ESC DUBLINO 1997


Periodo: Sabato, 3 Maggio 1997
Presentatore (i): Ronan Keating e Carrie Crowley
Trasmesso da: Raidió Teilifís Éireann (RTÉ)
Sede: Point Theatre / Point Depot / The Point (Dublino, Irlanda)
Brano vincitore: Premio “Love Shine a Light” – Katrina and the Waves (Regno Unito) (5°)
Participanti: 25 paesi
Debuttanti: Nessuno
Ritorni: Danimarca, Germania, Ungheria, Italia, Russia
Ritiri: Belgio, Finlandia, Slovacchia
Nil Points: Norvegia, Portogallo
Struttura di voto: Ognuno dei paesi in gara assegna 12, 10, 8 e dal 7 all’1, punti per le proprie dieci canzoni preferite.
Orchestra: Diretta dai maestri:  Ray Agius, Don Airey, Sinan Alimanovic, Dick Bakker, Levent Çoker, Petro Damiana, Krzesimir Debski,Régis Dupré, Lucio Fabbri, Jan Glæselm, Dutger Gunnarson, Curt-Eric Holmqvist, Thilo Krasmann, Szymon Kuran, Geir Langslet, Stavros Lantsias, Tarmo Leinatamm, Anacreon Papageorgiou, Mojmir Sepe, Peter Wolf e Toni Xucla.
Intervallo: Ronan Keating, Boyzone

Logo ESC 1997

L’Eurovision Song Contest 1997 è stata la 42ª edizione del festival e si è svolto a al Point Theatre di Dublino, in Irlanda, il 3 maggio 1997. In particolare, è per la sesta volta a Dublino e per la terza volta al Point Theatre.

ordine  paese INTERPRETe(i) canzone – traduzione  PUNTEggio  posizione
01 Flag of CyprusCyBC Hara & Andreas Konstantinou (Χαρά & Ανδρέας Κωνσταντίνου, Hara Konstantinou & Andreas Konstantinou, Χαρά Κωνσταντίνου & Ανδρέας Κωνσταντίνου) Mana mou (Μάνα μου, Motherland) 098 05
02 Flag of TurkeyTRT Şebnem Paker & Grup Ethnic Dinle (Listen) 121 03
03 Flag of NorwayNRK Tor Endresen San Francisco 000 24
04 Flag of AustriaÖRF Bettina Soriat One step 012 21
05 Flag of IrelandRTÉ Marc Roberts Mysterious woman 127 02
06 Flag of SloveniaRTVSLO Tanja Ribič (Тања Рибич) Zbudi se (Wake up) 060 10
07 Flag of SwitzerlandSSR SRG Barbara Berta Dentro di me (Inside of me) 005 22
08 Flag of The NetherlandsNOS Mrs. Einstein Niemand heeft nog tijd (No one has time anymore) 005 22
09 Flag of ItalyRAI Jalisse Fiumi di parole (Rivers of words) 114 04
10 Flag of SpainTVE Marcos Llunas Sin rencor (Without rancour) 096 06
11 Flag of GermanyARD Bianca Shomburg Zeit (Time) 022 18
12 Flag of PolandTVP Anna Maria Jopek Ale jestem (But I am) 051 11
13 Flag of EstoniaERR Maarja-Liis Ilus Keelatud maa (Forbidden land) 082 08
14 Flag of Bosnia & HerzegovinaRTVBIH Alma Čardžić (Алма Чарџић) Goodbye (Довиђења, Goodbye, darling; Zbogom ljubavi) 022 18
15 Flag of PortugalRTP Célia Lawson Antes do adeus (Before goodbye) 000 24
16 Flag of SwedenSVT Blond Bara hon älskar mig (If only she loves me) 036 14
17 Flag of GreeceERT Marianna Zorba (Μαριάννα Ζορμπά) Horepse (Χόρεψε, Dance) 039 12
18 Flag of MaltaPBS Debbie Scerri Let me fly 066 09
19 Flag of HungaryMTV V.I.P. Miért kell, hogy elmenj? (Why do you have to go?) 039 12
20 Flag of RussiaORT Alla Pugacheva (Алла Пугачева) Primadonna (Примадонна) 033 15
21 Flag of DenmarkDR Kølig Kaj Stemmen i mit liv (The voice in my life) 025 16
22 Flag of FranceFT2 Fanny Sentiments songes (Dream feelings) 095 07
23 Flag of CroatiaHRT E.N.I. (Е. Н. И.) Probudi me (Пробуди ме, Awaken me) 024 17
24 Flag of United KingdomBBC Katrina & The Waves Love shine a light 227 01
25 Flag of IcelandRÚV Paul Oscar (Páll Óskar Hjálmtýsson) Minn hinsti dans (My final dance) 018 20

