Un’ora prima dell’inizio della manifestazione, chiesi di parlare con il capostruttura e gli dissi: “Mario (Maffucci, n.d.a.), qui i bookmakers ci danno vincenti o nella peggiore delle ipotesi secondi”. Ripenso con un sorriso al gelo dall’altra parte ed alla richiesta di conferma se stessi scherzando o meno. E quando confermai che perfino io avevo scommesso, il collegamento venne velocemente interrotto e mai più ripreso fino alla mezzanotte quando mi dissero che la trasmissione stava venendo bene, che avevo buttato venti sterline, che anche i bookmakers possono sbagliare e bla bla bla. Mi è sempre rimasto il dubbio se standomene zitto e non facendomi trascinare dall’italico entusiasmo non avrei fatto un favorone ai Jalisse.»

Le parole di Andenna non sono mai andate giù ai Jalisse, come dichiarato in un’intervista; il duo in particolare sostiene che al rientro in Italia sia stato vittima di una “caccia alle streghe”, e che anche a causa di questo è stato emarginato. Parallelamente in un articolo de Il Gazzettino, peraltro ripreso anche da Striscia la notizia, in riferimento alla mancata vittoria a Dublino, dichiararono: «(…) fummo silurati perché la Rai non ne voleva sapere di organizzare la manifestazione in Italia, come sarebbe toccato se avessimo vinto. (…)» e in riferimento al loro immediato futuro:« Tornati dall’Eurofestival fummo “cancellati”. Dovevamo fare il Festivalbar, tornare a Sanremo con un brano di Morra e Fabrizio. Niente. Ci hanno messo contro tutti, hanno cominciato a dire ad altri cantanti “farete la fine dei Jalisse”, a raccontare che siamo spariti, che non facciamo più niente. Per anni abbiamo presentato pezzi al Festival, musiche di Bacalov, di Rita Levi Montalcini, quest’anno insieme a Santino Spinelli, ambasciatore musicale dei Rom nel mondo. Niente. E allora abbiamo capito che non è il pezzo, è noi che non vogliono.(…)»

La vicenda è stata ripresa di recente nel libro dell’ex direttore di TV Sorrisi e Canzoni Gigi Vesigna, Vox Populi, voci di sessant’anni della nostra vita, ben accolto dai diretti interessati, che ripercorre le varie controversie di cui il Festival di Sanremo è stato protagonista, dedicando spazio anche alle partecipazioni italiane all’Eurovision Song Contest 1993 e 1997Ad ogni modo, è bene notare che un paese vincitore può legittimamente rinunciare ad organizzare l’Eurovision Song Contest, pagando però delle penali

La lunga assenza degli anni 2000 e la rinascita dell’interesse verso l’ESC: Avvenne così che in Italia non si sentì più parlare di Eurovision Song Contest, se non in rare occasioni e quasi sempre da fonti estere, così la manifestazione cadeva sempre più nell’oblio, tanto che alcuni artisti italiani che vi hanno partecipato credevano addirittura che la manifestazione fosse stata soppressa. Solo nel 2006 la RAI e l’EBU-UER si sono riavvicinate per trattare un ritorno dell’Italia all’edizione 2007, ma senza risultati. Alla fine degli anni 2000 l’atmosfera comincia a cambiare. All’edizione 2008 partecipò San Marino (il cui network pubblico, San Marino RTV, è una società partecipata al 50% dalla Rai), con la canzone Complice, interpretata dal gruppo Miodio (scelto tramite una selezione interna) e finita ultima nella prima semifinale. Sempre nel 2008 due noti musicisti italiani, Vince Tempera (che aveva contribuito alla selezione nazionale di San Marino, che debuttava all’ESC in quell’anno) e Toto Cutugno, vincitore dell’ESC 1990 e presentatore dell’edizione 1991, espressero il loro disaccordo per l’assenza dell’Italia dal concorso e chiesero il ritorno del paese nella gara. E a settembre dello stesso anno, prima dell’edizione 2009, Raffaella Carrà (reduce da 3 programmi legati all’evento in Spagna) chiese ed ottenne di poter ospitare all’interno di Carràmba! Che fortuna un cantante o gruppo che ha preso parte all’Eurovision Song Contest 2008, per far conoscere l’evento e riaccendere l’interesse in esso, che ormai in Italia era quasi sconosciuto o noto solo agli addetti ai lavori i quali, però non gli hanno mai lesinato critiche; in particolare alla prima puntata è stato presente il vincitore del 2008 Dima Bilan; erano previste però molte più partecipazioni di quelle che effettivamente furono effettuate; quella del danese Simon Mathew fu preceduta da un vero e proprio elogio della Carrà all’Eurovision Song Contest, dopodiché alcuni gruppi e cantanti, che dovevano prendere parte alle puntate successive, non furono presentati. Non si sa il motivo di questa mancanza. L’EBU-UER, con l’intenzione di avere il maggior numero possibile di partecipanti, fece di tutto affinché anche l’Italia tornasse a partecipare. In particolare, nel 2008 l’allora responsabile dell’Eurovision Song Contest Svante Stockselius ha annunciato, durante l’incontro con l’OGAE Serbia che, nel caso di un ritorno, il paese entrerà a far parte dei Big (ovvero nazioni che, per il loro contributo fondamentale all’UER, possiedono uno status intoccabile che concede loro di accedere direttamente in finale). Sietse Bakker, Direttore della Comunicazione e PR dell’Eurovision Song Contest, ribadì, inoltre, che l’Italia sarebbe stata ancora la benvenuta al concorso. Poco dopo aver rivelato la lista dei partecipanti per il concorso del 2009 l’EBU-UER annunciò che avrebbe lavorare di più per riportare l’Italia in concorso nel 2010, impostando ora questo come priorità.

