ESC ROMA 1991


Periodo: Sabato, 4 maggio 1991
Presentatore (i): Gigliola Cinquetti e Toto Cutugno
Trasmesso da: Radio Televisione Italiana (RAI)
Sede: Studio 15 di Cinecittà (Roma, Italia)
Brano vincitore: Premio “Fångad av en stormvind” – Carola Häggkvist (Svezia) (3°)
Participanti: 22 paesi
Debuttanti: Nessuno
Ritorni: Malta
Ritiri: Paesi Bassi
Nil Points: Austria
Struttura di voto: Ognuno dei paesi in gara assegna 12, 10, 8 e dal 7 all’1, punti per le proprie dieci canzoni preferite.
Orchestra: Diretta dai maestri: Paul Abela, Olli Ahvenlahti, Charis Andreadis, Anders Berglund, Bruno Canfora, Fernando Correia Martins, Flaviano Cuffari, Francis Goya, Ronnie Hazlehurst, Noel Kelehan, Alexandro Kirou-Zografou, Pete Knutsen, Henrik Kogsgaard Jensen, Eduardo Leiva, Slobodan Markovic, Jon Ólafsson, Kobi Oshrat, Richard Österreicher, Jérome Pillement, Roland Verlooven, Hermann Weindorf e Turhan Yükseler.
Opening Act: Sara Carlson singing amongst the ruins of ancient Rome; Toto Cutugno singing “Insieme: 1992” and Gigliola Cinquetti singing “Non ho l’età”
Intervallo: Arturo Brachetti (illusionista)

Logo ESC 1991

Il trentaseiesimo Concorso Eurovisione della Canzone si tenne a Roma (Italia) il 4 maggio 1991.

ordine  paese INTERPRETe(i) canzone – traduzione  PUNteggio  posizione
01 Flag of YugoslaviaJRT Baby Doll (Bebi Dol, Беби Дол) Brazil (Бразил) 001 21
02 Flag of IcelandRÚV Stefán & Eyfi Nína (Draumur um Nínu, Dream of Nina) 026 15
03 Flag of MaltaXM Paul Giordimaina & Georgina Could It Be 106 06
04 Flag of GreeceERT Sofia Vossou (Σοφία Βόσσου) I Anixi (Η άνοιξη, Spring) 036 13
05 Flag of SwitzerlandSSR SRG Sandra Simó Canzone Per Te (A song for you) 118 05
06 Flag of AustriaÖRF Thomas Forstner Venedig im regen (Venice in the rain) 000 22
07 Flag of LuxembourgCLT Sarah Bray Un baiser volé (A stolen kiss) 029 04
08 Flag of SwedenSVT Carola Fångad av en stormvind (Captured by a storm wind) 146 01
09 Flag of FranceA2F Amina C’est le dernier qui a parlé qui a raison (Le dernier qui a parlé …, It’s the last one who spoke who is right) 146 02
10 Flag of TurkeyTRT İzel Çeliköz, Reyhan Karaca (Rayhan Soykarçi)
& Can Uğurluer (İzel, Reyhan Karaca, Can Uğurluer)
İki dakika (Two minutes) 044 12
11 Flag of IrelandRTÉ Kim Jackson Could it be that I’m in love? 047 10
12 Flag of PortugalRTP Dulce (Dulce Pontes) Lusitana paixão (Lusitanian Passion) 062 08
13 Flag of DenmarkDR Anders Frandsen Lige der hvor hjertet slår (Where The Heart Beats) 008 19
14 Flag of NorwayNRK Just 4 Fun Mrs. Thompson 014 17
15 Flag of IsraelIBA Duo Datz (אורנה ומשה דץ) Kan (כאן, Here) 139 03
16 Flag of FinlandYLE Kaija (Kaija Kärkinen) Hullu yö (A crazy night) 006 20
17 Flag of GermanyARD Atlantis 2000 Dieser traum darf niemals sterben (This dream may never die) 010 18
18 Flag of BelgiumBRT Closeau Geef het op (Give it up) 023 16
19 Flag of SpainTVE Sergio Dalma Bailar pegados (Dancing closely) 119 04
20 Flag of United KingdomBBC Samantha Janus A message to your heart 047 10
21 Flag of CyprusCyBC Elena Patroklou (Ελενα Πατρόκλου) S.O.S. 060 09
22 Flag of ItalyRAI Peppino di Capri Comme è ddoce ‘o mare (Com’è dolce il mare, How sweet is the sea) 089 07

