Regole dell’Eurovision Song Contest


Il regolamento ufficiale dell’Eurovision Song Contest è lungo, tecnico, e in continua evoluzione. Molte delle regole riguardano aspetti tecnici della trasmissione televisiva stessa. Ogni anno viene presentato un regolamento, che specifica in modo esplicito le date entro le quali devono essere svolti alcuni adempimenti, ad esempio il termine entro il quale tutte le emittenti partecipanti devono presentare la versione finale registrata della loro canzone. Molte norme riguardano questioni come accordi di sponsorizzazione e i diritti delle emittenti di ritrasmettere lo show entro un certo tempo. Le regole più importanti, che in realtà influenzano la formula e la presentazione del concorso, nel corso degli anni si sono modificate molte volte.

Formula: Nel corso degli anni il regolamento della manifestazione ha subito diverse modifiche. Di seguito sono qui riportate alcune delle regole attualmente in vigore.

I paesi che partecipano all’Eurovision Song Contest possono selezionare cantanti senza vincoli di nazionalità, ad esempio nel 1988 la Svizzera vinse con la cantante canadese Céline Dion, ma ovviamente le tv possono privilegiare artisti autoctoni. Anche la modalità di selezione è libera, così alcuni paesi optano per una selezione interna mentre in altri viene organizzato un festival apposito, come ad esempio lo storico Melodifestivalen svedese o il Melodi Grand Prix norvegese.

I cantanti devono avere almeno 16 anni di età, e sul palco non sono consentite più di 6 persone (neanche per i gruppi). Per quanto riguarda la canzone presentata queste sono alcune delle regole in vigore, valide per tutti i paesi:

  • non deve durare più di 3 minuti;
  • può essere di qualunque genere e cantata in qualunque lingua, anche inventata (e anche qui le tv possono imporre le lingue ufficiali dei loro paesi);
  • non può essere cover o ispirata ad altro brano edito, pena la squalifica;
  • deve essere pubblicata non prima di un certo periodo prima del festival (solitamente non prima del 1º settembre dell’anno precedente a quello dello svolgimento della gara), e deve essere presentata insieme ad un video;
  • non deve avere una scenografia o una coreografia controversa (in particolare sono vietati gli animali);
  • non deve avere contenuti politici, pubblicitari, o offensivi.

Dall’edizione del 2015 non vi saranno più penali per gli Stati che si iscrivono e poi si ritirano oltre il termine ultimo per iscriversi, come invece accadeva in passato.

Il festival si svolge rigorosamente in una settimana di maggio ed è introdotto e chiuso come tutti i programmi in Eurovisione dal Te Deum di Charpentier. La finale deve essere obbligatoriamente trasmessa in diretta, mentre per le semifinali è sufficiente dal 2008 la trasmissione in diretta di quella di competenza del paese, anche su canali minori. Dal 1999 sono previsti, per le televisioni che volessero introdurli, degli spazi per inserire gli annunci pubblicitari e si può anche non trasmettere l’Interval Act.

Fino all’edizione del 2003 la manifestazione si articolava in un’unica serata finale. Per limitare il numero di partecipanti l’UER ha in alcuni casi effettuato una preselezione, ma più spesso usava le “retrocessioni” (cioè la non partecipazione per un anno alle ultime classificate). Dal 2004 al 2007 compreso è stata introdotta una semifinale che si è svolta due (nel 2004 tre) giorni prima della finale. Alla finale avevano direttamente accesso i cosiddetti Big Four (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) per il loro maggiore contributo finanziario, il paese ospitante, i nove migliori paesi della precedente edizione e i dieci vincitori della semifinale, per una finale a 24. In entrambe le serate votavano tutti i paesi.

Dal 2008, visto l’alto numero di paesi, il regolamento prevede due semifinali a cui partecipano tutti i paesi ad eccezione dei Big (che diventano Five nel 2011 con il ritorno dell’Italia) e del paese ospitante che accedono direttamente alla finale, che passa a 26 (o 25 se l’ospitante è una Big).

Nel corso degli anni anche il sistema di votazione ha subito alcune modifiche. Dal 1975 è entrato in vigore l’attuale sistema di assegnazione dei punteggi: ogni paese assegna un certo numero di punti alle 10 canzoni preferite: da 1 a 7 punti rispettivamente dalla decima alla quarta, 8 punti alla terza, 10 alla seconda e 12 alla prima, da cui la famosa frase “douze points”. Ogni paese non può votare per la propria canzone.

Inizialmente la votazione era effettuata da giurie. Dal 1997 è stato sperimentato il televoto che è entrato ufficialmente in vigore l’anno successivo per tutte le nazioni. Esistono comunque giurie di riserva che assegnano i punti nel caso il televoto non dovesse funzionare. A seguito delle critiche sul sistema di votazione, nell’edizione 2009 sono state reintrodotte le giurie solo nella serata finale, il cui punteggio ha pesato per il 50% sul punteggio finale, mentre il 50% dei punti è stato assegnato in base al risultato del televoto; anche in questo caso se il secondo sistema non funziona un paese può usare solo il primo.

