ESC VIENNA 2015


Måns Zelmerlöw

Periodo: Sabato, 23 maggio 2015
Presentatore (i): Arabella Kiesbauer, Alice Tumler e Mirjam Weichselbraun. Conchita Wurst (Green Room)
Trasmesso da: Österreichischer Rundfunk (ÖRF) in Eurovisione
Sede: Wiener Stadthalle, Halle D (Wiener Stadthalle, Betriebs- und Veranstaltungsges.m.b.H.) / Viennese City Hall (Vienna, Austria)
Slogan: Building Bridges (Brücken bauen, Costruendo ponti)
Brano vincitore: Premio “Heroes” – Måns Zelmerlöw (Svezia) (6°)
Participanti: 40 paesi  (27 Paesi accedono di diritto alla Serata Finale: i cosiddetti Big Four – Francia, Germania, Spagna e Regno Unito – per il loro maggiore contributo finanziario; il paese ospitante – Serbia – e i primi nove classificati in base ai punteggi del televoto più un paese selezionato da una giuria esterna scelti nelle due serate di ogni Semi-finale dove si esibiscono 16 paesi nella Prima Semi-Finale e 17 paesi nella Seconda Semi-Finale)
Debuttanti: Australia (ospite)
Ritorni: Cipro, Repubblica Ceca, Serbia
Ritiri: Ucraina
Nil Points: Austria, Germania
Struttura di voto: Ognuno dei paesi in gara assegna 12, 10, 8 e dal 7 all’1, punti per le proprie dieci canzoni preferite.
Orchestra: Gli artisti cantano su basi musicali.
Opening Act: “Building Bridges” by Mirjam, Alice, Arabella, Conchita Wurst, Left Boy and the choir of local children, with ORF Radio-symphonieorchester Wien, conducted by Peter Pejtsik / Lidia Baich: Merci, Chérie, Conchita Wurst, Superar-Chor, Left Boyu. Wiener Sängerknaben: Building-Bridges-Hymne (Musik: David Bronner, Dorothee Freiberger, Kurt Pongratz; Text: David Malin) Begleitung: Radio-Symphonieorchester Wien (Leitung: Peter Pejtsik)
Intervallo: Martin Grubinger; “You Are Unstoppable” and “Firestorm” performed by Conchita Wurst / Trommel-Medley klassischer Sinfonien (gespielt von Martin Grubinger)

Esc2015logo

L’Eurovision Song Contest 2015 è stata la 60ª edizione del concorso canoro, che si è svolta a Vienna, capitale del Paese vincitore dell’edizione precedente tenutasi a Copenaghen il 6, 8 e 10 maggio 2014. Le date stabilite dall’EBU-UER sono il 19, 21 e 23 maggio 2015; precedentemente, erano state stabilite come date provvisorie il 12, 14 e 16 maggio dello stesso anno. La manifestazione è stata vinta dal brano “Heroes”, proposto da Måns Zelmerlöw in rappresentanza della Svezia.

Lo slogan di quest’edizione, deciso il 12 settembre 2014, è stato Building bridges (Costruendo ponti), che rimanda a quelli che sono i pensieri dellavincitrice dell’anno precedente, ovvero la tolleranza e l’unione attraverso le frontiere e le culture dei diversi membri d’Europa.

Finale: La finale si è tenuta il 23 maggio 2015 alle 21:00, CEST; vi hanno gareggiato 27 Stati, 5 qualificati di diritto, lo Stato organizzatore, l’Australia, 10 Stati qualificatisi dalla 1ª semifinale e 10 qualificatisi dalla 2ª.

Finale

• Periodo: Martedì, 19 maggio 2015
Presentatore (i): Arabella Kiesbauer, Alice Tumler e Mirjam Weichselbraun. Conchita Wurst (Green Room)
Trasmesso da: Österreichischer Rundfunk (ÖRF) in Eurovisione
Sede: Wiener Stadthalle, Halle D (Wiener Stadthalle, Betriebs- und Veranstaltungsges.m.b.H.) / Viennese City Hall (Vienna, Austria)
Slogan: Building Bridges (Brücken bauen, Costruendo ponti)
Brano Vincitore: “A million voices” – Polina Gagarina (Russia) (2°)
Participanti: 40 paesi (27 Paesi accedono di diritto alla Serata Finale: i cosiddetti Big Four – Francia, Germania, Spagna e Regno Unito – per il loro maggiore contributo finanziario; il paese ospitante – Serbia – e i primi nove classificati in base ai punteggi del televoto più un paese selezionato da una giuria esterna scelti nelle due serate di ogni Semi-finale dove si esibiscono 16 paesi nella Prima Semi-Finale e 17 paesi nella Seconda Semi-Finale)
Debuttanti: Australia (ospite)
Ritorni: Cipro, Repubblica Ceca, Serbia
Ritiri: Ucraina
Nil Points: Austria, Germania
Struttura di voto: Ognuno dei paesi in gara assegna 12, 10, 8 e dal 7 all’1, punti per le proprie dieci canzoni preferite.
Orchestra: Gli artisti cantano su basi musicali.
Opening Act: “Rise Like a Phoenix” performed by Conchita Wurst with ORF Radio-symphonieorchester Wien, conducted by Peter Pejtsik
Intervallo: Video: “Pets in Vienna”

Prima Semi-Finale: La prima semifinale si è tenuta il 19 maggio 2015 a partire dalle 21:00, CEST; vi hanno gareggiato 16 Stati ed hanno votato anche Australia, Austria, Francia e Spagna.

Prima Semi-Finale

I finalisti della Prima Semifinale furono: Armenia, Belgio, Grecia, Estonia, Serbia, Ungheria, Russia, Albania Romania e Georgia.