Anni 2000: Il ritorno all’ESC: Il 6 settembre 2010 il direttore di Rai 2 Massimo Liofredi, nel presentare la nuova edizione di X Factor, ha accennato a sorpresa alla possibilità che il vincitore dell’edizione potesse poi partecipare all’Eurovision Song Contest, riaccendendo improvvisamente l’interesse intorno alla manifestazione. Il 2 dicembre l’EBU-UER annuncia ufficialmente sul proprio sito ufficiale dell’ESC che la RAI ha inoltrato la domanda di partecipazione all’ESC 2011, ed il 31 dicembre arriva la conferma ufficiale (con l’annuncio della lista ufficiale dei partecipanti) che l’Italia prenderà parte all’Eurovision Song Contest 2011 dopo 14 anni di assenza, e gareggerà direttamente in finale essendo stata inserita dall’EBU-UER nei Big (insieme a Germania,Regno Unito, Spagna, Francia), cioè tra i paesi maggiori contributori delle attività dell’ente. Inoltre Liofredi, intervistato da un blog, ha annunciato che la RAI sceglierà internamente il suo rappresentante. La scelta, poi, è avvenuta nell’ambito del Festival di Sanremo 2011, ed è caduta sul giovane Raphael Gualazzi (vincitore per altro della categoria Giovani); l’annuncio è stato dato nel corso della puntata finale della manifestazione canora dal presentatore Gianni Morandi e dal direttore di Rai 1 Mauro Mazza, che ha anche dichiarato che la finale del 14 maggio sarebbe stata trasmessa da Rai 2, mentre la seconda semifinale (dove l’Italia deve votare) andrà su Rai 5. La prima partecipazione ha avuto risultati contrastanti: Gualazzi, all’ultima votazione, ha strappato il secondo posto finale ad Eric Saade, finendo dietro soltanto alla coppia azera vincitrice Ell e Nikki, e ha ricevuto per quattro volte i 12 punti (da San Marino, Albania, Spagna e Lettonia) ma in televisione lo show è stato seguito da 1,2 milioni di persone (6,5% di share). Nonostante ciò, la RAI ha partecipato anche all’edizione 2012 a Baku; la scelta è ricaduta su una concorrente del Festival di Sanremo 2012,Nina Zilli, che con la versione bilingue di L’amore è femmina è arrivata nona, mentre gli ascolti sono leggermente migliorati con 1,3 milioni e 7,43% di share. Già ad ottobre 2012 la RAI annuncia la partecipazione per l’anno dopo, e la scelta ricade sul vincitore di Sanremo 2013Marco Mengoni con il brano L’essenziale. Per la prima volta il 18 maggio 2013 il concorso è stato trasmesso anche su Rai HD. La semifinale su Rai 5 (che rispetto a 2011 e 2012 ha una migliore copertura del territorio, pur se ancora vacante in alcuni territori) raggiunge 150.000 spettatori e lo 0,65% di share, più del doppio rispetto alla media di rete. Anche la finale migliora gli ascolti con 1,9 milioni e 9,17% di share, e Mengoni conquista il settimo posto (terza Top 10 di fila per l’Italia). Per il 2014, la RAI annuncia la trasmissione di entrambe le semifinali, cambiando inoltre rete e spostandosi su Rai 4, ed esse, grazie a una migliore copertura del territorio, ottengono una media di 300.000 spettatori. In questa edizione verrà scelta Emma che segnerà il peggior piazzamento nella storia, dopo quarantotto anni, con un ventunesimo posto. Nel 2015, per la prima volta dal ritorno italiano, il vincitore del Festival di Sanremo ha, per regolamento, il diritto di rappresentare l’Italia al contest europeo salvo rinuncia: i vincitori dell’edizione 2015, Il Volo, accettano subito l’opportunità, e qualche giorno dopo, confermano che canteranno la stessa canzone vincitrice a Sanremo, Grande amore, portata a 3′, con cui il 23 maggio conquistano il terzo posto nella finale di Vienna; inoltre gli ascolti hanno una netta risalita rispetto all’anno precedente (792.000 per la semifinale su Rai 4 e 3.292.000 telespettatori per la finale su Rai 2).