Al termine delle semifinali vengono annunciati senza un ordine particolare i paesi che in base ai punteggi ottenuti hanno avuto accesso alla finale. I punteggi e la classifica delle semifinali vengono resi noti solo dopo la serata finale. In queste due serate dal 2010 si usano come per la finale televoto e giurie, sempre con peso del 50%, e votano solo i paesi coinvolti in quella rispettiva, più due o tre qualificati di diritto sorteggiati. Ad esempio la Svezia e la Germania nel 2009 hanno potuto votare solo di martedì e non di giovedì.

Lo show televisivo della finale dura poco più di 3 ore (le semifinali 2), segue un rigido protocollo, e si usa come lingua l’inglese, con alcuni inserti di francese (lingue ufficiali dell’EBU-UER) e della lingua del paese ospitante. Tranne che nel 2010 e 2011 (dove si è votato fin dalla prima canzone), è possibile televotare in uno spazio di 15′ poco dopo l’ultima canzone, annunciato dalla frase “Europe, start voting now!”. Nella finale tutti i paesi partecipanti hanno diritto di voto, compresi quelli che sono stati eliminati nelle semifinali. L’ordine di presentazione dei voti dal 2006 al 2010 è stato deciso per sorteggio: dopo l’esibizione di tutti i cantanti e scaduto il tempo per la votazione i presentatori della manifestazione si collegano ad uno ad uno con tutti i paesi partecipanti, che dichiarano il risultato delle votazioni nel proprio paese. Inizialmente il collegamento era telefonico, attualmente è in video.

Anche la dichiarazione dei voti ha subito delle modifiche dovute all’alto numero di paesi partecipanti. Inizialmente ogni paese dichiarava tutti i punteggi partendo dal basso e ogni punteggio doveva essere ripetuto per regolamento dal presentatore in inglese e francese, ma dal 2004 viene ripetuto il punteggio solo nella lingua non usata da chi si collegava (es. la Francia usa il francese e i voti sono ripetuti solo in inglese); dal 2006, per sveltire la procedura, i primi sette voti vengono mostrati in video e solo i tre punteggi massimi (8, 10 e 12) vengono dichiarati. Dal 2011, l’ordine in cui vengono chiamate le nazioni è basato su un particolare algoritmo sviluppato dalla tv norvegese NRK che tiene conto dei voti delle giurie, cercando di mantenere il più possibile in bilico il risultato finale.

Il paese che ottiene più punti vince l’Eurovision Song Contest e acquisisce l’invito a organizzare l’edizione successiva. In alcune edizioni il paese vincitore ha rinunciato all’organizzazione.

Il regolamento inizialmente non prevedeva il caso di parità. A causa del pareggio a quattro nell’edizione del 1969 e le critiche successive (alcuni paesi non parteciparono per protesta all’edizione successiva) il regolamento fu modificato e fu deciso che in caso di parità il paese con il maggior numero di 12 punti ricevuti sarebbe stato il vincitore. In caso di ulteriore parità si sarebbe deciso in base al numero di 10 punti ricevuti, eventualmente 8, 7 e così via fino a dichiarare il paese vincitore. Questa regola fu applicata nel 1991 in Italia assegnando la vittoria alla Svezia, che si trovava a pari punteggio con la Francia. Il regolamento fu successivamente modificato e la vittoria viene assegnata al paese che ha ricevuto punti dal maggior numero di paesi. Solo in caso di parità si procede al conteggio dei 12 punti, eventualmente dei 10 punti e così via. Con l’attuale regolamento la vittoria del 1991 sarebbe stata assegnata alla Francia.

Number of songs: Each country in the Eurovision Song Contest is entitled to enter just one song. The Contest final is limited to 26 songs (only exception being in 2015 when Australia participated in the contest and 27 songs competed in the final). They consist of the following:

  • The “Big 5” countries (United Kingdom, France, Germany, Spain and Italy) as they are the 5 largest economic contributors to the contest, and are rewarded with automatic spots in the final.
  • The host country.
  • 10 qualifiers from Semi-final 1 – held on the Tuesday before the contest.
  • 10 qualifiers from Semi-final 2 – held on the Thursday before the contest.

At the first Contest, each country was allowed to submit two songs each with a maximum duration of three minutes. Nowadays, it is still required that each song not exceed three minutes in length, although many artists record the song in a longer version, simply performing a shorter version at the Contest. The number of participating countries has grown throughout the Contest’s history, and since 1993 the rules have been changed several times to both limit the number of finalists and to allow for participation by former Soviet and Yugoslav republics, Warsaw Pact nations and others.

Performers: Current rules state that countries are allowed to have up to six performers on stage. Performers must be aged 16 or older, on the day of the semi-final in the year of the Contest. This rule was introduced in 1990, as two contestants the year before had been 11 and 12 years. The introduction of this rule means that Sandra Kim, who was 13 when she won for Belgium in 1986, will remain the youngest winner unless the age limit is lowered. No restriction on the nationality of the performers exists, which has resulted in countries being represented by artists who are not nationals of that country. One of the most well-known winning artists, Canadian Céline Dionrepresented Switzerland in 1988. It should also be noted that the performer only needs to be 16 when the event takes place, and not when they are selected, as proven in 2001 and 2005 whenLindsay Dracass and Triinu Kivilaan respectively were selected to represent United Kingdom and Switzerland, despite only being 15 at the time. In Dracass’ case a special visa had to be issued to Dracass to enable her to travel to Copenhagen.

