ESC ZAGABRIA 1990


Periodo: Sabato, 5 maggio 1990
Presentatore (i): Helga Vlahović Brnobić ed Oliver Vlacar
Trasmesso da: Jugoslavenska radiotelevizija / Yugoslav Radio Television (JRT)
Sede: Koncertna dvorana “Vatroslava Lisinskog” / Vatroslav Lisinski Concert Hall (Zagabria, SR Croatia, Yugoslavia)
Brano vincitore: Premio “Insieme: 1992” –Toto Cutugno (Italia) (2°)
Participanti: 22 paesi
Debuttanti: Nessuno
Ritorni: Nessuno
Ritiri: Nessuno
Nil Points: Nessuno
Struttura di voto: Ognuno dei paesi in gara assegna 12, 10, 8 e dal 7 all’1, punti per le proprie dieci canzoni preferite.
Orchestra: Diretta dai maestri: Alyn Ainsworth, Olli Ahvenlahti, Bela Balint, Ronny Brack, Régis Dupre, Thierry Durbet, Ümit Eroglu, Curt-Eric Holmqvist, Noel Kelehan, Pete Knutsenv, Henrik Krosgård, Eduardo Leiva, Rami Levine, Gianni Madanini, Carlos Alberto Moniz, Richard Österreicher, Rainer Pietsch, Mike Rozakis, Stanko Selak, Jon-Kjell Seljeseth, Zrinko Tutic e Harry van Hoof.
Opening Act: A short film “Zagreb: City of Music”
Intervallo: Yugoslav Changes – a film about tourism in the country

Logo ESC 1990

Il trentacinquesimo Gran Premio Eurovisione della Canzone si tenne a Zagabria (Jugoslavia) il 5 maggio 1990, avendo la Jugoslavia vinto con una canzone in croato. Sede scelta è la Vatroslav Lisinski Concert Hall.

ordine  paese INTERPRETe(I) canzone – traduzione  PUNteggio  posizione
01 Flag of SpainTVE Azúcar Moreno Bandido (Bandit) 096 05
02 Flag of GreeceERT Christos Callow & Wave (Χρήστος Κάλοου & Wave) Horis skopo (Χωρίς σκοπό, Without a purpose) 011 19
03 Flag of BelgiumRTBF Philippe Lafontaine Macédomienne (My Macedonian woman) 046 12
04 Flag of TurkeyTRT Kayahan (Kayahan Açar) Gözlerinin hapsindeyim (I’m caught in your eyes) 021 17
05 Flag of The NetherlandsNOS Maywood Ik wil alles met je delen (I want to share everything with you) 025 15
06 Flag of LuxembourgCLT Céline Carzo Quand je te rêve (When I dream of you) 038 13
07 Flag of United KingdomBBC Emma Give a little love back to the world 087 06
08 Flag of IcelandRÚV Stjórnin Eitt lag enn (One more song) 124 04
09 Flag of NorwayNRK Ketil Stokkan Brandenburger Tor (Brandenburg Gate) 008 21
10 Flag of IsraelIBA Rita (ריטה) Shara barechovot  (שרה ברחובות, Shara Barkhovot, Singing in the streets) 016 18
11 Flag of DenmarkDR Lonnie Devantier Hallo hallo (Hello hello) 064 08
12 Flag of SwitzerlandSSR SRG Egon Egemann Musik klingt in die welt hinaus (Music resounds in the world) 051 11
13 Flag of GermanyARD Chris Kempers & Daniel Kovac Frei zu leben (Free to live) 060 09
14 Flag of FranceA2F Joëlle Ursull White and black blues 132 02
15 Flag of YugoslaviaJRT Tajči (Тајчи) Hajde da ludujemo (Хајде да лудујемоLet’s go crazy) 081 07
16 Flag of PortugalRTP Nucha Há sempre alguém (There’s always someone) 009 20
17 Flag of IrelandRTÉ Liam Reilly Somewhere in Europe 132 02
18 Flag of SwedenSVT Edin-Ådahl Som en vind (Like a wind) 024 16
19 Flag of ItalyRAI Toto Cutugno Insieme: 1992 (Together: 1992) 149 01
20 Flag of AustriaÖRF Simone Keine mauern mehr (No walls anymore)  058 10
21 Flag of CyprusCyBC Anastasiou (Αναστάζιο, Haris Anastasiou) Milas poli (Μιλάς πολύ, You talk too much) 036 14
22 Flag of FinlandYLE Beat Fri? (Free?) 008 21

Partecipazione mancate

• Austria: “Das Beste” (German) – Duett. ÖRF used a national final to select their entry for the Eurovision Song Contest 1990, with the winner being decided through a mixture of televoting (50%) and an expert jury (50%). The winner of the final was Duett with the song “Das Beste”, however they were disqualified after it was revealed they had competed with the same song in the 1988 German National semi-final. The winner was then declared as Simone Stelzer with the song “Keine Mauern Mehr”.