• Periodo: Giovedì, 21 maggio 2015
Presentatore (i): Arabella Kiesbauer, Alice Tumler e Mirjam Weichselbraun. Conchita Wurst (Green Room)
Trasmesso da: Österreichischer Rundfunk (ÖRF) in Eurovisione
Sede: Wiener Stadthalle, Halle D (Wiener Stadthalle, Betriebs- und Veranstaltungsges.m.b.H.) / Viennese City Hall (Vienna, Austria)
Slogan: Building Bridges (Brücken bauen, Costruendo ponti)
Brano Vincitore:  “Heroes” – Måns Zelmerlöw (Svezia) (3°)
Participanti: 40 paesi  (27 Paesi accedono di diritto alla Serata Finale: i cosiddetti Big Four – Francia, Germania, Spagna e Regno Unito – per il loro maggiore contributo finanziario; il paese ospitante – Serbia – e i primi nove classificati in base ai punteggi del televoto più un paese selezionato da una giuria esterna scelti nelle due serate di ogni Semi-finale dove si esibiscono 16 paesi nella Prima Semi-Finale e 17 paesi nella Seconda Semi-Finale)
Debuttanti: Australia (ospite)
Ritorni: Cipro, Repubblica Ceca, Serbia
Ritiri: Ucraina
Nil Points: Austria, Germania
Struttura di voto: Ognuno dei paesi in gara assegna 12, 10, 8 e dal 7 all’1, punti per le proprie dieci canzoni preferite.
Orchestra: Gli artisti cantano su basi musicali.
Opening Act:  –
Intervallo: “Funny moments in the Eurovision voting history”

Seconda Semi-Finale: La seconda semifinale si è tenuta il 21 maggio 2015 alle 21:00, CEST; vi hanno gareggiato 17 Stati ed hanno votato anche Australia, Germania, Italia e Regno Unito.

Seconda Semi-Finale

ORDINE  PAESE INTERPRETE(I) CANZONE – TRADUZIONE  PUNTEGGIO  POSIZIONE
01  LRT Vaidas Baumila e Monika Linkytė (Vaidą Baumilą ir Moniką Linkytę) This time (Šįkart) 067  07 
02  RTÉ Molly Sterling Playing with numbers (Ag imirt le huimhreacha)  035 12 
03  SMRTV Michele Perniola ed Anita Simoncini Chain of lights (Catena di luci)  011 16 
04  RTCG Knez (Nenad ‘Knez’ Knežević, Ненад ‘Кнеж’ Кнежевић) Adio (Адио, Goodbye)  057 09 
05  PBS Amber (Amber Bondin) Warrior  043 11
06  NRK Mørland and Debrah Scarlett (Mørland og Debrah Scarlett, Kjetil Mørland e Debrah Scarlett) A monster like me (Et monster som meg)  123 04 
07  RTP Leonor Andrade Há um mar que nos separa (There’s a sea that separates us) 019  14 
08  ČT  Marta Jandová & Václav Noid Bárt Hope never dies 033 13 
09  IBA Nadav Guedj (נדב גדג’) Golden boy (נער זהב) 151 03 
10  LTV Aminata (Aminata Savadogo) Love injected (Mīlestība ir injicēta)  155 02 
11  İctimai Elnur Hüseynov Hour of the wolf 053  10 
12  RÚV María Ólafs (María Ólafsdóttir) Unbroken (Lítil skref, Small steps)  014 15 
13  SVT Måns Zelmerlöw Heroes 217  01 
14   SSR SRG Mélanie René Time to shine   004 17 
15  CyBC John Karayiannis (Giannis Karagiannis, Γιάννης Καραγιάννης) One thing I should have done (Ένα πράγμα έπρεπε να είχα κάνει)  087 06 
16  RTVSLO Maraaya Here for you (Tukaj zate)  092 05 
17  TVP Monika Kuszyńska In the name of love (Obudź się i żyj)  057 08 

I finalisti della Seconda Semifinale furono: Lituania, Montenegro, Norvegia, Israele, Lettonia, Azerbaigian, Svezia, Cipro, Slovenia e Polonia. 

Partecipazione mancate

• 2015 | Albania: “Diell / Të kërkoj” (Sun) (Albanian) – Elhaida Dani. The song was originally going to represent Albania in Vienna. The entry would’ve been performed by Elhaida Dani, and was written by Aldo Shllaku, Viola Trebicka and Sokol Marsi, however on 23 February 2015 the songwriters decided to withdraw the song and Dani will perform something else at Eurovision. The following day it was revealed that Dani will perform “I’m Alive”.

• 2015 | Germany: “Heart Of Stone” (English) – Andreas Kümmert. The song was originally chosen to represent Germany in Vienna. Unser Song für Österreich (Our Song for Austria) was the competition that selected Germany’s entry for the Eurovision Song Contest 2015. Eight artists participated in the competition with two songs each; seven of the participants were established artists, while the eighth participant was selected from a club concert wildcard round for new talents (1.213 entries were received). Ten artists were selected to compete and the winner of the wildcard round, Ann Sophie with “Jump the Gun”, was determined solely by public televoting. The national final featured eight competing artists performing their song entries. The selection of the winning entry was to occur over three rounds with public televoting determining the results for each round. The first round reduced eight artists to four (each artist performed one of the two songs they had selected to perform first), the second reduced four artists to two (each artist performed one of the two songs) and the third round, public televoting determined the winning entry. Andreas Kümmert was announced as the winner, however he declined the opportunity to participate in the Eurovision Song Contest and Ann Sophie and her song “Black Smoke” was declared the German representative.

Paesi partecipanti

ESC_2015_Map

Transmitirá a 2º semifinal noutro horário. Paesi partecipanti Transmitirá a 1º semifinal em direto. Paesi che hanno partecipato in passato, ma non nel 2015   
Transmitirá a Final em direto. Paesi che non si sono qualificati alla finale

L’arena scelta è la maggiore della capitale austriaca, con oltre 15mila posti. Essa ospita annualmente il tennis con un torneo ATP che in passato è stato vinto da gente come Ivan Lendl, Michael Stich, Goran Ivanisevic, Andre Agassi, Boris Becker, Pete Sampras, Roger Federer, Novak Djokovic, Andy Murray.

Trijntje Oosterhuis con la sua “Walk alone” si aggiudica il Barbara Dex Award, mentre i Marcel  Bezençon Awards se gli aggiudicano lo svedese Måns Zelmerlöw con “Heroes” (Artists Award), i norvegesi Mørland & Debrah Scarlett con “A Monster Like Me” (Composer Award) e gli italiani Il Volo con “Grande amore” (Press Award).

