ESC MILLSTREET 1993


• Periodo: Sabato, 15 maggio 1993
Presentatore (i): Fionnuala Sweeney
Trasmesso da: Raidió Teilifís Éireann (RTÉ)
Sede: Green Glens Arena (Millstreet, Irlanda)
Brano vincitore: Premio “In Your Eyes” – Niamh Kavanagh (Irlanda) (5°)
Participanti: 25 paesi (29 paesi semifinalisti)
Debuttanti: Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Slovenia
Ritorni: Nessuno
Ritiri: Yugoslavia
Nil Points: Nessuno
Struttura di voto: Ognuno dei paesi in gara assegna 12, 10, 8 e dal 7 all’1, punti per le proprie dieci canzoni preferite.
Orchestra: Diretta dai maestri: Olli Ahvenlahti, Harris Andreadis, Andrej Basa, Bert Candries, Vittorio Cosma, Christian Cravero, Norbert Daum, Amir Fröhlich, Francis Goya, Curt-Eric Holmquist, Noel Kelehan, Georg Keller, Christian Kolonovits, Eduardo Leyva,Rolf Løvland, Armindo Neves, Jose Privsek, Joseph Sammut, Jon Kjell Seljeseth, Marc Sorrentino, George Theophanous,Harry van Hoof e Nigel Wright.
Opening Act: The story of Eochaid and Étaín in Celtic mythology, transitioning into a video of rural Ireland today.
Intervallo: Linda Martin & Johnny Logan

Logo ESC 1993

Il trentottesimo Concorso Eurovisione della Canzone si tenne a Millstreet (Irlanda) il 15 maggio 1993, entrando nella storia fin da subito, perché si tratta del più piccolo paese in cui sia mai stata organizzata la manifestazione: 1500 abitanti (anche se la Green Glens Arena aveva, e ha ancora, 8000 posti).

Finale

ORDINE  PAESE INTERPRETE(I)PO CANZONE – traduzione   PUNTEGGIO  POSIZIONE
01 Flag of ItalyRAI Enrico Ruggeri Sole d’Europa (Sun of Europe) 045 12
02 Flag of TurkeyTRT Burak Aydos (Burak Aydos, Öztürk Baybora & Serter) Esmer yarim (My darling brunette) 010 21
03 Flag of GermanyARD Münchner Freiheit Viel zu weit (Much too far) 018 18
04 Flag of SwitzerlandSSR SRG Annie Cotton Moi, tout simplement (Quite simply myself) 148 03
05 Flag of DenmarkDR Tommy Seebach Band Under stjererne på himlen (Under the stars of the sky) 009 22
06 Flag of GreeceERT Keti Garbi (Καίτη Γαρμπή, Katerina Garbi) Ellada, hora tou fotos (Ελλάδα, χώρα του φωτός, Greece, country of light) 064 09
07 Flag of BelgiumBRTN Barbara Iemand als jij (Someone like you) 003 25
08 Flag of MaltaPBM William Mangion This time 069 08
09 Flag of IcelandRÚV Inga Þá veistu svarið (Then you’ll know the answer) 042 13
10 Flag of AustriaÖRF Tony Wegas Maria Magdalena (Mary Magdalene) 032 14
11 Flag of PortugalRTP Anabela A cidade (até ser dia) [The city (until dawn)] 060 10
12 Flag of FranceFT2 Patrick Fiori Mama Corsica 121 14
13 Flag of SwedenSVT Arvingarna Eloise 089 07
14 Flag of IrelandRTÉ Niamh Kavanagh In your eyes 187 01
15 Flag of LuxembourgCLT Modern Times Donne-moi une chance (Give me a chance) 011 20
16 Flag of SloveniaRTVSLO 1X Band (1X Бенд) Tih deževen dan (A quiet rainy day) 009 22
17 Flag of FinlandYLE Katri-Helena Tule luo (Come to me) 020 17
18 Flag of Bosnia & HerzegovinaRTVBIH Fazla (Фазла, Muhamed Fazlagić) Sva bol svijeta (Сва бол свијета, All the pain in the world) 027 16
19 Flag of United KingdomBBC Sonia Better the devil you know 164 02
20 Flag of The NetherlandsNOS Ruth Jacott Vrede (Peace) 092 06
21 Flag of CroatiaHRT Put Don’t ever cry 031 15
22 Flag of SpainTVE Eva Santamaría Hombres (Men) 058 11
23 Flag of CyprusCyBC Kyriakos Zymboulakis & Van Beke (Κυριάκος Ζυμπουλάκης & Δήμος Van Beke, Κυριάκος Ζυμπουλάκης και Δήμος Μπεκέ, Kyriakos Zymboulakis & Demos Van Beke) Mi stamatas (Μη σταματάς, Don’t stop) 017 19
24 Flag of IsraelIBA Lahakat Shiru (להקת שירו, Sarah’le Sharon & The Shiru Group, שרהל’ה שרון ולהקת שירו) Shiru (שירו, Sing) 004 24
25 Flag of NorwayNRK Silje Vige Alle mine tankar (All my thoughts) 120 05