Paesi partecipanti

A coloured map of the countries of Europe

Transmitirá a 2º semifinal noutro horário. Paesi partecipanti Transmitirá a 1º semifinal em direto. Paesi che hanno partecipato in passato, ma non nel 1990

Nel 1990 parteciparono tutti e 22 i paesi dell’anno precedente: nessun debutto, nessun ritorno, nessun ritiro.

L’unica novità fu che le cartoline di presentazione dei cantanti furono girate nei paesi da loro rappresentati. Questo non accadeva dal 1982.

In questa edizione ci furono molte canzoni in concorso parlano dell’Europa, visti i recenti fatti: la caduta del muro di Berlino ed all’Europa Unita in arrivo. Falsa partenza per la Spagna, che si esibì per prima; la traccia pre-registrata non partì e il direttore d’orchestra ebbe dei problemi nell’ascolto della musica in cuffia e quindi si fermò. 

Se nel 1989 non c’era nessun artista di ritorno, quest’anno ce ne sono due, anche se uno è “nascosto”. Torna in via ufficiale (e finisce ultimo assieme alla Finlandia) Ketil Stokkan per la Norvegia, già presente nel 1986. Tornano, ma come coristi di Toto Cutugno per l’Italia, gli sloveni Pepel in Kri, rappresentanti della Jugoslavia del 1975. 

Per la prima volta, l’Eurovision Song Contest ha una mascotte; si chiama ‘Eurocat’ ed introduce i cantanti di ogni paese. 

L’Italia vince per la seconda volta, dopo 26 anni. Toto Cutugno conquista la prima posizione con il brano “Insieme 1992″, naturalmente dedicato all’unità Europea. Una canzone che cita tanto la voglia di un’unità europea ormai prossima quanto, nel titolo, l’anno in cui l’Unione Europea prenderà forma. 149 sono i punti che raccoglie Cutugno in un voting decisamente incerto. In testa per sette giri di votazioni, l’Italia cede la prima posizione all’Irlanda quando vota l’Islanda, e anche la seconda alla Francia quando vota la Germania. Dopo aver toccato il -14 dalla testa, succede l’imprevedibile: l’Irlanda, 17a a votare e in testa, porta 8 punti alla Francia e 12 all’Italia, perdendo prima e seconda posizione in un sol colpo. Il penultimo voto, quello di Cipro, sancisce la vittoria dell’Italia: 12 punti a Cutugno, nessuno all’Irlanda, 141-128 e giochi finiti. 

Toto Cutugno era così nervoso al termine delle procedure di voto, che, per la premiazione e la ripresa finale, indossò una giacca nera diversa da quella portata durante l’esibizione, che invece era bianca.  

Al secondo posto finiscono, insieme, Irlanda e Francia a quota 132. La prima porta Somewhere in Europe di Liam Reilly, la seconda White and Black Blues di Joelle Ursull, che sarà fra l’altro una hit in patria, rimanendo in classifica per 26 settimane.  

Il contest, però, resta nella storia anche per un altro motivo: i problemi occorsi al duo Azúcar Moreno. Prime a cantare, le sorelle Salazar (no, nessuna parentela col fu dittatore portoghese) si ritrovano nei guai perché la traccia preregistrata viene fatta partire fuori tempo, mandando nel pallone duo, band e orchestra. Risultato: escono tutti dal palco dopo due minuti di nulla, rientrano ed eseguono regolarmente Bandido. La cosa buona è che la Spagna arriva quinta e le Azucar Moreno diventano in breve di grande successo internazionale. 

La Turchia, pur non riuscendo a prendere le posizioni alte della classifica, porta un nome che ad oggi è tra i più prolifici in termini di vendite della musica nazionale: Kayahan, la cui carriera è costellata di successi da 40 anni. 

