ESC NAPOLI 1965


Periodo: Sabato, 20 Marzo 1965 
Presentatore (i): Renata Mauro 
Trasmesso da: Radiotelevisione Italiana (RAI)
Sede: Sala di Concerto della RAI (Napoli, Italy)
Brano Vincitore: PremioPoupée de cire, poupée de son” – France Gall (Lussemburgo) (2°)
Participanti: 18 paesi
Debuttanti: Irlanda
Ritorni: Svezia
Ritiri: Nessuno
Nil Points: Belgio, Finlandia, Germania, Spagna.
Struttura di voto: Ognuno dei dieci giurati per ogni paese assegna 5, 3 e 1 punto alle sue tre canzoni preferite
Orchestra: Diretta dai maestri: Øivind Bergh, Raymond Bernard, Fernando De Carvalho, George de Godzinsky, Gianni Ferrio, Alain Goraguer, Alfred Hause, Arne Lamberth, William Lind, Gaston Nuyts, Franck Pourcel, Mario Robbiani, Eric Robinson, Adolfo Ventas Rodriguez, Radivoj Spasic e Dolf van der Linden.
Intervallo: Mario Del Monaco

Logo ESC 1965

Il decimo Gran Premio Eurovisione della Canzone si tenne a Napoli (Italia) il 20 marzo 1965. 

ordine  paese interprete(I) CANZONE – traduzione PUNTeggIo  POSIZIONE
01 Flag of The NetherlandsNTS Conny Van den Bos ‘t is genoeg (Het is genoeg, It’s enough) 005 11
02 Flag of United KingdomBBC Kathy Kirby I Belong 026 02
03 Flag of SpainTVE Conchita Bautista ¡Qué bueno, qué bueno! (How good, how good!) 000 15
04 Flag of Ireland Butch Moore Walking the streets in the rain 011 06
05 Flag of GermanyARD Ulla Wiesner Paradies, wo bist du? (Paradise, where are you?) 000 15
06 Flag of AustriaÖRF Udo Jürgens Sag ihr, ich lass’ sie grüßen (Tell her I send my regards) 016 04
07 Flag of NorwayNRK Kirsti Sparboe Karussell (Merry-go-round) 001 013
08 Flag of BelgiumBRT Lize Marke Als het weer lente is (When it’s springtime again) 000 15
09 Flag of MonacoTMC Marjorie Noël Va dire à l’amour (Go and tell love) 007 09
10 Flag of SwedenSR Ingvar Wixell Absent friend  [Annorstädes vals (Elsewhere Waltz)] 006 10
11 Flag of FranceORTF Guy Mardel N’avoue jamais (Never admit) 022 03
12 Flag of PortugalRTP Simone de Oliveira Sol de inverno (Winter sun) 001 13
13 Flag of ItalyRAI Bobby Solo Se piangi, se ridi (If you cry, if you laugh) 015 05
14 Flag of DenmarkDR Birgit Brüel For din skyld (For your sake) 010 07
15 Flag of LuxembourgCLT France Gall Poupée de cire, poupée de son (Wax doll, sawdust doll) 032 01
16 Flag of FinlandYLE Viktor Klimenko Aurinko laskee länteen (The sun sets in the west) 000 15
17 Flag of YugoslaviaJRT Vice Vukov (Вице Вуков) Čežnja (Чежња, Longing) 002 12
18 Flag of SwitzerlandSSR SRG Yovanna Non, à jamais sans toi (No, forever without you) 008 08

Paesi partecipanti

A coloured map of the countries of Europe

Transmitirá a 2º semifinal noutro horário. Paesi partecipanti

Nel 1965, la Svezia ritornò e l’Irlanda entrò nel concorso, aumentando il numero di partecipanti a diciotto. 

Il sistema di votazione è lo stesso a quello del 1964, coi 10 giurati per nazione e i punti che sono 5, 3 e 1 per le canzoni (oppure 6-3 se la scelta si limita a due canzoni, o 9 se è un’unica).

Sorpresa quando l’interprete svedese, Ingvar Wixell, eseguì la sua canzone, “Annorstädes vals”, in inglese con alcune frasi in svedese. Questo incidente fu la base per l’introduzione, l’anno successivo, di una nuova regola sull’obbligatorietà del linguaggio nazionale.

L’Unione Sovietica e gli altri paesi dell’Est trasmisero il concorso e questo aprì nuovi orizzonti per lo show.

