ESC MALMÖ 1992


Periodo: Sabato, 9 maggio 1992
Presentatore (i): Harald Treutiger e Lydia Capolicchio
Trasmesso da: Sveriges Television (SVT)
Sede: Malmö Isstadion / Malmömässan / Malmö Ice Stadium (Malmö, Svezia)
Brano vincitore: Premio “Why Me?” – Linda Martin (Irlanda) (4°)
Participanti: 23 paesi
Debuttanti: Nessuno
Ritorni: Paesi Bassi
Ritiri: Nessuno
Nil Points: Nessuno
Struttura di voto: Ognuno dei paesi in gara assegna 12, 10, 8 e dal 7 all’1, punti per le proprie dieci canzoni preferite.
Orchestra: Diretta dai maestri: Paul Abela, Haris Andreadis, Olli Ahvenlahti, Anders Berglund, Norbert Daum, Marco Falagiani, Frank Fievez, Ronnie Hazlehurst, Noel Kelehan, Henrik Krogsgaard, Leon Ives, Christian Jacob, Javier Losada, Rolf Løvland, Carlos Alberto Moniz, Vasco Magdi Nouverrez, Kobi Oshrat, Aydin Özari, Roby Seidel, George Theophanous, Harry van Hoof e Nigel Wright.
Opening Act: Carola performing “All the Reasons to Live”
Intervallo: A Century Of Dance

Logo ESC 1992

Il trentasettesimo Concorso Eurovisione della Canzone si tenne a Malmö (Svezia) il 9 maggio 1992, dopo sette anni.

ordine  paesi INTERPRETe(i) canzone – traduzione PUNtegiio  posizione
01 Flag of SpainTVE Serafín Zubiri Todo esto es la música (All this is music) 037 14
02 Flag of BelgiumRTBF Morgane Nous, on veut des violons (We want violins) 011 20
03 Flag of IsraelIBA Dafna (דפנה דקל, Dafna Dekel) Ze rak sport (זה רק ספורט, It’s just sport) 085 03
04 Flag of TurkeyTRT Aylin Vatankoş Yaz bitti (Summer is over) 017 19
05 Flag of GreeceERT Cleopatra (Κλεοπάτρα) Olou tou kosmou i Elpida (Όλου του κόσμου η Ελπίδα, The whole world’s hope) 094 05
06 Flag of FranceA2F Kali Monté la riviè (Montez la rivière, Go up the river) 073 08
07 Flag of SwedenSVT Christer Björkman I morgon är en annan dag (Tomorrow is another day) 009 22
08 Flag of PortugalRTP Dina Amor d’água fresca (Fresh water love) 026 17
09 Flag of CyprusCyBC Evridiki (Ευριδίκη) Teriazoume (Ταιριάζουμε, We hit it off) 057 11
10 Flag of MaltaXM Mary Spiteri Little child 123 03
11 Flag of IcelandRÚV Heart 2 Heart Nei eða já (No or yes?) 080 07
12 Flag of FinlandYLE Pave Maijanen Yamma-yamma 004 23
13 Flag of SwitzerlandSSR SRG Daisy Auvray Mister music man 032 15
14 Flag of LuxembourgCLT Marion Welter & Kontinent Sou fräi (So free) 010 21
15 Flag of AustriaÖRF Tony Wegas Zusammen geh’n (Go together) 063 10
16 Flag of United KingdomBBC Michael Ball One step out of time 139 02
17 Flag of IrelandRTÉ Linda Martin Why me? 155 01
18 Flag of DenmarkDR Kenny Lübcke & Lotte Nilsson Åt det som ingen ser (All the things that nobody sees) 047 12
19 Flag of ItalyRAI Mia Martini Rapsodia (Rhapsody) 111 04
20 Flag of YugoslaviaJRT Extra Nena (Екстра Нена) Ljubim te pesmama (Љубим те песмама, I’m kissing you with songs) 044 13
21 Flag of NorwayNRK Merethe Trøan Visjoner (Visions) 023 18
22 Flag of GermanyARD Wind Träume sind für alle da (Dreams are there for everyone) 027 16
23 Flag of The NetherlandsNOS Humphrey Campbell Wijs me de weg (Show me the way) 067 09

Partecipazione mancate

• Svizzera: “Soleil, Soleil” (German) – Géraldine Olivier. Switzerland had to replace its original choice of entry, “Soleil, soleil” which was to have been performed by Géraldine Olivier. The song did not comply with some of the rules of the national selection contest and so, despite having won, it did not go to Malmö. The Swiss broadcaster, SRG SSR idée suisse, hosted a national final to select the Swiss entry for the Eurovision Song Contest 1992, held in Malmö, Sweden. The contest was held at the Palazzo dei Congressi in Lugano on 23 February, hosted by Emanuela Gaggini. 10 songs competed, with the winner decided through the votes of 3 regional juries, an expert jury and a press jury. The winner of the contest was Geraldine Olivier with the song “Soleil, soleil”. However after the contest the song was disqualified after it was revealed that the song was inputted into the French-speaking broadcaster, Télévision Suisse Romande (TSR), for their selection for the contest with French lyrics and was rejected, before being entered into the German-speaking broadcaster, Schweizer Fernsehen (SF), and their selection for the contest with German lyrics and accepted. Therefore the song that came second, “Mister Music Man” by Daisy Auvray went to Malmö for Switzerland. “Mister Music Man” was composed by Gordon Dent.