Anche Israele porta un’artista di livello, Rita (israeliana nata a Teheran, Iran), che ad oggi ha collezionato 14 dischi d’oro e 13 dischi di platino in una carriera che dura dal 1986. 

Tabellone dei risultati: 

Scoreboard - Eurovision Song Contest 1990

Doveva essere l’anno dei Pooh. A Sanremo, il gruppo aveva vinto con una canzone tra le maggiori del loro repertorio, Uomini soli (passata peraltro sotto la censura RAI: il Corriere della Sera diventa il giornale della sera). 

Ma i Pooh all’Eurovision non ci vanno. Quindi, la RAI manda il secondo del Festival, Toto Cutugno, che aveva presentato Gli amori (altra canzone molto ricordata), oltre a portare il mitico Ray Charles sul palco del Festival per interpretare una versione inglese di tale canzone, Good love gone bad. 

Toto Cutugno è in quel momento alle massime altezze della sua carriera. L’inizio dei suoi giorni di cantante è con il gruppo degli Albatros, con cui porta a Sanremo 1976 Volo AZ504, terza finale ma di buon successo di vendite. 

Come solista, inizia pochi mesi dopo. Il primo successo lo ha non da cantante, ma da compositore delle parole di Soli, interpretata da Adriano Celentano. 

Nel 1980, vince il Festival di Sanremo con Solo noi, partecipando anche al Festival Internazionale di Tokyo (manifestazione che qualcuno chiamava l’Eurovision d’Oriente, durata fino al 1989). 

Inizia da qui la lunga sfilza di secondi posti sanremesi del cantante di Fosdinovo: Serenata (1984), Figli (1987), Emozioni (1988), Le mamme (1989), Gli amori (1990), Come noi nessuno al mondo (2005, con Annalisa Minetti). 

Curiosamente, non è in questo elenco la canzone indubbiamente più celebrata di Cutugno: L’Italiano. A Sanremo 1983 era stato uno dei soli quattro a non cantare nell’allora usatissimo playback; gli altri tre erano Gianni Morandi, Amii Stewart e Gianni Nazzaro. 

L’Italiano, quinta a Sanremo, diventa immediatamente un successo internazionale, con tanto di cover da qualunque parte ci si giri: oggi è un classico della canzone italiana. 

All’Eurovision, come detto, Cutugno arriva coi galloni di secondo a Sanremo. Porta Insieme: 1992, ed è particolarmente ricercato nei giorni precedenti la rassegna. 

La canzone, in origine, è lunga più di 4 minuti. Lui la trasforma in una specie di inno dall’arrangiamento rock, nella riduzione a 3 minuti. Il risultato è la vittoria finale, con un’appendice inattesa: quando riceve il premio per la vittoria, Cutugno va in mezzo al pubblico mentre esegue il bis del suo brano vincente. E’ la prima volta che succede una cosa del genere. 

Tuttavia, il successo non è visto in diretta in Italia, che in quegli anni mandava in differita il concorso. Il fatto che l’Italia debba organizzare l’anno successivo, come vedremo, si trasformerà in un boomerang totale per la RAI (cosa che oggi, con l’EBU che supervisiona tutto in maniera molto stretta, non potrebbe più succedere). 

Ci limitiamo, in questa sede, alcuni tra coloro i quali hanno contribuito, in quella sera del 5 di maggio, a riportare il trofeo in Italia e a raccontarlo in un modo o nell’altro. 

Toto Cutugno (cantante), Pepel in Kri (coristi, dalla Slovenia ancora parte della Jugoslavia), Peppi Franzelin (cronista per Rai2), Antonio de Robertis (cronista per Rai Radio2), Paolo Frajese (annunciatore dei voti italiani), Gianni Madonini (direttore d’orchestra). 

Insieme: 1992 sarà il biglietto d’ingresso di Cutugno per l’estero. Successo minore da noi, è seconda in Svizzera, terza in Austria, ottava in Belgio, nona in Francia, tredicesima in Germania, e in top 20 nelle due classifiche esistenti nei Paesi Bassi. Oltre a questi risultati, si registra un’apertura verso l’Est, che diventa uno dei mercati principali sui quali Cutugno è in grado di lavorare.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...