Il 26 novembre 2014 è stato annunciato che Austrian Airlines sarà la compagnia aerea ufficiale dell’evento, mentre il 2 marzo dell’anno successivo è stato annunciato che Österreichische Post sarebbe stata partner ufficiale dell’evento ed il 7 aprile dell’anno successivo è stato annunciato che Microsoft sarebbe stato il partner tecnologico dell’evento.

Il 10 febbraio 2015 l’EBU-UER ha annunciato la partecipazione occasionale dell’Australia, paese dove l’evento ha un buon seguito, e che accederà direttamente alla serata finale.

Questa è la seconda vittoria della Svezia nel giro di tre anni e la sesta in generale. Per la prima volta in assoluto, le prime 3 canzoni hanno totalizzato più di 280 punti: “A Million Voices” della Russia è stata la prima canzone ad aver totalizzato più di 300 punti senza vincere il concorso, mentre “Grande amore” dell’Italia è stata la prima canzone senza parole in inglese dal 2012 a raggiungere il podio. I punteggi ottenuti dalle tre sono il 3°, 4° e 5° miglior punteggio nella storia dell’evento, superando molti vincitori degli anni recenti. Inoltre, l’Austria e la Germania sono i primi paesi dal 2003 a non ottenere alcun punto in finale, con la prima che diventa il primo paese ospitante a non ottenere alcun punto e il primo detentore del titolo dal 1958 ad arrivare ultimo.

Le possibili sedi sono state: Graz (Stadthalle Graz e Schwarzl Freizeit Zentrum), Klagenfurt am Wörthersee (Wörthersee Stadion), Innsbruck (Olympiahalle), Linz (Brucknerhaus), Oberwart (Exhibition hall), Bregenz (Vorarlberger Landestheater), Vienna (Wiener Stadthalle e Messe Wien) ed Unterpremstätten (Davis Cup Halle).

Città Sede Posti Note
Graz Stadthalle Graz 11.000 Sede del Campionato europeo di pallamano maschile 2010.
Schwarzl Freizeit Zentrum 5.000 Posti insufficienti alle richieste dell’ESC 2015; ospita eventi sportivi come basket e tennis.
Klagenfurt am Wörthersee Wörthersee Stadion 32.000 Una delle sedi del Campionato europeo di calcio 2008.
Innsbruck Olympiaworld (Olympiahalle Innsbruck) 10.000 Sede dei campionati di hockey sul ghiaccio e del pattinaggio artistico alle Olimpiadi di Innsbruck 1964 e 1976
Linz Brucknerhaus 1.420 Sede del Linzer Klangwolk, un musical dellaORF.
Oberwart Exhibition hall (Messezentrum) 10.000
Bregenz Vorarlberger Landestheater 7.000
Vienna Wiener Stadthalle, Halle D (Viennese City Hall) 16.000 Sede annuale del torneo di tennis “Erste Bank Open” e dello show “Holiday on Ice”.
Messe Wien 25.000  —
Schönbrunn Palace Schloss Schönbrunn)  —  —
Heldenplatz (Heroes’ Square)  —  —
New All-round Concert Hall in Neu Marx  —  —
Marx hall  —  —
Trabrennbahn Krieau (Krieau Race Track)   —  —
Vienna International Airport, Parking C (Flughafen Wien-Schwechat)  —  —
Unterpremstätten Davis Cup Halle 37.000  —
Klagenfurt Wörthersee Stadion  (EigenschreibweiseWörthersee Stadion) 32,000 Una delle sedi del Campionato europeo di calcio 2008 (UEFA Euro 2008).
Wels Messegelände  —  —

Essere disponibile da sei settimane prima della finale, così come per due ispezioni, che saranno fatte a gennaio e marzo 2015Il 29 maggio 2014 ÖRF ha ufficialmente aperto le candidature per le sedi, specificando che esse devono rispettare i seguenti requisiti:

  • Essere un luogo coperto, con un’altezza minima di 15 metri fra il pavimento ed il soffitto, ed isolato sia acusticamente che dalla luce
  • Poter ospitare almeno 10.000 spettatori
  • Possedere un’area da adibire a Green Room capace di ospitare almeno 300 persone
  • Il luogo non deve avere alcuna sponsorizzazione
  • Devono possedere spazio aggiuntivo per la sala stampa, il backstage e lo sponsor.

Le 3 città al ballottaggio per la scelta decisiva sono state la capitale Vienna, Innsbruck e GrazIl 6 agosto 2014 ÖRF ha deciso che la sede dell’evento sarà il Wiener Stadthalle, che si trova nel 15° distretto di Vienna.

Nel 2011 venne annunciata l’intenzione dell’EBU-UER di creare un archivio con tutte le edizioni dal 1956 ai nostri giorni, e che verrà aperto in occasione della 60ª edizione, nel 2015.

Il 19 dicembre 2014 è stato annunciato dall’EBU-UER che tre donne saranno le presentatrici: Arabella Kiesbauer, Alice Tumler e Mirjam Weichselbraun, mentre Conchita Wurst, oltre ad aprire la finale come consuetudine, co-condurrà l’evento intervistando gli artisti presenti nella Green Room (la sala dove i partecipanti si accomodano dopo la loro esibizione in attesa di conoscere i qualificati per la finale ed il vincitore), surclassando tutte, però, è Conchita Wurst, che pur restando in green room a intervistare gli artisti dimostra di trovarsi perfettamente a suo agio nel ruolo assegnatole.

L’EBU-UER ha annunciato il 23 dicembre 2014 l’elenco definitivo degli Stati partecipanti, mentre il 26 gennaio 2015 sono stati sorteggiate le composizioni parziali delle semifinali (quelle definitive sono state determinate successivamente).