Nel 1993 ci furono 25 paesi in gara. La Iugoslavia si ritirò, (in effetti il paese non esisteva più), ma tre delle ex repubbliche iugoslave, Bosnia e Erzegovina, Croazia e Slovenia, fecero il loro debutto. Questi tre paesi vinsero una competizione preliminare Kvalificacija za Millstreet (Qualificazione per Millstreet), tenutasi il 3 aprile 1993, fra sette paesi dell’Europa dell’est che volevano partecipare al “Gran Premio dell’Eurovisione” (oltre ai tre già citati ci furono Estonia, Romania, Slovacchia e Ungheria). I quattro paesi non classificatisi, avrebbero preso parte al concorso del 1994 secondo le modalità rese note più tardi.

pre1993

• Periodo: Sabato, 03 aprile 1993 
Presentatore (i): Tajda Lekše
Trasmesso da: Radiotelevizija Slovenija (RTVSLO)
Sede: RTV SLO Studio 1 (Ljubljana, Slovenia)
Brani Qualificati: “Tih deževen dan” – 1X Band (Slovenia); “Sva bol svijeta” – Fazla (Bosnia ed Erzegovina); “Don’t Ever Cry” – Put (Croazia)
Participanti: 7 paesi
Debuttanti: Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Slovenia, Estonia, Ungheria, Romania, Slovacchia
Ritorni: Nessuno
Nil Points: Nessuno
Struttura di voto: Ognuno dei paesi in gara assegna 12, 10, 8 e dal 7 all’1, punti per le proprie dieci canzoni preferite.
Orchestra: Diretta dai maestri: Ismeta Dervoz-Krvavac, Ksenija Urličić, Yuri Makarov, Péter Wolf, Aurora Andronache, Mojmir Sepe e Stanislav Bartovič.
Intervallo: Songs from the existing repertoire of each of the competing artists: Bosnia ed Erzegovina: Fazla “Kiša ruši grad”, Croazia: Put “Mom zavičaju”, Estonia Janika Sillamaa “I Live For Your Love”, Ungheria: Andrea Szulák “Don’t Wanna Stop My Clock”, Romania: Dida Drăgan “Blestem (The Curse)”; Slovenia: 1X Band “Novo jutro”, Slovacchia: Elán “Od Tatier k Dunaju”.