Musica dal vivo: Tutte le parti vocali devono essere cantate dal vivo: non sono ammesse voci su basi musicali. Nel 1999, la canzone croata conteneva suoni sulla sua base musicale che suonavano sospettosamente come voci umane. La delegazione croata dichiarò che non vi erano voci umane, ma che erano stati solo sintetizzati digitalmente i suoni che replicavano le voci. L’EBU-UER decise comunque  che si era rotto lo spirito delle regole, e tolse il 33% dei loro punti totali quell’anno, influenzano il calcolo della media dei punti della Croazia, nei cinque anni.

Dal 1956 fino al 1998, era necessario che il paese ospitante offrisse un’orchestra dal vivo. Prima del 1973, tutta la musica doveva essere suonata dall’orchestra. Dal 1973 in poi, furono autorizzate le basi musicali pre-registrate, anche se il paese ospitante era ancora tenuto a fornire un’orchestra, in modo da consentire ai partecipanti una scelta. Se veniva utilizzata una base musicale, tutti gli strumenti presenti nella traccia dovevano essere presenti sul palco. Nel 1997 questo requisito fu eliminato.

Nel 1999 le regole furono modificate abolendo l’obbligo da parte della TV organizzatrice di fornire un’orchestra dal vivo, lasciando la scelta facoltativa. Il padrone di casa di quell’anno, la TV IBA di Israele, decise di non utilizzare un’orchestra al fine di risparmiare sulle spese, e il 1999 divenne il primo anno in cui tutte le canzoni furono eseguite su basi musicali pre-registrate (in combinazione con tutte le voci dal vivo). L’orchestra, da llora, non ha più fatto la sua comparsa al concorso, l’ultima volta fu nel 1998, quando la BBC ospitò lo show a Birmingham.

Lingue nazionali: Le norme relative alle lingue nazionali, sono state modificate più volte nel corso degli anni.

Dal 1956 fino al 1964 ogni nazione ha partecipato con brani in lingua nazionale. Dopo che la Svezia presentò nel 1965 un brano in inglese, nel 1966 fu imposta una regola che indicava che le canzoni dovevano essere eseguite in una delle lingue ufficiali del paese partecipante .

La restrizione sulla lingua nazionale continuò fino al 1973, quando si permise agli artisti di cantare in qualsiasi lingua volevano. Diversi vincitori nella metà degli anni ’70 hanno usufruito della nuova regola, infatti artisti provenienti da paesi non anglofoni decisero di cantare in inglese, tra questi, gli ABBA nel 1974.

Nel 1977, l’EBU-UER decise di tornare alla restrizione sulla lingua nazionale. Una dispensa speciale fu data alla Germania e al Belgio poiché le loro selezioni nazionali avevano già avuto luogo, prima della decisione dell’EBU-UER. Entrambi i paesi si esibirono con brani in inglese.

Nel 1999 si ritornò alla scelta della lingua libera. Grazie a questo, il Belgio partecipò al concorso 2003 con ‘Sanomi’, una canzone cantata in una lingua immaginaria. Nel 2006 la canzone dei Paesi Bassi, ‘Amambanda’, fu cantata in parte in inglese e in parte in una lingua immaginaria. Nel 2008 il Belgio scelse ancora una lingua fittizia per il brano ‘O Julissi’. Nel 2011 la canzone norvegese, ‘Haba Haba’, fu cantata in inglese e swahili, ed è stata la prima canzone ad essere cantata in una lingua africana.

Non sono consentiti brani esclusivamente strumentali.

The following is a list of languages used in the Eurovision Song Contest since its inception in 1956, including songs (as) performed in finals and, since 2004, semi-finals.

The rules concerning the language of the entries have been changed several times. In the past, the Contest’s organizers have sometimes compelled countries to only sing in their own languages, but since 1999 no such restriction has existed.

Rule changes: From 1956 until 1965, there was no rule restricting the language(s) in which the songs could be sung. For example, in the 1965 Contest,Ingvar Wixell of Sweden sang his song in English.

From 1966 to 1973, a rule was imposed that a song must be performed in one of the official languages of the country participating.

From 1973 to 1976 inclusive, participants were allowed to enter songs in any language. Several winners took advantage of this, with songs in English by countries where other languages are spoken, including ABBA’s song in 1974.

In 1977, the European Broadcasting Union (EBU), the Contest’s organisers, reimposed the national language restriction. However, Germanyand Belgium were given a special dispensation to use English, as their national song selection procedures were already too advanced to change. During the language rule, the only countries which were allowed to sing in English were Ireland, Malta and United Kingdom as English is an official language in those countries. The restriction was imposed from 1977 to 1998.

From 1999 onwards, a free choice of language was again allowed. Since then, several countries have chosen songs that mixed languages, often English and their national language. Prior to that, songs such as Croatia’s “Don’t Ever Cry” (1993), Austria’s “One Step” and Bosnia and Herzegovina’s “Goodbye” (1997) had a title and one line of the song in a non-native language. In 1994 Poland caused a scandal when Edyta Górniak broke the rules by singing her song in English during the dress rehearsal (which is shown to the juries who selected the winner). Only six countries demanded that Poland should be disqualified, though the rules required 13 countries to complain before Poland could be removed from the competition, the proposed removal did not occur. 