Partecipazione mancate

• Grecia: “An Den Agapissis, Den Tha Agapissi” (Greek) – Dimosthenis Stringlis. This was selected but ERT demanded that the composer be replaced by another singer. Stringlis refused so the song was ditched. 

Paesi partecipanti

A coloured map of the countries of Europe

Transmitirá a 2º semifinal noutro horário. Paesi partecipanti  Transmitirá a 1º semifinal em direto. Paesi che hanno partecipato in passato, ma non nel 1997

L’Eurovision Song Conest 1997 è stato presentato da  un duo di presentatori: il volto noto della RTÉ Carrie Crowley e da nientemeno che Ronan Keating. All’epoca frontman dei Boyzone, Keating ha poi avuto un’eccellente carriera da solista. Tra Boyzone e carriera da solo, ha venduto 45 milioni di dischi.

Nel 1997 il sistema di preselezione fu modificato per permettere che tutti i paesi partecipassero al concorso almeno ogni due anni. Il vincitore del concorso precedente si qualificò automaticamente, mentre gli altri 24 paesi furono selezionati in base alla media dei loro punti negli ultimi cinque anni in base al quale si escludono i 5 Paesi con la media più bassa, allo scopo di far ruotare le nazioni che premono per entrare (il totale dei punti fu diviso per il numero di volte che il paese aveva partecipato).

Se ci fosse stato pari merito fra due o tre paesi, il numero totale di punti negli anni più recenti nei quali i paesi avevano partecipato sarebbe stato il fattore decisionale. Gli altri sette posti furono assegnati ai paesi che non furono ammessi l’anno precedente ma che trasmisero il concorso ed aderirono completamente alle regole. Questo sistema di rotazione fu ideato per ridurre il numero di paesi partecipanti; due liste emersero da questa organizzazione, quella dei partecipanti attivi e quella dei partecipanti passivi. Lo scopo era permettere a paesi diversi di fornire e così di mantenere una media di 23/25 partecipanti al concorso. Se uno dei partecipanti attivi avesse deciso di non partecipare al concorso, i servizi permanente dell’EBU-UER avrebbero chiesto al paese seguente, nella lista dei partecipanti passivi, di diventare un partecipante attivo. Se la risposta fosse stata affermativa, il paese sarebbe entrato nel concorso; se negativa i servizi permanenti dell’EBU-UER avrebbero chiesto al paese seguente e così via. Questo accadde per Israele, che quell’anno decise di non partecipare; il suo posto fu preso dalla Bosnia Erzegovina. Belgio, Finlandia, Romania e Slovachia furono obbligate, secondo le nuove regole, a prendere una pausa dall’ESC di quest’anno, mentre tornano in competizione Danimarca, Ungheria, Russia, Germania. In più, torna l’Italia che era assente da tre anni. Le partecipanti sono quindi 25.

Il concorso fu ospitato per la settima volta in Irlanda. La RTÉ finì quasi in bancarotta a causa degli alti costi; questo non fu una sorpresa dopo aver visto la moderna e gigantesca scenografia.

Quest’anno fu introdotto il televoto, sebbene in via sperimentale, in Austria, Germania, Regno Unito, Svezia e Svizzera. Islanda ottenne 16 dei suoi 18 punti proprio da questi cinque paesi.

Tre sono gli artisti che ritornano sul palco eurovisivo: Alma Cardzic (già Bosnia ed Erzegovina 1994), Maarja-Liis Ilus (già Estonia 1996) e Sebnem Paker (già Turchia 1996).