Paesi partecipanti

A coloured map of the countries of Europe

Transmitirá a 2º semifinal noutro horário. Paesi partecipanti Transmitirá a 1º semifinal em direto. Paesi che hanno partecipato in passato, ma non nel 1991

L’Eurovision Song Contest 1991 si tiene a Roma, allo Studio 15 di Cinecittà, per effetto della vittoria di Toto Cutugno dell’anno precedente. 

La manifestazione, però, non si sarebbe dovuta tenere a Roma, ma a Sanremo: la RAI decise di spostare il concorso, per ragioni di sicurezza, dal Teatro Ariston di San Remo a Roma, a causa la pericolosa situazione che stava creandosi con la Guerra del Golfo e anche con i primi vagiti di quella che sarebbe diventata la terribile guerra dei Balcani. A causa di questo spostamento tardivo, sembrò che la RAI non fosse completamente pronta per lo show. A presentare sono i due vincitori italiani dell’Eurovision, Gigliola Cinquetti e Toto Cutugno.

Roma 1991 è spesso ricordata come una delle edizioni dell’Eurovision più approssimative mai organizzate. Non discorreremo qui di tutti gli episodi, perché alcuni si possono trovare su YouTube. Diremo soltanto che, tra problemi nelle prove a causa di temporali romani, sistema audio dello Studio 15 che fa cilecca durante l’esibizione di Carola (ma in TV sentono bene tutti), presentazione fatta completamente in italiano (sarebbe obbligatorio l’inglese o almeno il francese), e le svariate gaffe di Toto Cutugno con nomi e lingua inglese (oltre che nelle votazioni), ne sono successe di tutti i colori. Oggi, una situazione del genere è pressoché impossibile che capiti, dal momento che l’EBU pone un controllo di alto rilievo su tutte le procedure.

Nel 1991 il numero di partecipanti fu lo stesso dell’anno precedente (22), ma al posto dei Paesi Bassi che rinunciarono a partecipare per la concomitanza dell’Eurovision Song Contest con il Giorno della Memoria dei Caduti, motivo per cui avevano rinunciato anche nell’edizione del 1985. Prese il suo posto Malta che rientra nel concorso, dopo sedici anni di assenza.

Al contrario dell’anno precedente le cartoline di presentazione degli artisti mostravano i monumenti della città ospitante con gli artisti che cantavano un frammento di una famosa canzone italiana; qui sotto l’elenco completo di tali “snippets”.

Ecco le canzoni italiane cantate nelle cartoline / Italian songs sung in the Postcards: 

  1. Jugoslavia – Bebi Dol – Non ho l’età (Gigliola Cinquetti, 1964)
  2. Islanda – Stefan & Eyfi – Se bastasse una canzone (Eros Ramazzotti, 1990)
  3. Malta – Georgina & Paul Giondimaina – Questo piccolo grande amore (Claudio Baglioni, 1972)
  4. Grecia – Sophia Vossou – Caruso (Lucio Dalla, 1986)
  5. Svizzera – Sandra Simò – Un’estate italiana (Edoardo Bennato & Gianna Nannini, 1990)
  6. Austria – Thomas Forstner – Adesso tu (Eros Ramazzotti, 1986)
  7. Lussemburgo – Sarah Bray – Sarà perché ti amo (Ricchi e Poveri, 1981)
  8. Svezia – Carola – Non voglio mica la luna (Fiordaliso, 1984)
  9. Francia – Amina – La partita di pallone (Rita Pavone, 1962)
  10. Turchia – İzel Çeliköz, Reyhan Karaca & Can Uğurluer – Amore scusami (John Foster, 1964)
  11. Irlanda – Kim Jackson – Nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno, 1958)
  12. Portogallo – Dulce Pontes – Dio, come ti amo (Domenico Modugno, 1966)
  13. Danimarca – Anders Frandsen – Nessun dorma (dall’opera Turandot di Giacomo Puccini, 1926)
  14. Norvegia – Just 4 fun – Santa Lucia (Teodoro Cottrau, 1849)
  15. Israele – Duo Datz – Lontano dagli occhi (Sergio Endrigo, 1969)
  16. Finlandia – Kaja Karkinen – Maruzzella (Renato Carosone, 1954)
  17. Germania – Atlantis 2000 – L’Italiano (Toto Cutugno, 1983)
  18. Belgio – Clouseau – Musica è (Eros Ramazzotti, 1988)
  19. Spagna – Sergio Dalma – Sono tremendo (Rocky Roberts, 1968)
  20. Regno Unito – Samantha Janus – Ricordati di me (Antonello Venditti, 1988)
  21. Cipro – Elena Patroklou – Io che amo solo te (Sergio Endrigo, 1962)
  22. Italia – Peppino Di Capri – Champagne (Peppino Di Capri, 1973) 