Since 2000 some songs have used artificial or non-existent languages: the Belgian entries in 2003 (“Sanomi”) and 2008 (“O Julissi”) were entirely in imaginary languages. In 2006 the Dutch entry, “Amambanda”, was sung partly in English and partly in an artificial language.

The entry which used the most languages was “It’s Just a Game”, sung by the Bendik Singers for Norway in 1973. It was performed in Englishand French, with some lyrics in Spanish, Italian, Dutch, German, Irish, Serbo-Croatian, Hebrew, Finnish, Swedish and Norwegian. In 2012Bulgaria’s entry, “Love Unlimited” had lyrics in Bulgarian, with phrases in Turkish, Greek, Spanish, Serbo-Croatian, French, Romani, Italian,Azerbaijani, Arabic and English. 1969 Yugoslav entry “Pozdrav svijetu” was mainly sung in Croatian, but it had phrases in Spanish, German, French, English, Dutch, Italian, Russian and Finnish.

As of 2015, only three countries have never entered a song in one or more of their national language(s): Belarus has used neitherBelarusian nor Russian since its first participation in 2004, Azerbaijan has not used Azerbaijani since its debut in 2008 (leading Bulgaria to be the first country to enter a song with Azerbaijani lyrics) and Monaco has not used Monégasque, which is one of the official languages of Monaco.

On the other hand, as of 2015, there are only eleven countries whose representatives have performed all their songs at least partially in an official, regional or national language: Andorra, France, Italy, Luxembourg, Monaco, Morocco, Portugal, and Spain. In addition, former countries Serbia and Montengro, Yugoslavia, and current countries Ireland, Malta and the United Kingdom, only have been represented by songs fully in an official language.

Criticism: French legislator François-Michel Gonnot criticized French television and launched an official complaint in the French Parliament, as the song which represented France in 2008, “Divine”, was sung in English. A similar incident occurred again in 2014, when Spanish artist Ruth Lorenzo was criticized by the Royal Spanish Academy after the Spanish national selection for singing her entry, Dancing in the Rain, with some lyrics in English.

Lingue e la loro prima apparizione

  • 1. Olandese 1956 Paesi Bassi: Jetty Paerl – “De vogels van Holland”
  • 2. Tedesco 1956 Svizzera: Lys Assia – “Das alte Karussell”
  • 3. Francese 1956 Belgio: Fud Leclerc – “Messieurs les noyés de la Seine”
  • 4. Italiano 1956 Italia: Franca Raimondi – “Aprite le finestre”
  • 5. Inglese 1957 Regno Unito: Patricia Bredin – “All”
  • 6. Danese 1957 Danimarca: Birthe Wilke& Gustav Winckler – “Skibet skal sejle i nat”
  • 7. Svedese 1958 Svezia: Alice Babs – “Lilla stjärna”
  • 8. Lussemburgehese 1960 Lussemburgo: Camillo Felgen – “So laang we’s du do bast”
  • 9. Norvegese 1960 Norvegia Nora Brockstedt – “Voi Voi”
  • 10. Spagnolo 1961 Spagna: Conchita Bautista – “Estando contigo”
  • 11. Finlandese 1961 Finlandia: Laila Kinnunen – “Valoa ikkunassa”
  • 12. Serbo 1961 Jugoslavia: Ljiljana Petrović – “Neke davne zvezde” (Неке давне звезде)
  • 13. Croato 1963 Jugoslavia: Vice Vukov – “Brodovi”
  • 14. Portoghese 1964 Portogallo: António Calvário – “Oração”
  • 15. Bosnio 1964  Jugoslavia: Sabahudin Kurt – “Život je sklopio krug”
  • 16. Sloveno 1966 Jugoslavia: Berta Ambrož – “Brez besed”
  • 17. Viennese 1971 Austria: Marianne Mendt – “Musik”
  • 18. Maltese 1971 Malta. Joe Grech – “Marija l-Maltija”
  • 19. Irlandese 1972 Irlanda: Sandie Jones – “Ceol an Ghrá”
  • 20. Ebraico 1973 Israele: Ilanit – “Ey Sham” (אי שם)
  • 21. Greco 1974 Grecia: Marinella – “Krasi, Thalassa Kai T’ Agori Mou” (Κρασί, θάλασσα και τ’ αγόρι μου)
  • 22. Turco 1975 Turchia: Semiha Yankı – “Seninle Bir Dakika”
  • 23. Arabo1980 Marocco: Samira Bensaid – “Bitaqat Khub” (بطاقة حب)
  • 24. Islandese 1986 Islanda: ICY – “Gleðibankinn”
  • 25. Romancio 1989 Svizzera: Furbaz – “Viver senza tei”
  • 26. Napolitano 1991 Italia: Peppino di Capri – “Comme è ddoce ‘o mare”
  • 27. Creolo Haitiano 1992 Francia: Kali – “Monté la riviè”
  • 28. Corso 1993 Francia: Patrick Fiori – “Mama Corsica”
  • 29. Estone 1994 Estonia: Silvi Vrait – “Nagu merelaine”
  • 30. Romeno 1994 Romania: Dan Bittman – “Dincolo de nori”
  • 31. Slovacco 1994 Slovacchia: Tublatanka – “Nekonečná pieseň”
  • 32. Lituano 1994 Lituania: Ovidijus Vyšniauskas – “Lopšinė mylimai”
  • 33. Ungherese 1994 Ungheria: Friderika Bayer – “Kinek mondjam el vétkeimet?”
  • 34. Russo 1994 Russia: Youddiph – “Vyechniy stranik” (Вечный стрaнник)
  • 35. Polacco 1994 Polonia: Edyta Górniak – “To nie ja”
  • 36. Alto Alemanno (Vorarlbergish) 1996 Austria: Georg Nussbaumer – “Weil’s dr guat got”
  • 37. Bretone 1996 Francia: Dan Ar Braz – “Diwanit Bugale”
  • 38. Macedone 1998 Rep. di Macedonia: Vlado Janevski – “Ne zori, zoro” (Не зори, зоро)
  • 39. Samogitico 1999 Lituania: Aistė – “Strazdas”
  • 40. Lingua Immaginaria 2003 Belgium. Urban Trad – “Sanomi”
  • 41. Lettone 2004 Lettonia: Fomins & Kleins – “Dziesma par laimi”
  • 42. Catalano 2004 Andorra: Marta Roure – “Jugarem a estimar-nos”
  • 43. Ucraino 2004 Ucraina: Ruslana – “Wild Dances”
  • 44. Võro 2004 Estonia: Neiokõsõ – “Tii”
  • 45. Montenegrino 2005 Serbia e Montenegro: No Name – “Zauvijek moja”
  • 46. Albanese 2006 Albania: Luiz Ejlli – “Zjarr e ftohtë”
  • 47. Tahitiano 2006 Monaco:  Séverine Ferrer – “La Coco-Dance”
  • 48. Bulgaro 2007 Bulgaria: Elitsa Todorova & Stoyan Yankoulov – “Water”
  • 49. Ceco 2007 Repubblica Ceca: Kabát – “Malá dáma”
  • 50. Armeno 2007 Armenia: Hayko – “Anytime You Need”
  • 51. Romaní 2009 Repubblica Ceca: Gipsy.cz – “Aven Romale”
  • 52. Swahili 2011 Norvegia: Stella Mwangi – “Haba Haba”
  • 53. Udmurto 2012 Russia: Buranovskiye Babushki – “Party for Everybody”
  • 54. Azero 2012 Bulgaria: Sofi Marinova – “Love Unlimited”
  • 55. Georgiano 2012 Georgia: Anri Jokhadze – “I’m a Joker”