Semi-Finale: Kvalifikacija za Millstreet (Qualificazione per Millstreet)

ordine  pAESE INTERPRETE(I) CANZONE PUNTEGGIO  POSIZIONE
01 Flag of Bosnia & HerzegovinaRTVBIH Fazla (Фазла, Muhamed Fazlagić) Sva bol svijeta (Сва бол свијета, All the pain in the world) / Kiša ruši grad 052 02
02 Flag of CroatiaHRT Put (Пут) Don’t ever cry / Mom zavičaju 051 03
03 Flag of EstoniaERR Janika (Janika Sillamaa) Muretut meelt ja südametuld (Hassle-free mind and a light heart) / I live for your love 047 05
04 Flag of HungaryMTV Andrea Szulák Árva reggel (Orphan morning ) / Don’t wanna stop my clock 044 06
05
Flag of RomaniaTVR Dida Drăgan Nu pleca (Do not go) / Blestem (The curse) 038 07
06 Flag of SloveniaRTVSLO  1X Band (1X Бенд) Tih deževen dan (A quiet rainy day) / Novo jutro 054 01
07 Flag of SlovakiaSTV Elán Amnestia na neveru (Amnesty) / Od Tatier k Dunaju 050 04

Tabellone dei risultati:

  Risultati della Giuria
Total score Flag of Bosnia & Herzegovina Flag of Croatia Flag of Estonia Flag of Hungary Flag of Romania Flag of Slovenia Flag of Slovakia
Contestants Flag of Bosnia & HerzegovinaRTVBIH 52   5 8 10 10 7 12
Flag of CroatiaHRT 51 10   6 12 7 8 8
Flag of EstoniaERR 47 6 8   8 6 12 7
Flag of HungaryMTV 44 7 6 12   8 6 5
Flag of RomaniaTVR 38 5 12 5 5   5 6
Flag of SloveniaRTVSLO 54 8 7 10 7 12   10
Flag of SlovakiaSTV 50 12 10 7 6 5 10  

Paesi partecipanti

A coloured map of the countries of Europe

Transmitirá a 2º semifinal noutro horário. Paesi partecipanti Transmitirá a 1º semifinal em direto. Paesi che hanno partecipato in passato, ma non nel 1993   
Transmitirá a Final em direto. Paesi che non si sono qualificati alla finale

È l’ultimo anno in cui il Lussemburgo ha partecipato alla manifestazione. 

Quest’edizione si inserisce nel bel mezzo di un drammatico periodo storico, quello della disgregazione della Jugoslavia. Quella che in origine si chiamava così resta di fatto ridotta a Serbia e Montenegro, mentre diventano indipendenti Bosnia&Erzegovina, Croazia, Slovenia, Macedonia (Serbia e Montenegro diventeranno Stati separati soltanto nel 2006, peraltro via referendum, mentre è molto più problematica la questione del Kosovo, riconosciuto come indipendente da una metà del mondo ma non da un’altra metà).

Tra i vari Stati nati dalla scissione della Jugoslavia e altri che erano intenzionati a entrare, le partecipazioni iniziano a diventare tante, troppe. Si decide così di organizzare una mini-semifinale a Lubiana, in cui Slovenia, Bosnia ed Erzegovina e Croazia riescono a entrare, e a farne le spese sono Estonia, Ungheria, Romania e Slovacchia. 

Il numero dei partecipanti diventa così di 25, considerando che nessun paese si ritira (non ha nessun senso, visti i fatti pregressi, considerare quello della Jugoslavia un vero e proprio “ritiro”).

Le cartoline di presentazione dei cantanti, mostravano gli artisti di ogni paese, filmati in Irlanda durante la settimana di prove dello show. 

La città che ospitava la manifestazione fu la piccola Millstreet. Un ricco abitante del luogo offrì la sua scuola di equitazione alla RTÉ come sede, cosa che la televisione irlandese accettò di buon grado, diminuendo così i costi di produzione. 

Tre sono gli artisti che tornano in gara: Tony Wegas (back-to-back dal 1992 per l’Austria), Katri Helena (già Finlandia 1979) e Tommy Seebach (già Danimarca 1979 e 1981).

L’Irlanda, dopo la vittoria dell’anno precedente, vinse per la quinta volta il concorso grazie alla voce di Niamh Kavanagh e al brano “In your eyes”. 