Il 23 dicembre 2014 l’EBU-UER ha annunciato di aver stabilito che gli Stati partecipanti alla prima semifinale sarebbero stati 16 mentre quelli partecipanti alla seconda 17; inoltre, ha annunciato che il 26 gennaio 2015 sarebbero stati determinati, tramite sorteggio, gli Stati partecipanti alle due semifinali

Digame ha calcolato la composizione delle urne nelle quali sono stati divisi gli Stati partecipanti, determinate in base ai voti assegnati agli stessi nelle 10 edizioni precedenti. La loro composizione è stata:

  • Urna 1: Albania, ERI di Macedonia, Montenegro, Slovenia, Svizzera, Serbia, Malta
  • Urna 2: Danimarca, Finlandia, Norvegia, Islanda, Estonia, Svezia, Lettonia
  • Urna 3: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Israele, Russia, Lituania
  • Urna 4: Belgio, Cipro, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, San Marino
  • Urna 5: Repubblica Ceca, Ungheria, Moldavia, Romania, Portogallo, Polonia

Il 26 gennaio 2015 si è tenuto il sorteggio che ha determinato la composizione delle semifinali, in quale metà della semifinale si esibiranno gli Stati sorteggiati e la semifinale in cui hanno avuto diritto di voto gli Stati già qualificati alla finale (ad eccezione della Germania, che ha chiesto ed ottenuto di poter votare nella seconda semifinale); nel sorteggio è stato, inoltre, esplicitato che la prima semifinale sarebbe stata composta da 16 Stati e la seconda da 17 e che l’ordine di esibizione esatto sarebbe stato stabilito dalla produzione del programma ed approvata dal supervisore EBU-UER del programma e dal Gruppo di Controllo. Il sorteggio esatto è stato:

1ª semifinale
19 maggio 2015
2ª semifinale
21 maggio 2015
Flag of Greece Grecia
Flag of F.Y.R. Macedonia ERI di Macedonia
Flag of Estonia Estonia
Flag of The Netherlands Paesi Bassi
Flag of Moldova Moldavia
Flag of Finland Finlandia
Flag of Belgium Belgio
Flag of Armenia Armenia
Flag of Serbia Serbia
Flag of Denmark Danimarca
Flag of Belarus Bielorussia
Flag of Romania Romania
Flag of Russia Russia
Flag of Albania Albania
Flag of Georgia Georgia
Flag of Hungary Ungheria
Flag of Norway Norvegia
Flag of Ireland Irlanda
Flag of Czech Republic Repubblica Ceca
Flag of Lithuania Lituania
Flag of San Marino San Marino
Flag of Malta Malta
Flag of Portugal Portogallo
Flag of Montenegro Montenegro
Flag of Switzerland Svizzera
Flag of Azerbaijan AzerbaigianFlag of Slovenia Slovenia
Flag of Latvia Lettonia
Flag of Poland Polonia
Flag of Iceland Islanda
Flag of Israel Israele
Flag of Cyprus Cipro
Flag of Sweden Svezia
Con diritto di voto:
Flag of Australia Australia
Flag of Austria Austria
Flag of France Francia
Flag of Spain Spagna
Con diritto di voto:
Flag of Australia Australia
Flag of Germany Germania
Flag of Italy Italia
Flag of United Kingdom Regno Unito

Quaranta i paesi in gara. Ma attenzione: solo 39 di essi sono europei. Rispetto allo scorso anno rientrano Cipro, Repubblica Ceca (dopo 5 anni, annuncio stupisce tutti, ma è niente rispetto all’annuncio che arriva in data 10 febbraio) e Serbia mentre l’Ucraina ha deciso di ritirarsi causata dalla difficile situazione nel Paese. In occasione dei 60 anni della manifestazione l’Australia è stata invitata a gareggiare direttamente in Finale per non ridurre le possibilità degli attuali semifinalisti di accedere allo show di sabato 23 maggio. La partecipazione di questo Paese è intesa come una tantum, ma in caso di vittoria, all’Australia sarà consentito inviare un partecipante per l’Eurovision Song Contest 2016.

Gli oltre 30 anni di trasmissione dell’evento da parte della SBS e l’occasione dei sessant’anni del concorso portano a questo: un posto garantito in finale al Paese oceanico e l’unica finale a 27 della storia dell’Eurovision. In caso di vittoria australiana, si decide che non si andrà down under, ma ci sarà co-organizzazione con un’altra TV europea, facendo comunque svolgere tutto in Europa. L’artista scelto per rappresentare il Paese oceanico è Guy Sebastian, uno da circa 4 milioni di dischi venduti dalle sue parti.

I primi biglietti sono stati messi in vendita il 15 dicembre 2014, mentre ulteriori sono stati resi disponibili a gennaio 2015.

Il 10 marzo 2015 ÖRF ha rivelato che i video fra un brano e l’altro saranno incentrati sui cantanti che compiranno un viaggio in una provincia austriaca compiendo un compito specifico prima di raggiungere la sede dell’evento a Vienna.

Il 2 aprile 2015 Vincenzo Cantiello, vincitore del Junior Eurovision Song Contest 2014, ha annunciato che parteciperà come ospite alla serata finale. 

Il 23 marzo 2015 è stato reso noto l’ordine completo delle Semi-Finali, realizzato da ÖRF ed approvato da Jon Ola Sand e Dieter Freiling.

Digame ha calcolato la composizione delle urne nelle quali sono stati divisi gli Stati partecipanti, determinate in base ai voti assegnati agli stessi nelle 10 edizioni precedenti.

Il 1º maggio 2015 l’EBU-UER ha reso nota la lista dei membri delle giurie nazionali che costituiranno il 50% dei voti dei rispettivi Stati all’evento. 

Il 23 maggio è stato stabilito l’ordine di presentazione dei portavoce, basato sui voti delle giurie dati durante la finale loro dedicata; è stato ufficializzato che tutti i portavoce avrebbero annunciato i loro voti in inglese, tranne Francia e Svizzera che avrebbero fatto il loro annuncio in francese. L’ordine inizialmente stabilito ed i portavoce sono stati: Montenegro, Julia Zahra, Finlandia, Grecia, Portogallo, Romania, Bielorussia, Albania, Moldavia, Azerbaigian, Lettonia, Serbia, Estonia, Danimarca, Svizzera, Belgio, Francia, Armenia, Irlanda, Svezia, Germania, Australia, Repubblica Ceca, Spagna, Austria, ERI di Macedonia, Slovenia, Ungheria, Regno Unito, Georgia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Israele, Russia, San Marino, Italia, Islanda, Cipro e Norvegia.