L’Italia e i BIG 5: Dal 2000, quattro paesi particolari, vale a dire il Regno Unito, la Germania, la Francia e la Spagna, si sono qualificati automaticamente per la finale del Concorso, indipendentemente dalla loro posizione nella classifica del concorso precedente. Questo avviene in quanto questi paesi sono i maggiori contribuenti finanziari dell’EBU (senza i quali la produzione dell’Eurovision song Contest non sarebbe possibile). Questi paesi vennero detti “Big Four”. Il Supervisore Esecutivo del Concorso di quegli anni, Svante Stockselius, disse ai giornalisti in un incontro con OGAE Serbia, che se l’Italia fosse ritornata al concorso avrebbe fatto parte di questo gruppo rinominato, quindi, “Big Five”. L’annuncio del 31 dicembre 2010, oltre ad ufficializzare la partecipazione delll’Italia all’Eurovision Song Contest 2011, confermò anche che il paese avrebbe fatto parte dei BIig Five e che quindi avrebbe avuto accesso di diritto alla finale.

Le partecipazioni italiane:

ANNO INTERPRETE CANZONE PUNTEGGIO POSIZIONE LINGUA
1956 Franca Raimondi Aprite le finestre     italiano
1956 Tonina Torrielli Amami se vuoi     italiano
1957 Nunzio Gallo Corde della mia chitarra 7 6 italiano
1958 Domenico Modugno Nel blu dipinto di blu (Volare) 13 3 italiano
1959 Domenico Modugno Piove (Ciao, ciao bambina) 9 6 italiano
1960 Renato Rascel Romantica 5 8 italiano
1961 Betty Curtis Al di là 12 5 italiano
1962 Claudio Villa Addio, Addio 3 9 italiano
1963 Emilio Pericoli Uno per tutte 37 3 italiano
1964 Gigliola Cinquetti Non ho l’età 49 1 italiano
1965 Bobby Solo Se piangi, se ridi 15 5 italiano
1966 Domenico Modugno Dio come ti amo 0 17 italiano
1967 Claudio Villa Non andare più lontano 4 11 italiano
1968 Sergio Endrigo Marianne 7 10 italiano
1969 Iva Zanicchi Due grosse lacrime bianche 5 13 italiano
1970 Gianni Morandi Occhi di ragazza 5 8 italiano
1971 Massimo Ranieri L’amore è un attimo 91 5 italiano
1972 Nicola di Bari I giorni dell’arcobaleno 92 6 italiano
1973 Massimo Ranieri Chi sarà con te 74 13 italiano
1974 Gigliola Cinquetti 18 2 italiano
1975 Wess & Dori Ghezzi Era 115 3 italiano
1976 Al Bano & Romina Power Noi lo rivivremo di nuovo 69 7 italiano/inglese
1977 Mia Martini Libera 33 13 italiano
1978 Ricchi e Poveri Questo amore 53 12 italiano
1979 Matia Bazar Raggio di luna 27 15 italiano
1980 Alan Sorrenti Non so che darei 87 6 italiano
1983 Riccardo Fogli Per Lucia 41 11 italiano
1984 Alice & Franco Battiato I treni di Tozeur 70 5 italiano/tedesco
1985 Al Bano & Romina Power Magic, oh magic 78 7 italiano
1987 Umberto Tozzi & Raf Gente di mare 103 3 italiano
1988 Luca Barbarossa Ti scrivo 52 12 italiano
1989 Anna Oxa & Fausto Leali Avrei voluto 56 9 italiano
1990 Toto Cutugno Insieme:1992 149 1 italiano
1991 Peppino di Capri Comme è ddoce ‘o mare 89 7 napoletano
1992 Mia Martini Rapsodia 111 4 italiano
1993 Enrico Ruggeri Sole d’Europa 45 12 italiano
1997 Jalisse Fiumi di parole 114 4 italiano
2011 Raphael Gualazzi Follia d’amore/Madness of love 189 (F) 2 (F) italiano/inglese
2012 Nina Zilli L’amore è femmina (Out of love) 101 (F) 9 (F) inglese/Italiano
2013 Marco Mengoni L’essenziale 126 (F) 7 (F) italiano
2014 Emma Marrone La mia città 33 (F) 21 (F) italiano
2015 Il Volo Grande Amore 292 (F) 3 (F) italiano
2016          
2017          
2018          
2019          
2020          