Naming: The programme was first known as the “Eurovision Grand Prix” (in English). This “Grand Prix” name was adopted by Denmark, Norway and the Francophone countries, with the French designation being “Le Grand-Prix Eurovision de la Chanson Européenne”. The “Grand Prix” has since been dropped and replaced with “Concours” (contest) in French, but not in Danish or Norwegian. The Eurovision Network is used to carry many news and sports programmes internationally, among other specialised events organised by the EBU. However, in the minds of the public, the name “Eurovision” is most closely associated with the Song Contest.

Year(s) English French Other language Official logo language
1956–64 Eurovision Song Contest Grand Prix Grand Prix Eurovision de la Chanson Européenne N/A French
1965 Gran Premio Eurovisione della Canzone Italian
1966 N/A French
1967 Grand Prix Eurovision de la Chanson French
1968–72 Eurovision Song Contest Grand Prix de la Chanson English
1973 Concours Eurovision de la Chanson French
1974–75 English
1976 Eurovisie Songfestival Dutch
1977– N/A English

The Contest’s name in national languages: This is what the “Eurovision Song Contest” is called in the official languages of current and past participant countries of the contest.

Language Countries which language has official status in Name in language
Albanian Albania Festivali Evropian i Këngës
Arabic Israel, Morocco مسابقة يوروفيجن للأغاني
Armenian Armenia Եվրատեսիլ երգի մրցույթ
Azerbaijani Azerbaijan Avroviziya Mahnı Müsabiqəsi
Belarusian Belarus Конкурс песні Еўрабачанне or Конкурс песьні Эўрабачаньня
Bosnian Bosnia and Herzegovina Pjesma Evrovizije
Bulgarian Bulgaria Песенен конкурс Евровизия
Catalan Andorra, Spain Festival de la Cançó d’Eurovisió
Croatian Bosnia and Herzegovina, Croatia Pjesma Eurovizije
Czech Czech Republic Velká cena Eurovize
Danish Denmark Europæisk Melodi Grand Prix
Dutch Belgium, Netherlands Eurovisiesongfestival
English Australia, Ireland, Malta, United Kingdom Eurovision Song Contest
Estonian Estonia Eurovisiooni lauluvõistlus
Finnish Finland Eurovision laulukilpailu
French Belgium, France, Luxembourg, Monaco,  Switzerland Concours Eurovision de la Chanson
Galician Spain Festival da Canción de Eurovisión
Georgian Georgia ევროვიზიის სიმღერის კონკურსი
German  Austria, Belgium, Germany, Luxembourg, Switzerland Eurovision Song Contest, often “Grand Prix”
Greek Cyprus, Greece Διαγωνισμός Τραγουδιού Eurovision
Hebrew Israel תחרות הזמר של האירוויזיון
Hungarian Hungary Eurovíziós Dalfesztivál
Icelandic Iceland Söngvakeppni evrópskra sjónvarpsstöðva
Irish Ireland Comórtas Amhránaíochta na hEoraifíse
Italian Italy, San Marino, Switzerland Eurofestival or Concorso della canzone dell’Eurovisione
Latvian Latvia Eirovīzijas dziesmu konkurss
Lithuanian Lithuania Eurovizijos dainų konkursas
Luxembourgish Luxembourg Eurovision Song Contest
Macedonian FYRO Macedonia Евровизија
Maltese Malta Festival tal-Eurovision
Montenegrin Montenegro Evrovizija
Norwegian (Bokmål) Norway Eurovisjonens musikkonkurranse
Polish Poland Konkurs Piosenki Eurowizji
Portuguese Portugal Festival Eurovisão da Canção
Romanian Moldova, Romania Concursul Muzical Eurovision
Romansh Switzerland Eurovision Song Contest
Russian Belarus, Russia Конкурс песни Евровидение
Serbian Bosnia and Herzegovina, Montenegro, Serbia Песма Евровизије
Slovak Slovakia Veľká cena Eurovízie, often “Eurovízia”
Slovene Slovenia Pesem Evrovizije
Spanish Spain Festival de la Canción de Eurovisión
Swedish Finland, Sweden Eurovision Song Contest or Eurovision Melodifestivalen
Turkish Cyprus, Turkey Eurovision Şarkı Yarışması or Avrovizyon Şarkı Yarışması
Ukrainian Ukraine Пісенний конкурс Євробачення

Entries in artificial (constructed) languages: Three times in the history of the contest, songs have been sung in invented languages.

Appearance Country Performer Song
2003 Belgium Urban Trad “Sanomi”
2006 Netherlands Treble “Amambanda”