Durante la serata hanno annunciato i voti in francese anche il Belgio ed il Regno Unito, quest’ultimo per la sola assegnazione del punteggio massimo; inoltre, tre collegamenti video sono stati posticipati a causa di problemi tecnici.

Gli Stati non partecipanti sono stati: Andorra: RTVA ha annunciato ufficialmente che non avrebbe partecipato a quest’edizione per motivi economici; Bosnia ed Erzegovina: BHRT, dopo aver presentato l’iscrizione preliminare, non la conferma per motivi economici; Bulgaria: Nonostante un’iniziale conferma, BNT ha annunciato il 10 ottobre 2014 che non avrebbe partecipato a questa edizione per motivi economici; Croazia: HRT ha annunciato ufficialmente il 26 settembre 2014 che non avrebbe partecipato a quest’edizione per motivi economici; Lussemburgo: RTL Télé Lëtzebuerg ha confermato il 30 luglio 2014 che non avrebbe partecipato a quest’edizione per motivi economici; Monaco: TMC ha annunciato il 20 giugno 2014 che non avrebbe partecipato a questa edizione; Slovacchia: RTVS ha annunciato il 26 maggio 2014 che non avrebbe partecipato a questa edizione; Turchia: TRT ha confermato il 4 settembre 2014 che non avrebbe partecipato a questa edizione; Ucraina: NTU ha confermato il 17 settembre 2014 che non avrebbe partecipato a questa edizione.

Debutto dell’Australia. L’EBU-UER ed ÖRF hanno ammesso, in via eccezionale per la 60ª edizione, la partecipazione dello Stato all’evento, con accesso diretto alla finale; sarà l’unico Stato ammesso a votare in entrambe le semifinali e che non potrà ospitare l’edizione successiva nel proprio territorio in caso di vittoria (SBS potrà solo organizzarlo in una città europea in collaborazione con l’EBU-UER e la rete dello Stato in cui si troverà la città scelta).

A livello di ritorni, troviamo: Elnur Huseynov (già Azerbaigian 2008), Inga Arshakyan (già Armenia 2009 in coppia con la sorella, qui parte dei Genealogy). Ci sono anche alcuni ex partecipanti che tornano in qualità di coristi: i casi presenti in quest’edizione sono cinque.

San Marino abbandona la pista Valentina Monetta (che però “torna” lo stesso, in qualità di portavoce dei voti della Repubblica), per prendere la strada di Michele Perniola e Anita Simoncini. Entrambi avevano rappresentato San Marino allo Junior Eurovision (2013 lui, 2014 lei come parte delle Peppermints). La pista che non viene abbandonata, però, è quella di Ralph Siegel: è lui l’autore di Chain of lights, che resta in semifinale.

Dopo l’Australia, a far scalpore ci pensa la scelta della Finlandia: l’UMK designa come rappresentanti i Pertti Kurikan Nimipäivat, una formazione i cui membri sono tutti affetti da sindrome di Down. La notizia fa il giro di parecchi media, ma non è sufficiente per portarli in finale.

Anche la Germania ci mette del suo, con una finale nazionale che finisce in modo incredibile: il vincitore è Andreas Kümmert, che però all’atto della proclamazione rifiuta clamorosamente di andare a Vienna, cedendo il posto alla seconda, Ann Sophie, tra una valanga di fischi e arrabbiature, dal momento che aveva stracciato tutti al televoto. Si sarebbe poi saputo che Kümmert aveva già avuto degli alterchi con altre persone nelle settimane precedenti, in quella sera non stava nemmeno bene e, tanto per concludere in bellezza, gli è stato attribuito più di un problema psicologico.

Per il terzo anno di fila, i Paesi Bassi si giocano il nome pesante, che in questo caso è quello di Trijntje Oosterhuis. Stavolta, però, il testo di Anouk non la salva dall’eliminazione in semifinale: è il nome più grosso ad uscire in questa fase del concorso. Esce anche la coppia formata da Marta Jandova e Vaclav Noid Barta, che aveva portato Hope never dies per il ritorno della Repubblica Ceca a livelli senz’altro più alti delle tre entries portate tra il 2007 e il 2009.

La vittoria, per la sesta volta, è della Svezia. La conquista Måns Zelmerlöw con Heroes. Il punteggio è il terzo migliore di sempre: 365 punti, con i 12 ricevuti per (ironia della sorte) 12 volte e un punteggio da singoli Paesi mai inferiore a 4. Heroes, il cui testo non riguarda l’amore, ma di vita, raggiunge il quadruplo platino in Svezia, il primo posto nelle charts di cinque Paesi e la top 10 in altri 14 (in realtà 13, perché il Belgio ha due distinte classifiche per Fiandre e Vallonia).

Su Heroes, però, tre ombre si allungano: due sin da prima dell’Eurovision e una dopo. La prima accusa mossa alla canzone è quella di plagio del concept del video, la seconda è quella di aver spudoratamente copiato Lovers on the sun dell’arcinoto dj francese David Guetta. La terza non è un’accusa, ma un fatto compiuto: per la prima volta dal 2009, la canzone vincitrice dell’Eurovision non è quella che ha vinto il televoto, dove pure la Svezia è risultata terza.

Al secondo posto arriva la Russia, con Polina Gagarina che, con la sua A million voices, stabilisce a suo modo un primato: è la prima volta che una canzone prende più di 300 punti e non vince. La Gagarina, che di popolarità in patria ne ha eccome, si ritrova però sul banco degli imputati in Russia. Motivo? Ha fatto una foto con Conchita Wurst, che agli occhi di certuna parte della Russia (che peraltro è anche quella al potere) appare non dissimile dal diavolo.

Il Volo ha partecipato, in rappresentanza dell’Italia, all’Eurovision Song Contest 2015 a Vienna in Austria classificandosi al 3° posto: il regolamento di questa edizione del Festival di Sanremo prevedeva infatti che il vincitore della sezione Campioni sarebbe stato il partecipante italiano della kermesse canora internazionale, un tempo nota come Eurofestival.

Il terzo posto dell’Italia, con Grande Amore de Il Volo a quota 292 punti e annesso primo posto al televoto, sarà oggetto della nota che segue questa.