Il lettore che guarda la classifica finale legge “Niamh Kavanagh, In your eyes, 187 punti” e “Sonia, Better the devil you know, 164 punti” e pensa “sarà stato un voting tranquillo per l’Irlanda”. Invece no. La vittoria rimane in bilico fino all’ultimo giro di votazioni, quello di Malta. Il Regno Unito ha in quel momento 11 punti di ritardo dall’Irlanda, e potrebbe passare solo con 12 punti. Da 1 a 10, non viene assegnato alcun punto, per cui il fiato resta sospeso: Kevin Drake, portavoce dei voti maltesi, annuncia “And finally… Ireland”. Esplode l’arena, il concorso resta dov’è. 

Diversi sono i destini di canzoni e cantanti: se Sonia il suo grande momento l’aveva avuto quattro anni prima, con You’ll never stop me loving you, per Niamh Kavanagh arriva il numero uno in Irlanda con In your eyes, e alcuni discreti risultati a livello di hit parade in Europa.

A completare il podio è Annie Cotton, seconda canadese a rappresentare la Svizzera dopo Celine Dion (ma non esattamente fortunata quanto lei in carriera). 

Al quarto posto, la Francia porta Mama Corsica di Patrick Fiori. La fama di questo cantante si fa enorme quando interpreta il personaggio di Febo nel Notre Dame de Paris musicato da Riccardo Cocciante e scritto da Luc Plamondon in francese, e in cui Esmeralda era interpretata da nientemeno che Hélène Ségara. In particolare, Patrick Fiori interpreta da solo Déchiré e Je reviens vers toi, e in compagnia varia molte altre, tra cui Belle, certo una delle più famose canzoni estratte dall’opera musicale. 

Fa storia anche la canzone dei Paesi Bassi, Vrede di Ruth Jacott, perché per la prima volta si utilizza all’Eurovision la tecnica dello “scratch”, ben nota a chi s’intende di hip hop e ai dj di tale genere musicale. 

Per la Grecia, Katy Garbi si lancia proprio da qui, e dalla sua nona posizione con Ellada, hora tou fotos, per una carriera il cui successo sarà segnato da diverse certificazioni multiplatino e da una certa diffusione anche in Turchia. 

Ancora, per il Portogallo partecipa Anabela, che sarebbe poi diventata richiesta attrice di teatro nei musical (tanto per dirne un paio, ha avuto la parte di Maria Maddalena in Jesus Christ Superstar edizione portoghese, e s’è distinta anche in West Side Story, sempre edizione portoghese). 

La rappresentante della Finlandia, Katri Helena, è invece ad oggi la seconda più prolifica voce femminile del Paese in termini di vendite, in una carriera che va dagli Anni ’60 fino ai giorni nostri. 

Fa parlare di sé il Belgio, ma per un motivo diverso. Barbara Dex è ultima con Iemand als jij, ma viene ricordata perché dal suo vestito, diciamo così, “rivedibile” nasce un’irriverente idea di alcuni fan dell’Eurovision: il Barbara Dex Award. Questo ironico trofeo è ormai assegnato ogni anno dal 1997 a chi viene ritenuto il peggio vestito della manifestazione (tra le “vittime” degli eurofan compaiono diversi personaggi che hanno raggiunto la top 5, anche se ancora nessun vincitore è stato colpito). 

Enrico Ruggeri rappresenta l’Italia con il brano “Sole d’Europa”, piazzandosi al dodicesimo posto.  

Tabellone dei risultati: 

Scoreboard - Eurovision Song Contest 1993

Dopo 4 anni, l’Italia torna a portare all’Eurovision il vincitore del Festival di Sanremo. In questo caso, si tratta di Enrico Ruggeri.  

