ESC LONDRA 1960


Periodo: Martedì, 29 Marzo 1960
Presentatore (i): Katie Boyle (Caterina Maria Elena Imperiali di Francavilla)
Transmesso da: British Broadcasting Corporation (BBC)
Sede: Royal Festival Hall (Londra, Regno Unito)
Brano vincitore: PremioTom Pillibi” – Jacqueline Boyer (Francia) (2°)
Partecipanti: 13 paesi
Debuttanti: Norvegia
Ritorni: Lussemburgo
Ritiri: Nessuno
Nil Points: Nessuno
Struttura di voto: dieci giurati per ogni paese hanno a disposizione un punto ciascuno da dare solo alla loro canzone preferita
Orchestra: Eric Robinson’s Orchestra. Diretta dai maestri: Cinico Angelini, Øivind Bergh,Franz Josef Breuer, Cedric Dumont, Thore Ehrling,Raymonde Lefèvre, Henri Mootz, Kai Mortensen,Franck Pourcel, Eric Robinson, Henry Ségers, Robert Stolz e Dolf Van Der Linden.
Intervallo: Eric Robinson’s Orchestra

File:ESC 1960 Logo.PNG

Il quinto Gran Premio Eurovisione della Canzone si tenne a Londra (Regno Unito) il 25 marzo 1960

ordine paese interprete(I) CANZONE – traduzione PUNTeggio  POSIZIONE
01 Flag of United KingdomBBC Bryan Johnson Looking high, high, high 025 02
02 Flag of SwedenSR Siw Malmkvist Alla andra får varann (All the others get each other) 004 10
03 Flag of LuxembourgCLT Camillo Felgen So laang we’s du do bast (As long as you are there) 001 13
04 Flag of DenmarkDR Katy Bødtger Det var en yndig tid (It was a lovely time) 004 10
05 Flag of BelgiumINR Fud Leclerc Mon amour pour toi (My love for you) 009 06
06 Flag of NorwayNRK Nora Brockstedt Voi-voi (Hey Hey) 011 04
07 Flag of AustriaÖRF Harry Winter Du hast mich so fasziniert (You have fascinated me so much) 006 07
08 Flag of MonacoTMC François Deguelt Ce soir-là (That evening) 015 03
09 Flag of SwitzerlandSSR SRG Anita Traversi Cielo e terra (Heaven and Earth) 005 08
10 Flag of The NetherlandsNTS Rudi Carrell Wat een geluk (What luck) 002 12
11 Flag of GermanyARD Wyn Hoop Bonne nuit, ma chèrie (Goodnight, my darling) 011 04
12 Flag of ItalyRAI Renato Rascel Romantica (Romantic) 005 08
13 Flag of FranceRTF Jacqueline Boyer Tom Pillibi 032 01

Paesi Partecipanti

A coloured map of the countries of Europe

Transmitirá a 2º semifinal noutro horário. Paesi partecipanti

Avendo vinto i concorsi del 1957 e del 1959, i Paesi Bassi rifiutarono di organizzare il “Gran Premio dell’Eurovisione” nel 1960 e questo permise che il Regno Unito se ne assumesse la direzione.

Il numero di paesi partecipanti aumentò a tredici, il Lussemburgo ritornò e la Norvegia aderì al concorso. In più, la Finlandia decise di trasmettere in diretta radio la finale.

Una nuova regola fu introdotta nel sistema di voto, per cui le giurie furono organizzate in modo tale che ascoltassero, subito prima del concorso, solamente le canzoni e non vedessero l’esecuzione con gli abiti di scena, di ogni canzone in gara.

Ironia della sorte, a esibirsi per primo è proprio il rappresentante britannico, Bryan Johnson, la cui “Looking High, High, High” chiude peraltro al secondo posto, distanziata di soli sette punti dalla vincitrice.

La Francia vinse il “Gran Premio” e, per la prima volta, la canzone vincitrice “Tom Pillibi” eseguita da Jacqueline Boyer, divenne un vero successo internazionale. Curiosità: Jacqueline Boyer, figlia di Jacques Pillis, che i francesi avevano mandato l’anno prima. Jacques Pillis, nel 1959, era finito ultimo: ancora più curioso. Il padre ultimo, la figlia prima.