Cinque sono gli artisti che ritornano all’Eurovision. Una è anche una ex vincitrice, Hanne Krogh (già nelle Bobbysocks nel 1985), per la Norvegia che stavolta presenta i Just 4 Fun con l’altro rientrante Eirikur Hauksson (Islanda 1986). Tornano Stefan Hilmarsson (Islanda 1988 con gli ICY), Thomas Forstner (Austria 1989) e Carola (Svezia 1983).

Quell’anno l’Eurovisione ebbe due vincitori. Per la prima volta dal 1969, c’è un pareggio in testa: da una parte, la Francia con “C’est le dernier qui a parlé qui a raison”, interpretato da Amina e dall’altra la Svezia con “Fångad av en stormvind”, cantata da Carola. I punti, gli stessi: 146. E già il voting era stato emozionantissimo: si sono succeduti al primo posto, a più riprese, Israele, Spagna, Francia e Svezia. Tutto questo, prima che la voce di Rosanna Vaudetti sentenziasse la parità franco-svedese.

Rispetto al 1969, il regolamento prevedeva che in caso di pari merito (il primo posto ex aequo non è più ammesso), avrebbe vinto il paese col maggior punteggio ricevuto più volte. I due Paesi avevano ricevuto lo stesso numero di volte i 12 punti, ne hanno avuti 4 per parte, quindi si va avanti con i 10 punti,  in questo caso la Svezia ne ha avuti 5 e la Francia 2, quindi la vittoria andò perciò alla Svezia che aveva avuto più volte i 10 punti. 

“Fångad av en stormvind”, poi riscritta anche in inglese come Captured by a lovestorm, sarà per Carola una hit di discreto livello soprattutto in terra scandinava. Di contro, Amina proseguirà la propria carriera soprattutto nel cinema. 

Al terzo posto si piazza Israele, con Kan (che significa Qui) dei Duo Datz, al secolo Orna e Moshe Datz. 139 i loro punti (e dire che avrebbero ancora potuto vincere all’ultimo giro di votazioni).

Il vero successo lo coglie il quarto classificato, Sergio Dalma. Già famoso in Spagna per la hit Esa chica es mia del 1989, all’Eurovision porta Bailar pegados. E’ un’altra canzone che in patria ha grandissimo successo, tant’è vero che Dalma ancora la esegue nei suoi concerti accanto ai suoi brani più recenti. Peraltro, a Roma Bailar pegados è lunga 3 minuti, ma la versione originale ne dura uno e mezzo in più. 

Oltre ad Amina, a passare dalla musica ai film è la britannica Samantha Womack (a Roma alias Samantha Janus), che ha iniziato da allora una carriera di successo nella filmografia britannica, soprattutto con la soap opera EastEnders nel ruolo di Ronnie Mitchell. Soap e attrice hanno ricevuto diversi tra premi e nomination per i British Soap Awards e non solo. 

Dulce Pontes, dal Portogallo, porta invece una delle migliori canzoni del paese all’Eurovision, Lusitana paixao. Lei, peraltro, ha riportato il fado (la musica tradizionale portoghese) a nuova vita. Inoltre, la sua Cançao do mar è stata ripresa in inglese da Sarah Brightman. Ha collaborato con nomi quali Caetano Veloso, Andrea Bocelli ed Ennio Morricone. 