2008 Belgium Ishtar “O Julissi”

Voting: The voting system used in the contest has changed over the years. The current system has been in place since 1975, and is a positional voting system. Countries award 12 points to their favourite song, then 10 to the second favourite, and then scores from 8 down to 1 to another eight songs.

Historically, a country’s votes were decided by an internal jury, but in 1997 five countries (Austria, Switzerland, Germany, Sweden and the United Kingdom) experimented with televoting, giving members of the public in those countries the opportunity to vote en masse for their favourite songs. The experiment was a success, and from 1998 onwards all countries were encouraged to use televoting wherever possible. Back-up juries are still used by each country, in the event of a televoting failure. Nowadays members of the public may also vote by SMS, in addition to televoting. From 2013, the public may also vote via a mobile app.

The current method for ranking entries is a 50/50 combination of both telephone vote and the votes of five jurymember made up of music professionals in each country. It was first used in the final of the 2009 edition, and extended the following year to the semi-finals. In the event of a televoting(insufficient amount of votes/technical issues) or jury failure(technical issue/breach of rules), only a jury/televoting was used by each country.

Since 1964 the voting has been presided over by the EBU scrutineer, who is responsible for ensuring that all points are allocated correctly and in turn. The following are the scrutineers and Executive Supervisors of the Eurovision Song Contest appointed by the EBU-UER:

  • Rolf Liebermann (1956)
  • Miroslav Vilček (1964–1965)
  • Clifford Brown (1966–1977)
  • Frank Naef (1978–1992)
  • Christian Clausen (1993–1995)
  • Christine Marchal-Ortiz (1996, 1998–2002)
  • Marie-Claire Vionnet (1997)
  • Sarah Yuen (2003)
  • Svante Stockselius (2004–2010)
  • Jon Ola Sand (2011–present)

According to one study of Eurovision voting patterns, certain countries tend to form “clusters” or “cliques” by frequently voting in the same way.

Presentation of votes:  After the interval act is over, when all the points have been calculated, the presenter(s) of the show call upon each voting country in turn to invite them to announce the results of their vote. Prior to 1994 the announcements were made over telephone lines; with the audio being piped into the auditorium for the audience to hear, and over the television transmission. With the advent of more reliable satellite networks, from 1994 onwards voting spokespeople have appeared on camera from their respective countries to read out the votes. Often the opportunity is taken by each country to show their spokesperson standing in front of a backdrop which includes a famous place in that country. For example, the French spokesperson might be seen standing in front of the Eiffel Tower.

From 1957 to 1962, the participating countries were called in reverse order of the presentation of their songs, and from 1963 to 2003, they were called in the same order in which their songs had been presented (except for 1974). Since 2004, when semi-finals were introduced, the order of the countries’ announcements of votes has changed; and the countries that did not make it to the final each year could also vote. In 2004, the countries were called in alphabetical order (according to their ISO codes). In 2005, the votes from the non-qualifying semi-finalists were announced first, in their running order on the Thursday night; then the finalists gave their votes in their own order of performance. Between 2006 and 2010, a separate draw was held to determine the order in which countries would present their votes. In 2011, the voting order was determined by the results of a jury the day before the final so as to create as much suspense as possible when the votes were revealed.