Quell’anno l’artista francese France Gall, già famosa in Francia da due anni, rappresentante il Lussemburgo, vinse il “Gran Premio, con una canzone scritta da Serge Gainsbourg, intitolata “Poupée de cire, poupée de son”. Diventerà, questa, una canzone famosissima. Lei la incide in italiano come “Io sì tu no” e anche in tedesco. Quanto al successo discografico, è prima in Francia, e in top ten in Germania, Olanda, Svezia e Italia. Da noi, è la prima volta che una canzone dell’Eurovision si inserisce, in lingua originale, in top ten (tolte, ovviamente, le canzoni mandate dall’Italia).

Per il Regno Unito, al secondo posto arriva Kathy Kirby con I belong. Kathy Kirby, all’anagrafe Kathleen O’Rourke, è stata una personalità nota della musica britannica, nonché particolarmente complessa lungo l’arco della sua carriera, se non altro per la schizofrenia che l’ha portata a rinchiudersi in una sorta di reclusione stile Greta Garbo.

Udo Jürgens ritornò per la seconda volta con il brano “Sag ihr, ich lass sie grüssen”, rappresentando l’Austria, e si classificò al quarto posto. Belgio, Finlandia, Spagna e Germania Ovest rimasero a zero punti.

Bobby Solo gioca in casa e, forse per questo motivo, fa i capricci da star, presentandosi all’ultimo momento alle prove generali. La sua “Se piangi, se ridi” si classifica al quinto posto.

Tabellone dei risultati:

Scoreboard - Eurovision Song Contest 1965

C’è abbastanza carne al fuoco per poter parlare di Bobby Solo e della sua esperienza legata agli anni 1964 e 1965, con due canzoni rimaste nella storia della musica italiana.

Nel 1964, Solo propose a Sanremo Una lacrima sul viso. Sarà una canzone di tale successo da essere ancora molto amata e ricantata, dopo quasi 50 anni. E forse l’avrebbe vinto lui, il Festival, se non fosse successa una cosa particolarmente sgradita.

Solo, quando si trattò di dover interpretare la canzone (l’altro interprete era Frankie Laine), si ritrovò però senza voce. E fu lì che per la prima volta fu usato, a Sanremo, il playback, che avrebbe caratterizzato il Festival soprattutto nella prima metà degli Anni ’80. Ovviamente, l’allora 18enne di Roma non poté evitare l’esclusione dalla gara, vinta così da Gigliola Cinquetti (che poi si sarebbe presa anche l’Europa).

L’anno dopo, Solo si presentò a Sanremo con Se piangi, se ridi. Oggi, quell’edizione è in particolar modo ricordata perché vi prese parte anche Pino Donaggio, in coppia con Jody Miller, con Io che non vivo, una canzone che sarebbe stata poi reincisa in inglese da Dusty Springfield come You don’t have to say you love me, e poi anche dal mitico Elvis Presley.

Ma, per il discorso vittoria, il discorso si chiude sull’artista romano, e sul testo scritto per lui da Mogol, Gianni Marchetti e Roberto Satti, cioè sé stesso (questo è, infatti, il vero nome di Bobby Solo).

All’Eurovision, però, Bobby rischia di non andarci: Sanremo finisce a gennaio, le regole impongono la presentazione della canzone da febbraio. L’accordo, comunque, si riesce a trovare, e l’esibizione europea è salva.

Se piangi, se ridi rimarrà una delle canzoni più rappresentative del repertorio di Solo, al di là del quinto posto finale conseguito a Napoli. In particolare, avrà il grandissimo onore di essere reinterpretata da Mina.

Bobby Solo, invece, continuerà con successo la sua carriera, rivincerà Sanremo con Iva Zanicchi (Zingara, altra canzone di chiara fama), e proseguirà in un’attività in studio e dal vivo che continua ancora oggi.

In particolare, negli Anni ‘60 è continuamente in giro tra Sanremo, Cantagiro, Disco per l’estate.

Negli anni ‘70, con lo scendere del successo, Solo apre studi di registrazione: in particolare, negli studi Chantalain in via Aurelia a Roma, in cui inciderà Roberto Vecchioni fra gli altri.

Negli anni ‘80, riprende a partecipare a Sanremo, peraltro con buoni riscontri nel 1980, 1981 e 1982. Sulla scia di quei successi, mette insieme un trio con Rosanna Fratello e Little Tony: dal 1985 al 1988, loro sono i Ro.Bo.T (dalle iniziali dei nomi).

A Sanremo, Solo torna per l’ultima volta nel 2003, in coppia con Little Tony in Non si cresce mai, per una partecipazione che fece scorrere logicamente una certa quantità di inchiostro sui giornali.

A 70 anni superati, è ancora in pista, tant’è vero che ha inciso nel 2015 l’album Meravigliosa vita.

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