Al quarto posto, il Belgio piazza quello che si può considerare il vero grande “dark horse” dell’Eurovision 2015: Loïc Nottet, con Rhythm inside. Dotato di un’assai ampia estensione vocale, Nottet sfodera prima in semifinale e poi in finale due prestazioni di primo livello, che portano il Belgio al miglior risultato dallo sventurato thriller del 2003.

L’Australia saluta il debutto sulla scena eurovisiva con il quinto posto di Guy Sebastian con Tonight Again, subito seguito da Love injected di Aminata per la Lettonia.

In una specie di gioco dei terzetti, succede che anche Estonia, Norvegia e Israele finiscano distanti di stretta misura tra 7°, 8° e 9° posto. Accade così che il 10° posto venga assegnato a una quota bassissima: la Serbia, con Beauty never lies di Bojana Stamenov, ci arriva con soli 53 punti. Basti dire che nel 2012 il 10° posto era a quota 97 punti (tanto per citare un Eurovision con una canzone “mangiavoti”, mentre in questo caso ce ne sono state tre, più altre tre quasi fisse tra il 4° e il 6° posto).

All’11° posto c’è la Georgia, con Nina Sublatti e la sua Warrior. A tal proposito, due considerazioni vanno fatte: intanto non si era mai verificato che due canzoni con lo stesso titolo fossero in gara assieme (l’altra Warrior, quella di Malta, è sì undicesima, ma in semifinale, quindi fuori dalla finale). In più, la delegazione georgiana lamenta un malfunzionamento della macchina del fumo nella finale, non avendo poi tutti i torti, dal momento che la Sublatti viene letteralmente ingoiata dal succitato fumo a un certo punto.

Chi gode è il Montenegro: porta uno dei suoi nomi maggiori, Knez, assolda Zeljko Joksimovic per scrivere Adio, finisce col suo miglior risultato, il 13° posto.

Gli sloveni Maraaya, prodotti dalla DanceAndLove di Gabry Ponte, piacciono, ma finiscono a cantare per primi in finale. Il 14° posto è un quasi successo, in quelle condizioni.

Dal 15° posto in giù, troviamo diverse canzoni con significati intensi. La Romania sceglie i Voltaj, band dall’esperienza ultratrentennale, ed è quindicesima con De la capat/All over again, un brano che punta il dito sulla spinosa questione degli emigranti, spiegata bene sul palco e ancora meglio nel video ufficiale della canzone.

Al 16° posto ci sono i Genealogy, per l’Armenia: è un progetto tutto particolare che coinvolge cinque artisti armeni che vivono ognuno in un diverso continente, più un’armena in Armenia. La canzone fa riferimento al genocidio armeno da un milione e passa di morti negli anni della Prima Guerra Mondiale. Doveva inoltre chiamarsi Don’t deny, ma il titolo è stato cambiato in Face the shadow (Don’t deny rimane comunque là, nel testo, come “monito” a chi, in Turchia, continua a negare l’avvenuto fatto).

17° posto per Elhaida Dani, che in Italia è stata protagonista della prima edizione di The Voice of Italy, vincendola. Aveva vinto il Festivali i Kenges con Diell, poi ha cambiato canzone portando I’m alive. Il risultato è frutto del mix di quella che si suppone essere stata una brutta prestazione nella serata in cui votavano le giurie e un ampio sostegno avuto dal televoto.

Ancora a ruota, segue la Lituania con This time: Monyka Linkytė e Vaidas Baumila scelgono, sul palco, di portarsi quattro coristi con cui tirano fuori un triplo bacio: uomo-donna, donna-donna, uomo-uomo. Tutti i generi di unioni e amori, in sostanza.

Parla di guerra anche la canzone in ventesima posizione, Wars for nothing di Boggie, mentre è umana la storia di Monyka Kuszyńska, che porta In the name of love: l’artista è finita sulla sedia a rotelle da anni a causa di un incidente automobilistico, quando era leader di una formazione rock. Il 22° posto è quello che le arriva.

Le finaliste automatiche, togliendo Italia e, per quest’anno, Australia, finiscono tutte malissimo. La Spagna finisce sovraeccitata per la scelta di Edurne con Amanecer, ma il risultato finale è il 21° posto con 15 punti. Va anche peggio al Regno Unito, i cui Electro Velvet non fanno più di 5 punti e del 24° posto con Still in love with you. La Francia, molto penalizzata dall’esibirsi per seconda, non fa meglio del 25° posto. La canzone, N’oubliez pas di Lisa Angell (di origini, peraltro, italiane, precisamente della zona di Avellino), racconta dei soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale e tornerà a essere ricordata dagli eurofan quando il Bataclan sarà teatro di tragici fatti.

Tornano a farsi vedere gli zero punti, che colpiscono in pieno Austria e Germania. L’Austria è la prima nazione ospitante a finire a quota zero: i Makemakes ci scherzeranno su al ritmo di “We are the Zeroes of our time”, parafrasando la canzone vincitrice. Invece, per la Germania si scatena il finimondo (lo stesso che l’anno prima aveva investito in pieno la Francia): aggiungiamoci poi il fatto che da quelle parti l’Eurovision fa spesso e volentieri numeri molto alti, e il gioco è fatto.

Lo spettacolo è stato trasmesso oltre ai 40 paesi partecipanti, anche in: Bulgaria, Canada, Cina, Nuova Zelanda ed Ucraina.