From 1971 to 1973, each country sent two jurors, who were present at the contest venue (though the juries in 1972 were locked away in the Great Hall of Edinburgh Castle) and announced their votes as the camera was trained on them. In 1973 one of the Swiss jurors made a great show of presenting his votes with flamboyant gestures. This system was retired the next year.

In 1956 no public votes were presented: a closed jury simply announced that Switzerland had won. From 1957 to 1987, the points were displayed on a physical scoreboard to the side of the stage. As digital graphic technology progressed, the physical scoreboards were superseded in 1988 by an electronic representation which could be displayed on the TV screen at the will of the programme’s director.

In 2006 the EBU decided to save time during the broadcast—much of which had been taken up with the announcement of every single point—because there was an ever-increasing number of countries voting. Since then, votes from 1 to 7 from each country have been displayed automatically on screen and the remaining points (8, 10 and 12) are read out in ascending order by the spokesperson, culminating with the maximum 12 points. Countries must announce the country names and points in either English or French and the scores are repeated by the contest’s presenters in the other language. The expression douze points when the host or spokesperson states the top score in French is popularly associated with the contest.

Ties for first place: In 1969, four of the sixteen countries taking part, France, Spain, the Netherlands and the United Kingdom, all tied for first place with 18 points each. There was nothing in the rules to decide an outright winner, so all four were declared joint winners. This caused much discontent among most of the other participating countries, and mass walkouts were threatened. Finland, Norway, Sweden and Portugal did not participate in the 1970 Contest as a protest against the results of the previous year. This prompted the EBU to introduce a tie-break rule.

Under the current rules, in the event of more than one country scoring the same total number of points, a count is made of the numbers of countries who awarded points to each of the tied countries, and the one who received points from the most countries is declared the winner. If the numbers are still tied, it is counted how many sets of maximum points (12 points) each country received. If there is still a tie, the numbers of 10-point scores awarded are compared—and then the numbers of 8-point scores, all the way down the list. In the extremely unlikely event of there then still being a tie for first place, the song performed earliest in the running order is declared the winner, unless the host country performed first in the running order. Since 2008, the same tie-break rule now applies to ties for all places.

As of 2015, the only time since 1969 when two or more countries have tied for first place on total points alone was in 1991, when France and Sweden both totalled 146 points. At that time, the rules did not include counting the numbers of countries awarding any points to these countries’ songs, but began with tallying up the numbers of 12-point scores awarded. Both France and Sweden had received four sets of 12 points. However, because Sweden had received more sets of 10-point scores, they were declared the winners. Had the current rule been in play, France would have won instead.

Ties for first place: In 1969, four of the sixteen countries taking part, France, Spain, the Netherlands and the United Kingdom, all tied for first place with 18 points each. There was nothing in the rules to decide an outright winner, so all four were declared joint winners. This caused much discontent among most of the other participating countries, and mass walkouts were threatened. Finland, Norway,Sweden and Portugal did not participate in the 1970 Contest as a protest against the results of the previous year. This prompted the EBU to introduce a tie-break rule.

Under the current rules, in the event of more than one country scoring the same total number of points, a count is made of the numbers of countries who awarded points to each of the tied countries, and the one who received points from the most countries is declared the winner. If the numbers are still tied, it is counted how many sets of maximum points (12 points) each country received. If there is still a tie, the numbers of 10-point scores awarded are compared—and then the numbers of 8-point scores, all the way down the list. In the extremely unlikely event of there then still being a tie for first place, the song performed earliest in the running order is declared the winner, unless the host country performed first in the running order. Since 2008, the same tie-break rule now applies to ties for all places.

As of 2015, the only time since 1969 when two or more countries have tied for first place on total points alone was in 1991, when France and Sweden both totalled 146 points. At that time, the rules did not include counting the numbers of countries awarding any points to these countries’ songs, but began with tallying up the numbers of 12-point scores awarded. Both France and Sweden had received four sets of 12 points. However, because Sweden had received more sets of 10-point scores, they were declared the winners. Had the current rule been in play, France would have won instead.

Trasmissione dello show: Ogni emittente partecipante è tenuta a trasmettere lo show nella sua interezza: inclusi i brani, il recap con in codici di televoto, la fase di voto e la ripresa finale. Se si desidera è possibile non trasmettere l’Interval Act fra la fine del televoto e l’inizio delle votazioni. A partire dal 1999, le emittenti che vogliono, hanno la possibilità di inserire brevi spazi pubblicitari in momenti non considerati essenziali ai fini della gara. Dal 1999 sono state concesse solo tre eccezioni. La televisione di stato dei Paesi Bassi non trasmise la Finale del 2000 a causa di un grave incidente, una disastrosa esplosione in un deposito di fuochi d’artificio della città di Enschede. La RTVE in Spagna ha ritardato la trasmissione in diretta della Seconda Semifinale del 2009, per il torneo di tennis di Madrid. La televisione di Stato albanese ha trasmesso in differita la Prima Semifinale del concorso 2012 per un grave incidente d’autobus. Sebbene, tecnicamente queste fossero violazioni al regolamento, l’EBU-UER permise queste eccezioni vista l’importanza degli accadimenti.