Paesi partecipanti

A coloured map of the countries of Europe

Transmitirá a 2º semifinal noutro horário. Paesi partecipanti Transmitirá a 1º semifinal em direto. Paesi che hanno partecipato in passato, ma non nel 1992

Con il ritorno dei Paesi Bassi, si registra un temporaneo record di partecipazioni in quest’edizione, il numero di partecipanti del concorso del 1992 aumentò a 23.

In questa edizione, troviamo cinque personaggi di ritorno all’Eurovision: i Wind (già Germania 1985 e 1987), Sigga e Gretar Orvarsson (già Islanda 1990 come Stjornin), Linda Martin (già Irlanda 1984) e Mia Martini (già Italia 1977, ma di lei parleremo nella nota successiva).

È l’ultimo anno in cui la Jugoslavia ha partecipato alla manifestazione. Le cartoline di presentazione dei cantanti cambiarono ancora: ogni cantante partecipante mostrava le più popolari bellezze dei Pesi in gara.

La scenografia rappresentava un grande vascello vichingo con un drago fumante.

L’Irlanda, da questa edizione, inizia a prendersi dei pezzi di storia tuttora non cancellati.

La vincitrice dell’Eurovisione di quell’anno fu Linda Martin con il brano “Why me?”, per l’Irlanda, che totalizza 155 punti al termine delle votazioni. L’autore del brano fu Johnny Logan che, come solista, vinse il concorso nel 1980 con “What’s another year” e nel 1987 “Hold me now” come interprete. Diventando così l’unico ad aver vinto l’Eurovision Song Contest per tre volte, in un modo o nell’altro. Nel suo caso, due volte come cantante e una come autore, con il secondo posto della stessa Linda Martin nel 1984 con “Terminal 3”. Possiamo verificare che il soprannome di Mr Eurovision dato a quest’ultimo ha delle basi incontrovertibili. 

Sebbene non sia stata un successo enorme fuori dall’Irlanda, in patria “Why me?” è stata al numero uno.

Al secondo posto, per il Regno Unito, arriva Michael Ball con “One step out of time”. Bisognerebbe inserire un capitolo a parte per parlare di Michael Ball, che ha speso 30 anni di vita nel teatro con notevole successo, passando tranquillamente da West Side Story alle opere di Andrew Lloyd Webber e ad altri generi ancora.

Al terzo posto, per Malta, c’è Mary Spiteri, che porta “Little child” sul palco di Svezia.

Questa situazione fa sì che, per la prima volta, ci siano tre canzoni in inglese ai primi tre posti dell’Eurovision.

La Francia presenta una scelta interessante che le porta un ottavo posto: Kali (all’anagrafe Jean-Marc Monnerville), con “Monté la riviè”, porta per la prima volta la lingua creola delle Antille in concorso. Peraltro, desta curiosità l’inserimento del banjo nel novero degli strumenti di questa canzone e che Kali sia originario della Martinica.

È invece molto particolare la situazione della Jugoslavia. Già semismembrata dalla guerra e ridotta solo a Serbia e Montenegro, la nazione partecipa per l’ultima volta prima che l’ONU imponga la risoluzione 757 del Consiglio di Sicurezza, che impedisce tanto la partecipazione a eventi sportivi quanto a eventi di genere più prettamente culturale, come è da considerarsi l’Eurovision.

A difendere il titolo, per la Svezia, c’è Christer Bjorkman. Lui arriva penultimo, ma 10 anni dopo diventa il supervisore del Melodifestivalen, il massimo concorso musicale svedese nonché selezione nazionale per l’Eurovision.

La grande Mimì torna a rappresentare l’Italia. “Rapsodia” è il bellissimo brano col quale si classifica al quarto posto. Pochi secondi prima dell’esibizione qualcuno, dalla platea, urlò “Tanti auguri Mia” e la cantante rispose all’inatteso augurio, ringraziando il pubblico.

Tabellone dei risultati:

Scoreboard - Eurovision Song Contest 1992

Dopo la caotica edizione romana del 1991, l’Italia si ripresenta nel 1992 tornando a scegliere dal Festival di Sanremo. In questo caso, ancora una volta, ad andare non è il primo. 

Toccherebbe, in teoria, a Luca Barbarossa. Tuttavia il cantautore romano, forte dell’esperienza del 1988, questa volta cede il passo. Tocca così alla seconda, Mia Martini.