L’Irlanda ottenne il maggior numero di voti nei paesi che usavano il televoto, ma l’Eurovisione fu vinto dal Regno Unito con “Love shine a light” eseguita da Katrina and the Waves, che si trasformò in un successo internazionale. Il gruppo di Cambridge, già noto per Walking on sunshine del 1985, si ricompone per l’Eurovision dopo 7 anni di separazione. La canzone proposta, Love shine a light, porta il Regno Unito a un autentico trionfo: 227 punti, 70 punti di vantaggio sulla seconda, assegnazione dei 12 punti per 10 volte. Per l’epoca dell’Eurovision a massimo 25 Paesi, è un record.

Pur non arrivando in vetta ad alcuna hit parade, Love shine a light si difende bene sul mercato: top 10 nei Paesi scandinavi, terzo posto nel Regno Unito, quinto in Irlanda, sesto in Belgio, secondo in Austria. Katrina & the Waves si sarebbero separate nuovamente due anni dopo, ma con un riconoscimento in più.

Completano il podio l’Irlanda (Mark Roberts con Mysterious woman) a quota 157 punti e la Turchia (Sebnem Paker con Dinle) a quota 121 punti.

Molte sono le presenze “pesanti” dell’Eurovision 1997. Prima fra tutte, quella di Alla Pugacheva, un autentico mostro di popolarità nell’Unione Sovietica prima e, dopo la dissoluzione, in Russia e dintorni poi. In attività dal 1965, con un numero di dischi venduti che oscilla assai a seconda delle fonti (75 milioni secondo alcuni, 250 milioni secondo l’Encyclopaedia Britannica), la Pugacheva viene chiamata a “salvare” la Russia con la canzone Primadonna. Il risultato, però, non è quello sperato: 15° posto e, per le regole di allora, mancato ingresso all’Eurovision dell’anno successivo.

Comincia a Dublino la carriera di discreto livello della polacca Anna Maria Jopek, che porta Ale Jestem in undicesima posizione.

La Slovenia porta un’artista, Tanja Ribic, che in patria è diventata famosa non tanto come cantante quanto come attrice di tv e di teatro. La scelta vale allo Stato il decimo posto.

Si segnala anche, per l’Islanda, la partecipazione di Paul Oscar, che in patria è noto sia per la sua musica sia per il fatto di essere una delle voci più ascoltate all’interno della comunità LGBT, anche se più d’una volta i suoi modi di parlare sono stati aspramente criticati.

Situazione particolare per la Norvegia: Tor Endresen, all’ottavo tentativo, riesce a vincere il Melodi Grand Prix e a rappresentare il suo Paese. Tuttavia, la sua San Francisco finisce all’ultimo posto, e oltretutto a quota zero punti. La sua carriera, comunque, non è stata particolarmente frenata da questo insuccesso.

Tor Endresen non è comunque l’unico a finire a zero, dal momento che è accompagnato dalla portoghese Célia Lawson con Antes do adeus.

Barbara Berta rappresenta la Svizzera con il brano, in italiano, “Dentro di me”, che finisce al 22° posto.

L’Italia, ritorna all’Eurovision Song Contest con i Jalisse, che rischiano di vincere. Il loro brano, “Fiumi di parole”, però si classificherà solo al quarto posto. Per molti eurofans, questo brano sarà la migliore canzone presentata dall’Italia nella storia del concorso.

Da questo momento in poi la RAI non parteciperà più all’ESC sino all’edizione del 2011.

Tabellone dei risultati:

Scoreboard - Eurovision Song Contest 1997

“Italia: Jalisse, Fiumi di parole. 4° posto all’Eurovision Song Contest con 114 punti”.

Sarebbe facile liquidare l’avventura di Alessandra Drusian e Fabio Ricci a Dublino in questo laconico modo.

In realtà, la storia della spedizione italiana all’Eurovision Song Contest 1997 è stata sviscerata in ogni modo possibile col passare degli anni, e ha assunto dei contorni di cui si è scritto e detto di tutto.

Questa storia, però, va raccontata dall’inizio.

Alessandra Drusian (Oderzo, 18 maggio 1969) e Fabio Ricci (Roma, 5 settembre 1965) iniziano a lavorare insieme nel 1992 e formano il duo dei Jalisse nel 1994. La parola Jalisse, in arabo, significa “commensale che sa intrattenere nel racconto di favole e musica: siedi, accomodati e ascolta”.

Il 1995 è l’anno della loro prima volta a Sanremo Giovani, dove si classificano terzi con Vivo. L’anno dopo, nelle Nuove Proposte, portano Liberami, che arriva sesta.