Diversi gli altri nomi noti: İzel Çeliköz (una delle maggiori voci di Turchia tra i ’90 e i 2000), Sophia Vossou (due dischi di platino in Grecia), Clouseau (in Belgio e Paesi Bassi hanno avuto e hanno ancora un grande successo). 

Bebi Dol, invece, ha una fama legata sia alle proprie canzoni che al fatto di essere stata l’ultima cantante a rappresentare la Jugoslavia prima della guerra e dello smembramento. 

Il secondo Eurovision in Italia porta con sé anche qualche situazione curiosa: Thomas Forstner canta di Venezia sotto l’acqua in tedesco (Venedig im Regen), ma è lui a finire negli acquosi abissi degli zero punti. La Svizzera, ritorna a cantare in italiano (è l’unica a portare una canzone in italiano) con Sandra Simò che si esibisce in “Canzone per te” e si classifica anche quinta. Questo perché, come vedremo, Peppino Di Capri porta la prima, e ad oggi unica, canzone in napoletano della storia del concorso.

Peppino Di Capri canta in napoletano. La sua “Comme è doce ‘o mare” è settima.

In Italia, 6.683.000 spettatori hanno seguito l’evento, trasmesso in diretta.

Tabellone dei risultati:

Scoreboard - Eurovision Song Contest 1991

Nel 1991, scegliesse da Sanremo, la RAI avrebbe un campionario di possibilità ai limiti dello spaziale. Riccardo Cocciante, con Se stiamo insieme; Renato Zero, con Spalle al muro (scritta da Mariella Nava); Marco Masini, con Perché lo fai; Umberto Tozzi, con Gli altri siamo noi.

Ognuna di queste quattro canzoni ha poi giganteggiato nel repertorio di questi artisti. Ma nessuna di queste quattro s’è mai vista all’Eurovision.

La RAI sceglie internamente, per paura o per chissà cos’altro, Peppino di Capri. Di più: Giuseppe Faiella (questo il vero nome) porta, per la prima volta, il napoletano all’Eurovision con Comme è ddoce ‘o mare. Per vederla in modo ideale, sarebbe un premio alla carriera di un cantante che sin dal 1958 calca i palcoscenici italiani e non solo.

48 album in studio pubblicati, 35 milioni (stimati) di dischi venduti: basterebbe questo per riassumere la carriera dell’artista. Da Nun è peccato alla rivisitazione di Voce ‘e notte, dall’altra rielaborazione di Parlami d’amore Mariù a St. Tropez twist nei primi anni, al superclassico Roberta (1963), fino all’esser spalla, col suo gruppo (i Rockers) dei concerti italiani dei Beatles del 1965.

C’è poi il periodo degli anni ’70, che vogliono dire L’ultimo romantico (di Pino Donaggio, incisa dallo stesso e da Nicola Di Bari), le vittorie nei Sanremo “bui” (1973, Un grande amore e niente più; 1976, Non lo faccio più), Champagne (1973). E poi Juke box, il disco del 1982 in cui, collaborando con Il Giardino dei Semplici, rielabora vari classici degli Anni ’60.

Prima di parlare dei giorni eurovisivi del cantante, vale la pena ricordare che Peppino di Capri ha partecipato al Festival di Sanremo per 15 volte: la prima nel 1967, l’ultima nel 2005. Inoltre, è stato 7 volte al Disco per l’estate e varie volte al Festival di Napoli (vincendolo, con Gianni Nazzaro, nel 1970).

Veniamo dunque al 1991 e all’Eurovision. Scelta interna, si diceva. Prima canzone in napoletano, si diceva. Così come è detto, e verificato, che l’orchestra non rende al massimo durante l’esibizione dell’artista, che è l’ultimo a calcare il palco dello Studio 15 di Cinecittà, a Roma. Di Capri, in ogni caso, interpreta la sua Comme è ddoce ‘o mare particolarmente bene, in linea con la grande professionalità che lo ha sempre contraddistinto. La posizione finale colta è la settima, due sono i “12 punti” ottenuti, l’Italia fa comunque, nel complesso, la sua buona figura. Almeno dal lato musicale.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...