Questioni politiche: Nel 1978, durante l’esecuzione israeliana, l’emittente giordana JRTV sospese la trasmissione mandò in onda immagini di fiori. Quando divenne evidente, durante le fasi di voto, che Israele stava per vincere il concorso, la JRTV interruppe bruscamente la trasmissione. In seguito, i media giordani rifiutarono di riconoscere la vittoria di Israele e annunciarono il Belgio come vincitore (che era in realtà arrivato al 2° posto). Nel 1981 la JRTV non trasmise il voto perché il nome di Israele appariva sul tabellone.

Nel 2005, il Libano intendeva partecipare al concorso. Tuttavia, la legge libanese non permette il riconoscimento di Israele, e di conseguenza la televisione libanese non aveva intenzione di trasmettere la canzone israeliana. L’EBU-UER li informò che un atto del genere avrebbe violato le regole del concorso, e il Libano successivamente fu costretto a ritirarsi dalla competizione. Il loro ritiro in ritardo causò il pagamento di una multa, in quanto avevano già confermato la loro partecipazione e la scadenza era passata. Tuttavia finoa l 2009, gli album dell’ESC erano ancora venduti nei negozi di musica libanese, con la parola Israele cancellata dalla quarta di copertina . A partire dal 2010, gli album sono stati banditi completamente dalla vendita.

Altre:

  • Nel primo concorso del 1956, per ogni brano c’era un limite di tempo consigliato di 3 minuti e mezzo. Nel 1957, nonostante le proteste, la canzone italiana era della durata di 5′ e 09″. Ciò ha portato alla regola che prevede che ogni brano non possa superare i tre minuti. Dal momento che il limite di tempo di tre minuti fu adottato nel 1960, alcuni artisti hanno presentato canzoni più lunghe che, quindi, devono essere modificati per vincoli di tempo, anche se alcune canzoni superano tale lunghezza da pochi secondi.
  • Non vi è alcuna restrizione imposta dall’EBU-UER sulla nazionalità degli interpreti o dei cantautori. Le TV sono però autorizzate ad imporre propri limiti, a loro discrezione.
  • Dal 1957 al 1970, furono ammessi sul palco solo solisti e duo. Dal 1963 si permise la presenza di un coro di un massimo di tre persone. Dal 1971, si ammettono al  massimo sei artisti sul palco
  • Non sono ammesse coreografie o scenografie controverse.
  • Non sono ammessi testi con contenuti politici, pubblicitari, confessionali o offensivi.
  • Dal 1990 in poi, tutte le persone sul palco devono avere almeno 16 anni di età.
  • La musica e il testo devono essere pubblicate o registrate dopo il 1° Settembre dell’anno prima che il concorso si svolga. Molti paesi hanno anche la regola aggiuntiva che prevede che la canzone non debba mai essere stata eseguita prima del relativo concorso nazionale. Cover, versioni rielaborate o campionamenti di canzoni già note non sono ammessi.

Critiche: L’Eurovision Song Contest è soggetto a diverse critiche riguardanti soprattutto il meccanismo di votazione.

Il meccanismo di votazione si basa al 50% sul televoto (ma alcuni paesi usano la giuria, ritenuta più equa) e tende a favorire paesi con cui si intrattengono buone relazioni politiche, soprattutto quelli confinanti, piuttosto che valutare la qualità artistica delle canzoni, dei cantanti, della performance o degli autori. Con la recente apertura ai paesi dell’est Europa, frammentata in molte realtà una volta ben coese, questo ha portato a una intensificazione del fenomeno. Ciò accadde soprattutto nei paesi dell’ex Urss, nell’ex Jugoslavia (che partecipò per anni come unico paese), nei paesi nordici (Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Finlandia, Estonia, Lettonia ) e tra le coppie Grecia-Cipro, Romania-Moldavia, Azerbaigian-Turchia che da anni si scambiano quando possibile i 10-12 punti. I difensori della formula sostengono che paesi vicini condividono cultura e quindi gusti musicali e che dunque appare naturale che siano portati a favorire nel voto i paesi vicini. Frequente è però anche il voto “diaspora”, cioè degli emigranti che vivono lontano dal loro paese e lo votano in massa, i casi più evidenti sono quelli di Germania e Francia che hanno quasi sempre assegnato non meno di 10 punti alla Turchia. Per limitare questi fenomeni, dal 2009 televoto e giurie contano alla pari.

Altre critiche vengono mosse circa la partecipazione al televoto di Paesi che non appartengono fisicamente all’Europa (Israele, parte asiatica della Turchia, paesi caucasici). Altra regola controversa è l’esistenza dei cosiddetti Big Five (Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e dal 2011 Italia) che hanno in ogni caso diritto alla finale, vantaggio non sempre ben visto, anche se tali Paesi danno contributi finanziari maggiori all’EBU-UER per le sue attività.

Un tentativo di falsare il televoto dell’edizione del 2013 ha portato l’EBU-UER a varare regole più restrittive, che possono portare anche all’allontanamento per tre anni del o delle reti partecipanti che dovessero avere anche solo tratto vantaggio dal tentativo di falsare le votazioni, sia che accada prima, durante o dopo la gara.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...