Tabellone dei risultati:

Finale:

Scoreboard - Eurovision Song Contest 2015 Final

• 12 punti Finale:

Numero A Da
12 Svezia Svezia Australia, Belgio, Danimarca, Finlandia, Islanda, Italia, Lettonia, Norvegia, Polonia, Regno Unito, Slovenia, Svizzera
9 Italia Italia Albania, Cipro, Grecia, Israele, Malta, Portogallo,Romania, Russia, Spagna
5 Russia Russia Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Estonia, Germania
3 Belgio Belgio Francia, Paesi Bassi, Ungheria
3 Lettonia Lettonia Irlanda, Lituania, San Marino
2 Australia Australia Austria, Svezia
1 Albania Albania ERI di Macedonia
1 Armenia Armenia Georgia
1 Azerbaigian Azerbaigian Repubblica Ceca
1 Montenegro Montenegro Serbia
1 Romania Romania Moldavia
1 Serbia Serbia Montenegro

Prima Semi-Finale:

Scoreboard - Eurovision Song Contest 2015 Semi-Final (1)

• 12 punti Prima Semi-Finale:

Numero A Da
5 Russia Russia Austria, Bielorussia, Grecia, Romania, Ungheria
4 Belgio Belgio Danimarca, Finlandia, Francia, Paesi Bassi
2 Armenia Armenia Belgio, Russia
2 Serbia Serbia Australia, ERI di Macedonia
1 Bielorussia Bielorussia Georgia
1 Estonia Estonia Spagna
1 Georgia Georgia Armenia
1 Grecia Grecia Albania
1 Macedonia ERI di Macedonia Serbia
1 Romania Romania Moldavia
1 Ungheria Ungheria Estonia

Seconda Semi-Finale:

Scoreboard - Eurovision Song Contest 2015 Semi-Final (2)

• 12 punti Seconda Semi-Finale:

NUMERO A Da
14 Svezia Svezia Australia, Cipro, Germania, Islanda, Israele, Lettonia, Malta, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, San Marino, Slovenia, Svizzera
2 Israele Israele Italia, Regno Unito
2 Lettonia Lettonia Irlanda, Lituania
2 Slovenia Slovenia Azerbaigian, Montenegro
1 Norvegia Norvegia Svezia

29 settembre 2014: la Rai annuncia che il vincitore del Festival di Sanremo 2015 avrà facoltà di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. 

Bastano queste poche parole per rendere chiara una cosa: si ritorna al regolamento che c’era nella prima vita eurovisiva italiana, quello pre-1997. Il legame con Sanremo, inoltre, aveva prodotto tre entries da top 10 tra il 2011 e il 2013. 

15 novembre 2014: parentesi Junior Eurovision Song Contest. L’Italia vi debutta e vince con Vincenzo Cantiello, con una canzone che si chiama Tu primo grande amore. Quasi un presagio. 

A febbraio, al Festival di Sanremo, l’aria europea si sente eccome. Carlo Conti chiama a sé la precedente rappresentante italiana, Emma Marrone, mentre la Rai riesce a portare Conchita Wurst al teatro Ariston: mai prima della notte tra 11 e 12 febbraio 2015 un artista straniero vincitore all’Eurovision si era esibito al Festival. Nonostante la mezzanotte passata, a vedere Conchita sono otto milioni di persone. Tre giorni dopo, Sanremo vive il suo momento conclusivo nel duello ormai dichiarato tra Il Volo e Nek: a spuntarla è il trio vocale, che non più tardi di mezz’ora dopo la proclamazione affermano che sì, andranno all’Eurovision. 

Il Volo sono Piero Barone, Ignazio Boschetto, Gianluca Ginoble: i primi due sono siciliani (anche se Boschetto è nato a Bologna), mentre il terzo è abruzzese. Presentatisi separatamente a Ti lascio una canzone, vengono notati dal produttore discografico Michele Torpedine e da Tony Renis, uno che cinquant’anni prima ebbe la possibilità di andare in Europa, ma lasciò che fosse Emilio Pericoli a farlo. Di qui alla firma con la Sony, il passo è rapido. Attenzione, però: non stiamo parlando della Sony italiana, ma di quella internazionale, con base negli Stati Uniti, ed è una cosa che non era mai successa per alcun artista italiano. 

Dopo una ricerca del nome durata un anno, il trio prende la denominazione definitiva de Il Volo, con la quale pubblica il primo, omonimo album contenente classici della musica italiana, di lingua spagnola e di lingua inglese. Nelle tre versioni pubblicate (italiana, internazionale, spagnola), il disco riscuote un buon successo in Italia raggiungendo il platino, ma il vero “botto” lo fa fuori, raccogliendo tre dischi di platino tra Messico e Venezuela e un certo numero di dischi d’oro tra Europa, USA ed area asiatico-pacifica. In totale, le copie vendute sono quasi 300mila, che non sono poche considerando il cambiamento della musica legato alla comparsa di un numero sempre più vario di piattaforme. 

Il successivo album, We are love, non riscontra lo stesso successo (ma lo riscuote Mas que amor, il singolo in edizione spagnola), ma riesce comunque a imporsi bene in Argentina e Messico, dove arriva al disco d’oro. Frattanto, nella sezione classica e in quella latina della Billboard, i dischi arrivano sempre o in prima posizione o da quelle parti. 

Il lato delle vendite, però, non è l’unico sul quale Il Volo lavorano: nel 2011 ci sono due nominations per i Latin Grammy Awards, nel 2012 Barbra Streisand li invita a cantare come ospiti in alcuni dei suoi concerti. Questo senza nominare un’altra lunga serie di collaborazioni e di chiamate per occasioni di valore. Infine, va sottolineato come in questo periodo il trio vocale riesca a infilarci anche un centinaio di concerti in giro per l’America, del Nord o del Sud che sia. 

Nel 2013 esce l’album Buon Natale – The Christmas Album in edizione internazionale, che segue la falsariga del precedente We are love in termini di vendite, con la differenza che questa volta il disco d’oro arriva in Italia. 

Dopo una serie di concerti e un ritorno a cantare in Italia, a fine 2014 Carlo Conti annuncia che Il Volo sarebbero stati tra i 20 partecipanti al Festival di Sanremo con Grande amore. La canzone, si sarebbe saputo poi, è rimasta per lungo tempo nel cassetto: nata nel 2003, era stata portata da uno dei suoi due autori, Francesco Boccia (l’altro è Ciro “Tommy” Esposito) alle selezioni del Festival 2005, venendo bocciata, e la stessa fine aveva fatto con il duo Operapop nel 2015, ma perché la componente maschile aveva passato i 36 anni e non avrebbe quindi potuto competere nelle Nuove proposte con quella regola introdotta qualche anno prima. Di fatto, è Carlo Conti a suggerire Grande amore a Michele Torpedine per farla cantare da Il Volo. 