Lungo i 15 anni intercorsi tra Libera e Rapsodia, come abbiamo già in parte visto, c’è di mezzo un ritiro dalle scene. Dovuto, quest’ultimo, alla sempre più incalzante dose di maldicenze poste sul conto dell’artista, trasformata senza troppe cerimonie in una iettatrice.

Dal 1983 al 1989, scorre dell’acqua sotto i ponti. Quella di esibizioni in luoghi di provincia per raccattare qualche soldo alo scopo di sopravvivere, e quella di Renato Zero.

Zero, da sempre amico di Mia, agisce premendo sul direttore artistico del Festival di Sanremo Adriano Aragozzini per far partecipare l’artista. Dall’altra parte, coloro che provano a convincerla sono alcuni dei personaggi della discografia dei suoi inizi.

In cantiere c’è una canzone, Almeno tu nell’universo, che Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio avevano scritto nel 1972 e registrato in SIAE nel 1979, ma che mai era stata udita da alcuno. Il motivo? Lauzi aveva desiderato che la canzone fosse interpretata da Mia Martini, e lei soltanto, non un’altra.

L’operazione riesce: Mia Martini va a Sanremo 1989. Non vince, ma Almeno tu nell’universo fa letteralmente riesplodere la sua stella. Il Premio della Critica è suo, la canzone diventa il vero e proprio simbolo della sua discografia. Negli anni, sarà reincisa da Thelma Houston, Mina, Elisa e più recentemente Marco Mengoni.

Proprio in quel periodo nasce anche la collaborazione con Enzo Gragnaniello, con cui porterà avanti una serie di progetti legati al mondo della musica napoletana (fra cui la celebre Cu’mme, cantata assieme a colui che della canzone napoletana è stato leggendario interprete, Roberto Murolo).

Tra il 1990 e il 1992, Mia partecipa due volte a Sanremo (La nevicata del ’56 nel 1990 e Gli uomini non cambiano nel 1992), ottiene particolare successo nei concerti, e viene infine chiamata a rappresentare l’Italia all’Eurovision in Svezia.

Succedono delle cose particolari, a Malmö.

La prima: la delegazione italiana è composta di due persone. Due. Di numero. Mia Martini compresa.

La seconda: Mia Martini è sorella di Loredana Bertè. Loredana Bertè è sposata non con una persona qualsiasi, ma con Bjorn Borg, leggenda del tennis di Svezia e mondiale, uno che ha vinto 6 Roland Garros, 5 Wimbledon (consecutivi, tra il 1976 e il 1980), uno che nel succitato Roland Garros ha perso solo due volte, entrambe da Adriano Panatta (il cui gioco gli dava tantissimo fastidio), uno che ha dato una svolta al gioco ben superiore al numero di tornei vinti.

Il problema è che questo rapporto tra Loredana Bertè e Bjorn Borg è tormentatissimo (e infatti finisce proprio in quello stesso 1992). È giustificato quindi il fatto che Mia Martini sia vista sotto una luce particolare.

In realtà, in quel periodo tra le due sorelle di buon sangue ne scorre pochissimo (ci sarà un riavvicinamento solo l’anno dopo, a Sanremo, quando canteranno assieme Stiamo come stiamo). Mia, ad ogni modo, riesce a ben distinguersi da quello che è il carattere della sorella, facendosi notare soprattutto per la sua bravura musicale. Rapsodia è considerata ancora oggi una delle più belle canzoni mai portate dall’Italia, e conquista un onorevolissimo quarto posto grazie all’ottima, e struggente, interpretazione fornita.

Nel 1994, Mia inizia una serie di progetti legata all’interpretazione di canzoni di altri artisti: prima un disco di cover in generale (di De Gregori, Dalla, De Andrè, il suo ex amato Ivano Fossati per citarne alcuni), poi uno dedicato a Napoli, uno a Pino Daniele e uno a Tom Waits.

Avrà però il tempo di realizzare solo il primo, La musica che mi gira intorno. 

Il 12 maggio 1995 Mia Martini muore in circostanze mai chiarite. E’ vero che da tempo assumeva farmaci anticoagulanti per un fibroma all’utero, ma è altrettanto vero che molti fatti relativi alla sua morte restano oscuri. Quel che è certo è che il corpo è stato trovato due giorni dopo la morte effettiva. La versione dell’autopsia parla di “arresto cardiaco causato da un’overdose di stupefacenti”, ma c’è chi non è mai stato convinto di tale versione. In particolare, Loredana Bertè ha più volte avanzato dei dubbi sulla morte della sorella, sostenendo che sia stata in realtà uccisa, ma di botte, dal padre (che non era esattamente il tipo più tranquillo del mondo). 

Tutti questi dubbi, purtroppo, non potranno mai essere chiariti. Il corpo di Mia è stato cremato e le sue ceneri si trovano nel cimitero di Cavaria con Premezzo. Quel che oggi ci resta, è il ricordo di una delle voci femminili più grandi che l’Italia abbia mai conosciuto.

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