Il cantante di Milano, classe 1957, aveva iniziato da una decina d’anni la carriera di solista dopo esperienze prima con i Josafat, poi diventati Champagne Molotov, infine trasmigrati nei Decibel (con cui ha partecipato a Sanremo 1980 con Contessa). Nel 1981, l’incontro tra Ruggeri e il chitarrista Luigi Schiavone porta una svolta nella carriera, ormai da solista, dell’artista.

S’impone sia come cantante (Rien ne va plus) che come autore (Il mare d’inverno, affidata prima a Loredana Bertè e poi a sé stesso), e nel 1987 raggiunge, a Sanremo, un apice non esattamente piccolo. Assieme a Gianni Morandi e Umberto Tozzi, porta Si può dare di più alla vittoria finale. Non solo: scrive, su musica di Luigi Schiavone, Quello che le donne non dicono per Fiorella Mannoia, Premio della Critica nonché uno dei più grandi successi della cantante romana.

Con la fine degli Anni ’80, Ruggeri abbandona le sonorità in stile chansonnier per virare di nuovo verso il “suo” rock. Ti avrò, Punk (prima di te), poi l’album Il falco e il gabbiano, l’altro album Peter Pan hanno tutti un successo di assoluto rilievo. 

E arriviamo così al 1993: Enrico Ruggeri porta Mistero a Sanremo. Il primo a non credere nella vittoria è lui stesso, ma non perché non creda nella canzone. Afferma invece che Mistero è troppo “di genere” per poter puntare a un successo al Festival. 

Ad oggi, Mistero è l’unica canzone dichiaratamente rock ad aver vinto la rassegna dei fiori. 

Il successo di Sanremo vale a Ruggeri l’ingresso all’Eurovision, allora ancora noto come Eurofestival dalle nostre parti. 

Benché lui stesso ricordi molto bene quell’esperienza, non omettendo di ricordarlo sia nelle interviste che nel libro Piccoli mostri (2000), è particolarmente sfortunato: canta per primo, una specie di condanna annunciata. Sole d’Europa chiude al 12° posto, e se non ci fosse stato l’impedimento regolamentare (di allora) c’è da chiedersi cos’avrebbe fatto Mistero sul palco di Millstreet. 

C’è però un’altra questione che tornerà prepotentemente in anni successivi: l’ostracismo della RAI. La tv di Stato, a parte 1988 e 1991, da tempo manda in differita l’evento (era un’epoca in cui ancora si poteva fare). Inoltre, soprattutto dopo i disastri di Roma 1991, non ha alcuna intenzione di organizzare. Da qui nasce una serie di sospetti, mai platealmente svelati, ma comunque un pochino “evocati” anche da Ettore Andenna, all’epoca telecronista dell’evento. 

Lo stesso Enrico Ruggeri, nel 2014, ha raccontato a TV Sorrisi e Canzoni alcune cose a proposito di quell’Eurovision 1993: “E’ stata una delle esperienze più strane della mia vita. Si figuri che allora una funzionaria della Rai mi accompagnò perché non vincessi. Il rischio era dover organizzare l’evento l’anno successivo come Paese ospitante ed era un rischio da scongiurare. Spero che oggi le cose siano cambiate. Sole d’Europa era una canzone scritta in fretta e furia, un pezzo pensato per non conquistare la vittoria.” 

Dopo l’Eurovision Ruggeri continua la sua carriera di successo, spostandosi su sonorità che vanno a infilarsi nel progressivo. Nel 1996, conosce quella che è oggi la sua compagna di vita, Andrea Mirò (all’anagrafe Roberta Mogliotti). Arrivano altre partecipazioni a Sanremo e collaborazioni, oltre allo sbarco sul mercato di Spagna. 

Nel 2016, Ruggeri ritorna a Sanremo con Il primo amore non si scorda mai. Interpellato da domanda diretta, lascia chiaramente intendere che tornare in Europa gli piacerebbe. Non ci riesce, ma sfiora comunque il podio: il suo rock centra il quarto posto.