Il risultato, all’alba dei 5 giorni dal 10 al 14 febbraio, è il successo al Festival di Sanremo. Il trionfo è sostanzialmente decretato da un’assai alta percentuale al televoto, perché la giuria di esperti preferisce (ma di pochissimo) Nek e la sua Fatti avanti amore, mentre la giuria demoscopica preferisce in modo più netto sia Nek che, soprattutto, Malika Ayane, terza classificata con Adesso e qui (nostalgico presente). 

La vittoria di Sanremo dà diritto a Il Volo di partecipare all’Eurovision in rappresentanza dell’Italia. Le speranze si accendono subito, dal momento che le scommesse lanciano il nostro Paese tra i favoriti per la vittoria finale. Le sensazioni vengono confermate dalle prime prove alla Wiener Stadthalle. Tanto per migliorare le cose, nonostante le scommesse vedano la Svezia stabilmente davanti e la Russia in fortissima risalita, per la sala stampa l’Italia è la migliore: arriva così il primo Marcel Bezençon Award della storia eurovisiva italiana (gli altri due vanno per il comparto artistico alla Svezia e per il comparto compositivo alla Norvegia). 

A Vienna, i più ricercati sono i nostri rappresentanti e l’australiano di origini malesi Guy Sebastian: in Europa, si sente che l’aria sta girando dalla parte de Il Volo. La sera del 23 maggio, l’Italia canta col numero 27. Per ultima. Quel 27, numero che per anni è stato un quasi simbolo della Ferrari in Formula 1 (assieme al 28), sembra portare fortuna a Il Volo, che piazzano un’esibizione a livelli mostruosamente alti. 

Durante le votazioni, all’inizio l’Italia va al comando, ed erano 25 anni (dall’ultima vittoria) che ciò non succedeva. Con l’andare delle votazioni, però, si capisce che sarà un affare a due tra Svezia e Russia, con la Måns Zelmerlöw a prevalere. L’Italia tenta, inutilmente, di riagganciare la Russia nel finale, ma finisce terza a quota 292, che è comunque record italiano di punti (ma c’è anche il record di 12 punti ricevuti, nove). Come ulteriore soddisfazione, c’è quella di aver fatto fuori l’ultima grande certezza dell’Eurovision: lo scambio di 12 punti tra Grecia e Cipro. In entrambi i Paesi, i 12 vanno all’Italia. 

Nelle ore notturne, però, si scopre quello che non era mai capitato prima. L’Italia ha vinto, anzi stravinto, al televoto, davanti a Russia e Svezia con ampio margine (80 punti la prima, quasi 100 la seconda). In 14 Paesi, l’Italia era risultata la più televotata, e dove non lo era non è mai scesa sotto il sesto posto. Per le giurie, invece, la Svezia è stata dominante, mentre prima dell’Italia sono state classificate Lettonia, Russia, Australia e Belgio. Il fatto accende polemiche in mezza Europa, anche per il fatto che non s’è mai visto un dominio così schiacciante di una nazione a livello di giurie, ma soprattutto non s’è mai vista ai piani alti una divergenza tanto netta. 

Si è scritto e detto tantissimo sulla vicenda. Ci sono alcuni fatti, però, che sono certi. 

Innanzitutto, sia a Sanremo che all’Eurovision Il Volo hanno avuto molto di più dal televoto che dalle giurie. 

E’ altrettanto vero, poi, che ci sono state delle discrepanze ad alto tasso di rimbombo tra televoto e giuria nazionale in alcuni Paesi. In Germania, per esempio, il 1° posto al televoto è stato “bilanciato” da un 18° posto per la giuria. In Francia, 1° posto al televoto, 15° per la giuria. In Finlandia, 3° e 19°. In Ungheria, 1° e 20°. In Svizzera, 2° e 14°. 

Oltre al risultato dell’Eurovision, c’è però anche la questione televisiva, che vede coinvolte ancora Rai4 e Rai2. Per la prima semifinale, succede l’imponderabile: una serie di spostamenti di partite di calcio causa lo spostamento di The Voice e la cancellazione della diretta, sostituita con una differita in seconda serata il giorno dopo, sempre su Rai4. La risposta all’accadimento (che non si traduce in alcun beneficio per The Voice, che va sotto i due milioni) è l’ascolto della seconda semifinale: quasi 800mila persone su Rai4 con punte di un milione. Su Rai2, arriva il trionfo: quasi 3.300.000 milioni di persone di media, oltre il 16% di share, punte che superano alla grande i 4 milioni e mezzo (esibizione italiana e momenti successivi), momenti in cui l’Eurovision è il programma più visto in Italia, voting che raggiunge picchi di share mai raggiunti dal 2011. Sull’onda positiva di tale audience, pochi mesi dopo sarebbe arrivata la notizia che la finale dell’Eurovision 2016 avrebbe cambiato rete, tornando su Rai1 per la prima volta in 19 anni. 

Il bilancio de Il Volo, tra Sanremo ed Eurovision, è: un primo posto in patria, un terzo in Europa, triplo disco di platino per Sanremo Grande Amore, l’EP nato dall’esperienza sanremese e contenente tanto Grande amore quanto altre canzoni che hanno fatto la storia del Festival. Oltre a tutto ciò, il cantante greco Antonis Remos incide una cover di Grande amore, Ola pernoun. Non va infatti dimenticato che in Grecia Grande amore era arrivata al numero 1 delle classifiche, così come nella parte fiamminga del Belgio. La top 10 è arrivata anche in Islanda, Austria e Classical Digital Songs della Billboard USA. 

Dopo il tour estivo italiano, esce l’album (questo vero e proprio) L’amore si muove, conosciuto internazionalmente come Grande amore. Il singolo di lancio, appunto L’amore si muove, è in realtà una riscrittura di Nel nome del padre di Francesco Renga (nel senso che lo stesso Renga ha riscritto il testo della canzone, che nella sua versione originale ha un argomento totalmente diverso). Qui i dischi di platino sono due. A un certo punto, Il Volo si trovano ad avere due dischi tra i primi 5 della classifica italiana, episodio raro, se non addirittura unico. 

Nel 2016, il trio vocale è impegnato in una lunghissima serie di tour, che non è tour mondiale solo perché ufficialmente le denominazioni sono diverse. Dopo il tour italiano, segue quello nordamericano, poi quello sudamericano, quindi quello europeo, infine quello in Oceania.

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