Selezione di artista e brano: Buona parte dei nostri rappresentanti all’ESC sono passati dal Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Infatti il Festival di Sanremo ha spesso rappresentato la gara di preselezione italiana all’Eurovision Song Contest: molte delle partecipazioni italiane sono canzoni che hanno vinto Sanremo o comunque interpretate dai vincitori dell’edizione più recente dello stesso.

Per i primi dieci anni (dal 1956 al 1966), per regolamento, la canzone vincitrice di Sanremo ha rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest. Accadrà di nuovo anche nel 1972, nel 1997, nel 2013 e nel 2015. Dal 1967 al 1969 (ma anche nel 1987, 1989 e nel 1993) l’interprete vincitore del Festival ha presentato una canzone inedita come partecipazione all’ESC..

Nel 1988, 1990 e 1992 sono invece i cantanti secondi o terzi classificati del Festival, che hanno partecipato all’ESC con una canzone inedita.

Per le restanti edizioni, prima del 2011, a rappresentare l’Italia ci sono artisti scelti internamente dalla RAI oppure vincitori di manifestazioni come Azzurro o infine, scelti fra tutti i partecipanti di Sanremo. Nel 1988, 1990 e 1992 sono invece i cantanti secondi o terzi classificati del Festival, che hanno partecipato all’ESC con una canzone inedita. Nella prima metà degli anni settanta le partecipazioni italiane sono state collegate non più al Festival di Sanremo, bensì a Canzonissima: chi vinceva questa manifestazione partecipava di diritto all’Eurovision Song Contest con una canzone inedita, sebbene questo requisito non fosse necessario per la partecipazione. Per quanto riguarda l’edizione 1984 Franco Battiato ed Alice partecipano in quanto vincitori della manifestazione Azzurro 1983.

Per l’edizione 2011 la RAI ha delegato la scelta del concorrente per l’Italia al Festival di Sanremo, precisamente ad una commissione interna alla RAI composta tra gli altri da Gianni Morandi, Gianmarco Mazzi, il direttore di Rai 1 Mauro Mazza e il direttore di Rai 2 Massimo Liofredi. Il nome del concorrente, il vincitore dei Giovani Raphael Gualazzi, è stato annunciato nell’ultima serata del Festival di Sanremo 2011. In seguito la canzone viene scelta dalla casa discografica in accordo con la RAI. Per l’edizione 2012 la RAI ha fatto la stessa cosa del 2011 scegliendo Nina Zilli tra i Big, ma si è scelto un altro brano. Per l’edizione 2013, il metodo è stato lo stesso, anche se il fatto che Marco Mengoni, oltre a concorrere per l’Italia, abbia anche vinto il Festival di Sanremo con il brano L’essenziale, lo ha reso il primo artista italiano arrivato all’Eurovision Song Contest da vincitore del Festival dai tempi sopra narrati dei Jalisse. Nel 2014 la Rai ha optato per la selezione interna, scegliendo Emma, ma si è scelto un altro brano. Nel 2015, il vincitore di Sanremo ha, per la prima volta dal ritorno in gara, il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision.

La vittoria o il piazzamento ad una manifestazione canora nazionale non è un requisito necessario per gareggiare all’Eurovision Song Contest, in quanto il regolamento non pone particolari vincoli di selezione (ad esempio, anche nel 1991 la RAI fece una scelta interna con Peppino di Capri).

Le vittorie dell’Italia e l’organizzazione del concorso: L’Italia ha vinto due volte, nel 1964 e nel 1990. La prima ha visto trionfare a Copenaghen, Gigliola Cinquetti con il brano Non ho l’età, mentre 26 anni dopo Toto Cutugno ha vinto l’ESC a Zagabria con la canzone Insieme: 1992.

Avendo vinto due volte, sono anche due le volte che la RAI ha organizzato la manifestazione; nel 1965 a Napoli presso l’Auditorium RAI, presentato da Renata Mauri, e nel 1991 a Roma presso il Teatro 15 di Cinecittà, presentato da Gigliola Cinquetti e da Toto Cutugno.

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