Nel 1997, in virtù di un regolamento che avrebbe terminato la sua esistenza quell’anno, finiscono dentro la sezione Campioni del Festival con Fiumi di parole. I Jalisse diventano gli ultimi vincitori presentati da Mike Bongiorno, che avrebbe chiuso quell’anno la sua esperienza da presentatore della rassegna dei fiori.

Già a Sanremo, i Jalisse finiscono sotto una certa quantità di critiche per due motivi. Primo, sono prodotti da un’etichetta indipendente. Secondo, Fiumi di parole è accusata (senza riscontri effettivi) di essere un plagio di Listen to your heart dei Roxette.

Contestualmente, l’album Il cerchio magico del mondo non riesce a sfondare davvero, mettendo insieme 50.000 copie vendute.

Passano un paio di mesi, e da Sanremo i Jalisse volano a Dublino, destinazione Eurovision, che allora ancora viene prevalentemente chiamato Eurofestival dalle nostre parti.

L’Italia, quell’anno, è molto rispettata dai bookmakers. Eppure, la canzone non riesce a prendere il podio per soli 7 punti, terminando quarta e con i 12 punti ricevuti solo una volta, dal Portogallo.

All’apparenza, tutto normale. All’apparenza.

Quattro anni dopo, dalle pagine del primo sito italiano dedicato all’Eurovision, Eurofestival.altervista.org (oggi il primo sito di OGAE Italy), spunta una lunga intervista a Ettore Andenna, che ha commentato l’evento nel 1993 e nel 1997.

E in quell’intervista, spuntano parole molto dure. Andenna afferma che, al telefono col capostruttura di Rai1 Mario Maffucci, si ebbe la seguente sequenza: da Dublino, “qui ci danno primi o nella peggiore delle ipotesi secondi”; da Roma, silenzio e poi “stai scherzando?”; da Dublino, Andenna conferma di averci anche scommesso qualche soldo. Telefonata interrotta, e ripresa intorno a mezzanotte con parole evidentemente “di circostanza” di Maffucci.

Per farla breve, questo scambio di battute evidenzia quanto, allora, la Rai fosse probabilmente ancora scottata da tutte le casistiche occorse a Roma ‘91 (è pur vero che al giorno d’oggi, come s’è scritto qualche nota fa, quella situazione non può più ripetersi per svariati motivi). Da qui un, mettiamola così, probabile spavento.

Ai Jalisse, quelle rivelazioni non sono mai andate giù (attenzione: si parla solo delle rivelazioni, e non di Andenna che non è mai stato oggetto di cattivi pensieri da parte del duo).

Negli anni successivi, i Jalisse ebbero una marea di problemi a rimettersi in gioco, venendo sistematicamente esclusi in fase di selezione dei brani da Sanremo, e anche additati come “meteore”, e anche “presi a esempio” per mostrare un certo punto da evitare nella storia della musica italiana.

Con gli anni, i Jalisse (nel frattempo diventati marito e moglie dal 1999) sono riusciti a far fronte a questo problema dedicandosi a progetti di varia natura, che spaziano dal teatro alla musica, e ancora alle iniziative per le scuole.

Rimasti grandissimi appassionati dell’Eurovision, quando si è saputo del debutto di San Marino nel 2008 hanno inviato una loro canzone a SMRTV (a Belgrado sarebbero poi andati i Miodio).

Alessandra Drusian, da sola, si è presentata a The Voice of Italy 2015 nelle audizioni, ma nessun coach l’ha scelta (su YouTube c’è il video con lo stupore di Raffaella Carrà quando si volta).

Dopo il 1997, l’Italia chiude con l’Eurovision. Nel 1998, Annalisa Minetti, dopo la vittoria a Sanremo, vorrebbe andare a Birmingham, ma il succitato Mario Maffucci (che, ironia della sorte, si ritroverà il figlio, parte degli Zero Assoluto, candidato a rappresentare l’Italia nel 2016) suggerisce il Festival di Viña del Mar, in Cile. Da quel momento, il quasi nulla.

Fino al 2010, dalle nostre parti se ne saprà poco o niente.

Poi, il 2 dicembre 2010, comincerà un’altra storia.

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