Anita Traversi, per la Svizzera, canta in italiano “Cielo e terra”.

Renato Rascel, rappresenta l’Italia con “Romantica”, classificandosi all’ottavo posto.

Tabellone dei risultati:

Scoreboard - Eurovision Song Contest 1960

Interpretata da Renato Rascel, finirà in classifica nel Regno Unito, e avrà diverse cover, tra cui quella di Dalida e nell’Estonia ancora legata al blocco sovietico come “Romantika”. Ma, per un caso strano, Romantica, in Italia, avrà più successo nella versione di Tony Dallara, uno dei capostipiti degli “urlatori”, già di successo da tre anni per aver proposto Come Prima, che è poi diventata una delle canzoni italiane più note al mondo.

Romantica è, ancora una volta, l’esempio di come una canzone italiana possa imporsi nel mondo. In questo caso, lo fa per merito di un personaggio, appunto Rascel, che è attore ancora più che cantante, per quanto in termini di classifica non abbia fortuna (ottavo con 5 punti).

Prima del successo di Sanremo (insieme al già citato Tony Dallara), Rascel aveva già avuto modo, e ne avrà ancora poi, di sperimentare la fama.

Nato quasi per caso, nel 1912, Rascel debutta a vent’anni nell’operetta teatrale Al cavallino bianco di Ralph Benatzky, rappresentata al Teatro Lirico di Milano. Autore di una comicità che presto scopre essere più vicina al gusto dei giovani che non degli uomini formati dell’epoca, Rascel supera piuttosto indenne la guerra e nel frattempo si mette in gioco anche a livello di film. In particolare, da Un manoscritto in bottiglia del 1942, avrà modo di recitare per oltre 35 anni. Al suo fianco compaiono personaggi come Gina Lollobrigida, Raimondo Vianello, e viene diretto da buona parte dei grandi registi di quell’epoca d’oro del cinema italiano. Curiosamente, l’ultimo film in cui recita è anche uno dei più noti: il Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli.

Vince inoltre, nel 1958, il David di Donatello per l’interpretazione offerta in Policarpo, ufficiale di scrittura, diretto da Mario Soldati.

Parallelamente, il nostro si rende anche poliedrico. Attore teatrale, personalità radiofonica, cantante. Come attore teatrale, recita in diverse commedie fino a Alleluja brava gente del 1970, nel quale dovrebbe recitare assieme a Domenico Modugno e invece si trova di fianco un giovane Gigi Proietti, che si comporta assai bene di fronte a tanta figura.

Come personalità radiofonica, è in Il maestrino delle dieci e tre di Guido Leoni e Dino Verde nel 1961.

Come cantante, lo conosciamo nel 1953. Nel 1955, egli compone Arrivederci Roma assieme a Pietro Garinei e Sandro Giovannini: un produttore cinematografico di Hollywood si invaghisce a tal punto della canzone da volerne trarre un film, in cui Rascel recita assieme al tenore italoamericano Mario Lanza (nome d’arte di Alfred Arnold Cocozza). Il film in Italia è noto appunto come Arrivederci Roma, ma nella versione americana si conosce come The Seven Hills of Rome.

Sanremo 1960, per Rascel, è l’occasione di confrontare sé stesso con lo stile di Tony Dallara, capostipite degli urlatori italiani. Romantica verrà anche accusata di plagio, salvo poi essere scagionata dall’intervento di Igor Stravinski a mezzo perizia.

Gli anni seguenti saranno ancora prolifici per il Rascel cantante, che incide tanto in italiano quanto in romano e in napoletano.

Gli ultimi anni lo vedono ancora impegnato in televisione e alle ultime recitazioni teatrali. L’ultima sua interpretazione, al fianco di Walter Chiari, è in Finale di partita di Samuel Beckett.

Muore di Alzheimer nella notte tra il 2 e il 3 gennaio del 1991. E’ sepolto al cimitero Flaminio, noto anche come Cimitero di Prima Porta (che si trova vicino alla stazione Montebello della ferrovia Roma-Viterbo).

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